(ASCA) - Roma, 31 mag - Dopo cinque mesi di sensibili aumenti dei prezzi al consumo, l'inflazione a maggio mostra, in linea con le nostre stime, una variazione nulla rispetto ad aprile ed un modesto ridimensionamento del tasso di crescita rispetto all'anno precedente. Ancora una volta a determinare l'andamento dei prezzi ha contribuito in misura significativa la componente energetica che ha mostrato, per i prodotti non regolamentati (benzina e gasolio), un calo, controbilanciato, in parte, dall'ulteriore aumento dei regolamentati (energia elettrica). Questo e' il commento dell'Ufficio Studi di Confcommercio ai dati sull'inflazione diffusi oggi dall'Istat. Alla luce di alcuni interventi gia' decisi (incremento di 2 centesimi delle accise sui carburanti, aumento dei prezzi di alcuni servizi pubblici locali e l'innalzamento dell'Iva in autunno) vi sono forti dubbi - continua la nota - sul fatto che il dato dell'ultimo mese possa rappresentare l'inizio di una fase di rientro dell'inflazione. Queste misure, determinate dalla necessita' di risanare la finanza pubblica, sia a livello centrale che locale, in assenza di significativi interventi sulla spesa, rappresentano - conclude l'Ufficio Studi - un ulteriore peso sulle famiglie, con la conseguenza di limitarne la capacita' di spesa e la ripresa dei consumi, elemento fondamentale per il riavvio di una fase di sviluppo del paese.
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