A che punto sono gli investimenti della FIAT in Italia?

Il ministro Fornero ha dichiarato di voler incontrare Serio Marchionne, amministratore delegato di FIAT, entro agosto, per discutere degli impegni di investimento in Italia promessi all'epoca della presentazione del progetto Fabbrica Italia. Il ministro si dice propensa a "ritenere che FIAT mantenga il piano di investimenti", ma la situazione è in realtà sospesa.
Il mese di luglio ha infatti registrato un calo delle immatricolazioni del 21,4% rispetto allo stesso periodo del 2011 (il calo di tutti i primi mesi del 2012 rispetto all'anno precedente è del 19,9%) e questo ha portato l'azienda automobilistica, come da essa stessa dichiarato all'incontro con i sindacati del primo agosto scorso, a sospendere gli investimenti a Mirafiori (Torino) per due mesi, fino a ottobre, in attesa di vedere come evolverà il mercato dell'auto e quello finanziario. Ha invece confermato che continueranno gli altri investimenti attualmente in corso in Italia, come quello a Grugliasco per la nuova berlina Maserati, quello di Pratola Serra per produrre il nuovo motore turbo Alfa Romeo e sono in corso le attività  preparatorie per la produzione dell’Alfa Romeo 4C nelle officine di Modena.
Nel comunicato diffuso dalla FIAT dopo l'incontro si legge: "la crisi dell'economia internazionale e le difficoltà del mercato automobilistico europeo non consentono al momento di fornire indicazioni sui futuri investimenti". Insomma, a due anni dalla presentazione del piano Fabbrica Italia (descritto il 21 aprile 2010 come "il più straordinario piano industriale che il nostro paese abbia mai avuto") che prometteva quasi 20 miliardi di investimenti in Italia e l'aumento di veicoli prodotti da 800mila a 1 milione e 650mila in 5 anni ("ci sarà più Italia nel mondo", recitava un altro passaggio della lettera di presentazione del piano), la realtà ha mostrato ben altri dati e la crisi del mercato automobilistico europeo e italiano in particolare ha portato il numero di vetture immatricolate dall'azienda nel 2011 ad appena 515mila.
Sarà anche per questo che il 27 ottobre scorso, in un comunicato stampa diffuso dalla FIAT in seguito a una richiesta della Consob di provvedere all'informazione del pubblico, i toni sono cambiati molto rispetto a solo un annetto prima e si legge: "Il progetto Fabbrica Italia non è mai stato un piano finanziario, ma l’espressione di un indirizzo strategico che Fiat intende seguire".
Comunque, per adesso FIAT, essendo riuscita a bilanciare le perdite sul mercato del Vecchio Continente grazie a quelle in America e in Asia, smentisce ipotesi di vendite, accorpamenti o divisioni e dichiara, sempre nel comunicato stampa rilasciato dopo l'incontro con i sindacati, che "pur nei ristretti limiti di manovra concessi dalla situazione economica, ha confermato la scelta di contenere gli effetti sociali della congiuntura sfavorevole attraverso l’utilizzo della cassa integrazione evitando interventi strutturali sulla forza lavoro", mentre "alcuni concorrenti rimasti legati principalmente al mercato europeo

stanno scontando perdite molto importanti con annunci di chiusure di

impianti".

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