L'aumento dell'avversione al rischio favorisce le valute difensive

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Quotazioni e grafici

CodicePrezzoVariazione
0198.HK0,30-0,01
Grafico SMI CORP
BENE.VI1,40+0,04
Grafico BENE
UCOI.OBIl nuovo codice è UNCO.OB
^FCHI4.012,91-1,06
Grafico CAC 40
^FTAS2.618,21+8,85
Grafico FTSE ALL-SHARE
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- venerdì, 20 novembre 2009 - 8:01 CET

La giornata di ieri ha visto tutti i principali listini mondiali in deciso arretramento con quasi tutti gli indici in ribasso di oltre un punto percentuale. I dati macroeconomici contrastanti si sono sommati alle paure sul rischio d'insolvenza delle famiglie americane e hanno contribuito alla discesa.
Nella prima mattinata di ieri è arrivata la chiusura di Tokio con Nikkei (notizie) e Topix in deciso calo. A pesare sull'andamento dei listini la notizia che la principale banca giapponese, la Mitsubishi UFJ Financial Group ha annunciato un maxi aumento di capitale che ne ha fatto crollare le quotazioni (-3,7%). In chiusura il Nikkei ha lasciato sul terreno l'1,32% chiudendo a 9.549,47 punti, che rappresenta il livello minimo degli ultimi quattro mesi. Riesce a fare ancora peggio il Topix che con un ribasso dell'1,50% chiude ai minimi degli ultimi sette mesi.
Analizzando le performance negative dell'ultimo periodo bisogna comunque rilevare che da inizio anno i mercati asiatici sono cresciuti di quasi il 70%, quindi le discese che si stanno susseguendo potrebbero essere dovute a prese di beneficio in vista della fine dell'anno.
Male anche le borse Europee che già in avvio hanno accusato debolezza e alla fine hanno archiviato una seduta a senso unico. A Parigi, il Cac 40 (Parigi: notizie) ha chiuso a 3760,22 punti (-1,77%) mentre Francoforte a 5.702,18 in calo dell'1,48%. A Zurigo, l'indice Smi (0198.HK - notizie) ha riportato 6.283,87 punti (-1,34%) mentre l'Ftse 100 di Londra 5.267,70 punti con un ribasso dell'1,39%. La piazza peggiore e' risultata Milano: il Ftse Mib ha chiuso a 2.2823,22 punti, giu' del 2,19% mentre il Ftse all Share (notizie) ha perso il 2,07%.
Wall Street non fa eccezione con solo il dow Jones che contiene la discesa entro il punto percentuale (-0,89%) mentre per S&P 500 (notizie) (-1,34%) e Nasdaq (NASDAQ: notizie) (-1,66%) la discesa è ben più corposa.
I dati macro come detto sono risultati contrastanti, con le richieste di sussidi di disoccupazione che pur rimanendo stabili nell'ultima settimana sono risultate leggermente superiori alle attese degli analisti. Bene (Vienna: BENE.VI - notizie) invece il Philadelphia Fed che segna una crescita ampiamente maggiore rispetto a quella preventivata.
Quello che più ha frenato oggi gli acquirenti sono molto probabilmente i dati della Mortgage Bankers Association, che ha diffuso dati preoccupanti circa la solvibilità delle famiglie americane.
L'associazione parla di ben quattro milioni di famiglie insolventi o in ritardo nel pagamento delle rate dei mutui: a fine settembre oltre il 14% delle persone con un mutuo da pagare o era insolvente o accusava un ritardo nel pagamento delle rate di più di tre mesi. Tutto questo, amplificato dalla disoccupazione a livelli record potrebbe fortemente penalizzare dapprima il settore immobiliare e di riflesso ripercuotersi negativamente sulla fragile ripresa in atto.
Da rilevare infine il petrolio che accusa una pesante battuta d'arresto dopo i rialzi degli ultimi giorni, penalizzato dalla ripresa del dollaro e dalla discesa del mercato azionario, e l'oro sostanzialmente stabile in prossimità dei massimi storici.
Il mercato valutario ha visto il dollaro chiudere in leggero recupero sulla moneta unica che ha limitato la discesa con una buona seconda parte di giornata . La chiusura sopra 1,49 appare comunque rassicurante e non intacca minimamente il trend favorevole all'euro che ha caratterizzato il 2009. La divisa europea ha reagito timidamente alle stime positive dell'Ocse relative al Pil per il 2010 (la crescita stimata nell'eurozona è dell'1,9%). La minore propensione al rischio che sta caratterizzando queste ultime giornate ha favorito il recupero delle valute meno rischiose, quindi anche lo Yen ha beneficiato della situazione e si è ulteriormente rafforzato sia sull'Euro ma anche sul dollaro. Male invece la Sterlina che per la seconda giornata consecutiva perde terreno sulle principali valute concorrenti anche se il buon momento sembra non ancora essere intaccato.
La giornata odierna ha visto nella notte l'annuncio del tasso di interesse da parte della Bank of Japan che come previsto è stato mantenuto stabile allo 0,10%. Seguirà all'annuncio la consueta conferenza stampa che molto probabilmente non fornirà indicazioni nuove circa gli sviluppi futuri. Unico (UCOI.OB - notizie) dato macroeconomico di una certa rilevanza atteso per la giornata è costituito dall'indice tedesco dei prezzi alla produzione che sono attesi in aumento (+0,10% contro una precedente rilevazione a -0,50%).

Euro Dollaro
E' interessare notare come anche oggi la discesa del cross si sia bruscamente interrotta in prossimità della trendline rialzista individuabile sul grafico daily, che al momento appare molto interessante per verificare eventuali indebolimenti del trend in atto. Persistendo l'impostazione rialzista per oggi potremmo assistere, in caso il cross si riporti sopra i livelli di apertura di ieri, ad un tentativo di superamento di quota 1,50, anche se la mancanza di dati macro rilevanti potrebbe non favorire la volatilità.