Dove sta andando il futuro dell'auto? Quanto l'elettrico ne sarà parte? Quanti sono ad oggi gli italiani disposti a comprare un'auto elettrica? E quali i vantaggi per loro? Le infrastrutture in Italia sono pronte a supportarne uno sviluppo? Sono alcuni degli interrogativi che sono stati discussi oggi a Milano nel corso della prima tappa dell'Osservatorio sull'auto elettrica, uno dei temi più caldi dell'automotive, promosso e organizzato da Deloitte, che ha invitato a discuterne le Istituzioni, i principali player del mercato dell'energia e i protagonisti del settore dell'auto.
Il mercato dell'auto sta andando incontro a dei profondi cambiamenti, e uno dei trend che influenzerà maggiormente il settore sarà proprio quello dello sviluppo di motorizzazioni verdi. Tra queste l'auto elettrica, che oggi si trova nell'anno zero del suo lancio e che avrà una serie d'implicazioni per il settore auto nel suo complesso.
“Proprio per tutti questi motivi” ha annunciato Roberto H. Tentori, Presidente di Deloitte & Touche Spa, “Deloitte si fa promotrice di questo Osservatorio, di cui l'appuntamento di oggi rappresenta il primo di una serie di incontri. Per il prossimo futuro ci auguriamo che altri rappresentanti istituzionali, operatori e membri del mondo accademico potranno aderire, per contribuire in modo sempre più costruttivo a questo dibattito”.
“Siamo consapevoli che il compito di un costruttore di auto, oggi, sia quello di affrontare con il massimo impegno le sfide del controllo delle emissioni, della riduzione degli impatti ambientali nel settore dei trasporti e dell'uso di fonti di energia rinnovabili”, dice Jacques Bousquet, Direttore Generale Renault Italia.
“È per questo che noi di Renault (Parigi: FR0000131906 - notizie) abbiamo deciso di puntare sull'auto elettrica, stanziando 4 miliardi di euro di ricerca volti a garantire che il veicolo elettrico diventi finalmente una realtà. Unica soluzione di mobilità ad impatto nullo per l'ambiente, la gamma di veicoli “zero emissioni” che commercializzeremo dal 2011 rappresenterà una svolta, consentendo di offrire una mobilità sostenibile a tutti. Per la diffusione di questo nuovo modello di mobilità è necessaria una condivisione d'impegni da parte di più attori: produttori di energia, Governi centrali e Istituzioni locali. In quest'ottica s'inserisce anche l'accordo siglato con A2A (Milano: A2A.MI - notizie) per i progetti pilota sulle città di Milano e Brescia”.
Per l'occasione Deloitte ha presentato i risultati della sua ultima ricerca in ambito automotive “A new era. Accelerating toward 2020 – An automotive industry transformed”, che tra i diversi ambiti toccati, ha visto nel passaggio all'elettrico, uno degli elementi di maggiore interesse.
“Sarà importante definire delle nuove logiche di relazione con il cliente finale”, dice Marco Martina, Partner di Deloitte ed esperto del settore Automotive “sia in termini di segmentazione del cliente che di canali di vendita: i produttori dovranno ripensare ad esempio il ruolo di internet e delle amministrazioni locali”.
Attualmente i veicoli ibridi ed elettrici rappresentano solo una piccola frazione del parco macchine circolante. Ad esempio in Germania su 50 milioni di auto, solo 1.500 sono elettriche, mentre 22.300 sono le ibride. Ma l'accresciuta e crescente attenzione dei consumatori nei confronti dell'ambiente, i limiti legislativi sempre più stringenti, la volatilità del prezzo del gas e del petrolio, contribuiranno sicuramente ad un incremento della domanda di veicoli elettrici entro il 2020, andando ad incidere soprattutto sul segmento degli spostamenti su brevi distanze. Con una produzione su larga scala in Europa a partire dal 2011, la crescita di questo mercato potrà essere significativa. Vero è che dovranno essere superate le principali barriere che ad oggi limitano la diffusione dell'elettrico, quali ad esempio i costi ancora elevati dei veicoli elettrici, il limitato numero di modelli, la carenza infrastrutturale e una mancanza di incentivi governativi e di sussidi per l'acquisto. Nonostante i governi degli Stati Uniti e dell'Europa occidentale supportino lo sviluppo della tecnologia EV (Eletrctric Vehicles), solo Francia, Inghilterra e Cina offrono dei sussidi (fino a 5.000 € o 7.100 US$).
“La multiutility lombarda A2A”, commenta Giuliano Zuccoli, Presidente del Consiglio di Gestione A2A, “investe nella sperimentazione della e-mobility come primo passo nella creazione di una infrastruttura capillare di ricarica per sviluppare una rete “point-to-point” sul territorio tra i principali comuni della Lombardia, in un'ottica di sviluppo sostenibile e di contenimento delle emissioni inquinanti”.
“Noi operatori elettrici dobbiamo essere pronti”, continua Zuccoli, “anzi, dobbiamo essere facilitatori del salto tecnologico, dotando per tempo le città delle infrastrutture necessarie. A2A offre, perciò, la disponibilità ad investire nelle infrastrutture, per diventare un promotore attivo di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni nocive, ai Comuni di Milano e di Brescia (e in prospettiva a tutti i Comuni dove A2A è presente: Bergamo, Como, Monza, etc…), i quali, con questo progetto pilota, possono porsi all'avanguardia nella sperimentazione con le più sensibili capitali europee (Berlino, Londra, Parigi)”.
“La E-Mobility è un mercato emergente in linea con la strategia di E.On, la quale partecipa attivamente al suo sviluppo”, dice Luca Dal Fabbro, Amministratore Delegato di E.ON Energia Spa. “La chiave del successo è una crescita coordinata, che significa non solo occuparsi dell'efficientamento della rete di distribuzione (che sarà richiesta cambiando la tipologia di prelievo dell'energia), delle stazioni di carico delle auto, dello sviluppo dei sistemi di energy storage più efficienti ed ovviamente dello sviluppo di un'auto elettrica con un'autonomia sufficiente ad essere commercialmente interessante”.
“Abbiamo già avviato diversi progetti coordinati in diversi paesi per identificare il potenziale modello di business in particolare in Germania e Svezia”, conclude Dal Fabbro. Ed è anche sugli attuali limiti di sviluppo alla diffusione di questo mezzo che si sono concentrati gli interventi di alcuni partecipanti all'Osservatorio di oggi. Tra gli altri esponenti delle Istituzioni, il cui ruolo è fondamentale per la promozione di un modello di mobilità sostenibile, l'assessore all'Ambiente del Comune di Milano Paolo
Massari ha ribad to “la strategia del Comune di Milano, che inquadra la promozione dell'auto elettrica tra le misure per concorrere alla riduzione dell'inquinamento locale da polveri fini e alla mitigazione dei effetti climatici dei gas climalteranti, attraverso progetti e-mobility rivolti al settore pubblico e all'utenza privata”.