Prima un social network che ha trasformato radicalmente il modo d’intendere l’informazione e la comunicazione, poi un innovativo sistema di pagamento online per dispositivi mobili. Sono Twitter e Square, le creature forgiate da Jack Dorsey, considerato come il più credibile erede di Steve Jobs. La chiave del successo di questo trentacinquenne rampante imprenditore è rappresentata da una costante dedizione al lavoro, che si manifesta con un inarrestabile impegno di circa ottanta ore a settimana. Dorsey vanta un patrimonio personale di 300 milioni di dollari, si divide tra le due aziende che, oltre ad una meticolosa ricerca dello sviluppo tecnologico, valorizzano attentamente le risorse umane. Ed è proprio questo uno degli aspetti che lo accomuna al fondatore di Apple.
Twitter è stato lanciato nel luglio 2006 e la scorsa estate ha superato i 200 milioni di utenti, metà dei quali accede quotidianamente al sito. I tweet prodotti, cioè i messaggi condivisi dagli iscritti, sono mediamente 5 miliardi ogni cinque giorni, come ha recentemente annunciato la stessa società. L’anno scorso si è registrato il boom di Twitter, con un incremento che a partire da gennaio 2011 ha raggiunto l’82%. L’esplosione del fenomeno ha riempito le casse della società, che nel 2011 ha totalizzato introiti pari a 150 milioni di dollari.
Dorsey continua a seguire l’operato della sua azienda, anche se dall’ottobre 2010 il ruolo di CEO è stato affidato a Dick Costolo, ex direttore operativo. La nuova gestione ha confermato la crescita esponenziale di Twitter, la cui valutazione è attualmente stimata a 3,7 miliardi di dollari, anche se alcuni analisti ritengono che la cifra più ragionevole sia 7,8 miliardi di dollari. Costolo, infatti, sta implementando i cosiddetti ‘tweet promozionali’, annunci pubblicitari pensati appositamente per multinazionali come Coca Cola, Starbucks e Disney. La portata rivoluzionaria del fenomeno ha toccato picchi elevatissimi, mutando profondamente il rapporto tra la politica e le grandi masse (emblematico il caso della primavera araba), tra i fan e le celebrità, sino a diventare un’inesauribile fonte di spunti per i giornalisti di tutto il pianeta.
Square, creata alla fine del 2009, è un sistema che permette di accettare pagamenti con carte di credito da qualsiasi persona. Per attivare la procedura è sufficiente inserire un piccolo quadratino bianco (2,5 centimetri) in ghisa nel jack audio di un dispositivo Apple o di un cellulare Android. A quel punto bisogna ‘strisciare la carta’ nel lettore che trasforma i dati magnetici in segnale elettrico. In pochi secondi le informazioni vengono tradotte in un file criptato e inviate ai server di Square che completano la transazione tramite un network globale.
Dorsey ha spiegato lo spirito del suo ultimo progetto, destinato anch’esso a lasciare un segno importante. “Il pagamento è un’altra forma di comunicazione, ma non è mai stato trattato in questa maniera. Non è mai stato qualcosa di magico. Circa il 90% degli americani si porta dietro una carta di credito, ma pochissimi di loro possono accettarne una. Twitter è il futuro della comunicazione e Square quello dei pagamenti. Questo significa diventare grandi”. La valutazione della società è di circa 1 miliardo di dollari, ma i margini di crescita sono enormi. Basti pensare che il giorno del lancio si registrarono 50.000 account, mentre oggi sono circa un milione le società che utilizzano il sistema.
Jack Dorsey appare quindi come il più accreditato erede di Steve Jobs. Il suo profilo presenta, infatti, svariate affinità con quello del fondatore di Apple. Entrambi hanno sempre perseguito l’obiettivo di realizzare sistemi integrati in settori dove la frammentazione era sempre stato il limite primario. La filosofia di fondo, pur elaborata diversamente, è la stessa. Gli interessi di Dorsey riguardano anche campi che non hanno nulla a che vedere con la tecnologia. Prima di affermarsi come manager e informatico, si era dedicato all’illustrazione botanica, era stato un massaggiatore professionista e aveva seguito corsi di fashion design. Alcuni rumors sostengono che il suo prossimo obiettivo sia diventare sindaco di New York. Un uomo le cui ambizioni travalicano i limiti dell’imprenditoria. Proprio come Steve Jobs.


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