Ci sono guru che si sono costruiti la fama senza (quasi) mai staccare gli occhi dallo schermo, dove seguono i mercati, i trend e i grafici. E altri, invece, che vanno alla scoperta delle occasioni di domani in giro per il mondo. In questa seconda categoria rientra Jim Rogers, 60enne fondatore di Quantum Group of funds e dell’indice Rogers International Commodities, tra i più seguiti del settore.
La sfiducia verso le istituzioni finanziarie
Docente universitario, volto televisivo, uomo amante della provocazione, Jim Rogers ha da tempo messo nel mirino delle sue critiche le grandi istituzioni finanziarie. In primis le banche centrali, che negli ultimi anni si sono prodigate per non far mancare la liquidità al sistema. A suo modo di vedere, questo modo di fare sta creando i presupposti per una iperinflazione nei prossimi anni (conseguenza nell’enorme carta in circolazione). In primis la Federal Reserve e la Bank Central of England, quest’ultima accusata di sostenere un modello di sviluppo – l’economia britannica ha nella city il suo asse portante – destinato al fallimento.
Meglio lo yuan del dollaro
A suo modo di vedere sarebbe stato più giusto far fallire le banche e le altre istituzioni finanziarie che avevano accumulato debiti monstre. Al contrario i Governi hanno deciso di finanziarle e così si sono indebitati a loro volta, dando vita a una spirale dalla quale non si vede via d’uscita. Da qui la sensazione che tanto il dollaro, quanto l’euro, tra qualche tempo diventeranno monete marginali. Meglio, dunque, diffidare delle emissioni in questa valuta, preferendo piuttosto quelle dei Paesi emergenti, che presentano minori squilibri, a cominciare dalla Cina.
Ritorno alla terra
Dopo aver girato decine di Paesi nell’arco di due anni per conoscere da vicino problematiche e occasioni di sviluppo, il guru delle materie prime si è convinto che il prossimo decennio vedrà per protagoniste assolute le commodity agricole. Già nel recente passato si è assistito alla lievitazione dei prezzi di beni della terra come zucchero e mais, in seguito a carestia o tensioni socio-politiche. Considerato che la domanda di questi prodotti è destinata ad aumentare con la crescita dei mercati emergenti (detto volgarmente vi saranno più bocche da sfamare), mentre l’offerta non riuscirà a mantenere lo stesso tasso di sviluppo, vi sarà inevitabilmente una pressione sui prezzi. Rogers non esclude nuove guerre legate al controllo delle materie prime, con un’ulteriore crescita delle quotazioni.
Le macchine sono diventate i principali operatori di Borsa. In particolare quelle basate su “high frequency trading” …

