Markus Kerber, il tedesco che trama contro l'Euro

Sono state ore di fuoco quelle appena trascorse dai mercati e dal mondo politico europeo, dopo la notizia - pubblicata ieri sera dal quotidiano tedesco Handeslblatt - sulla decisione di un ricorso alla Corte costituzionale della Germania contro l'Esm, meccanismo di salvataggio dell'Eurozona da 700 miliardi previsto per il 12 settembre.
Dodici ore dopo, ariva la smentita da Karlsruhe: "Uno slittamento della data del verdetto è escluso al momento", ha detto una portavoce della Corte, non pronunciandosi ulteriormente.

La notizia certa in queste ore di incertezza è la fonte, l'artefice della proposta: il professor Markus Kerber, una delle principali figure di Europolis, gruppo di accademici tedeschi dei cosidetti euroscettici. L'azione legale impugnata da Kerber si basava sulla presunta illegalità della corte di Karlsruhe nell'esprimere un giudizio sull'Esm prima che sul suo destino si fosse pronunciata la corte di Giustizia europea chiamata precedentemente in causa da Thomas Pringle, esponente del Parlamento irlandese. "Fin quando la Corte europea di Giustizia non avrà deciso sulla compatibilità di questi accordi con i Trattati, nè la Corte costituzionale nè il presidente tedesco possono decidere", aveva affermato ieri il leader di Europolis.

Un ricorso terminato con un nulla di fatto. Il Fondo salva Stati ci sarà. Ma l'accademico tedesco, professore di tecnologia all'università di Berlino, non molla. E lo dichiara apertamente in un'intervista a RFE/RL: "Sono il tipo di persona che dice non mi arrenderò mai", affermando la volontà di continuare la sua missione nonostante la battuta d'arresto nel tentativo di fermare il suo governo nel salvataggio dell'euro, perché "sta quantomeno provocando un sano dibattito che dovrebbe essere alla base di ogni democrazia".
Questo è uno degli innumerevoli ricorsi costituzionali proposti dai 55 di Europolis, sulle modalità - errate secondo loro - con cui la Germania sta cercando di tenere in piedi la moneta unica. Ha anche impugnato la decisione della Corte costituzionale presso la Corte europea dei Diritti dell'Uomo e sta inoltre cercando un modo per intralciare la decisione della Bce nell'acquisto di obbligazioni italiane e spagnole, sostenendo che "si sta facendo coinvolgere troppo nella politica fiscale invece di concentrarsi su questioni monetarie".
E anche se sostiene che quest'esito negativo da parte della Corte se l'aspettava, Kerber si sente rincuorato dal fatto che il giudice ha stabilito che il governo tedesco deve in futuro ottenere l'ok della Commissione bilancio del Parlamento prima di approvare qualsiasi futuro accordo di salvataggio.
Ci tiene infine a precisare che l'euroscetticismo non ha niente a che vedere con un probabile ritorno del marco tedesco, ma che l'Eurozona dovrebbe tutelare i Paesi con le politiche economiche più forti, dando loro maggiore voce in capitolo. Smentisce anche la voce che sostiene che le sue mosse legali siano state d'intralcio al salvataggio dell'Eurozona: "Il dibattito parlamentare non è mai controproducente", ha detto Kerber, concludendo che "il parlamento tedesco discute sia di questioni di pace che di guerra. Nulla è più interessante, emozionante, stimolante e democratico del dibattito".

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