L'automobile al tempo della crisi? Si utilizza di meno e costa di più. E' quanto emerge dal XIX Rapporto ACI-Censis "Automobile 2011". Secondo il rapporto, gli aumenti del costo dei carburanti e delle polizze assicurative e la crescente difficoltà nel trovare parcheggio hanno spinto gli italiani a ridurre l'uso della propria vettura. Sono 20,6 su 100 (circa uno su cinque) i patentati che affermano di aver diminuito, rispetto al 2010, l'utilizzo della macchina e solo 8,3 su 100 quelli che dicono invece di averlo incrementato. Facendo un paragone con l'anno scorso, quindi, il saldo è negativo (-12,3%). Tra l'altro chi ha scelto di servirsi dell'auto maggiormente lo ha fatto soprattutto per necessità (il 68,6% degli intervistati) perché ritiene che i mezzi di trasporto pubblico come il bus non siano adeguati alle sue esigenze (11,9%).
Le quattro ruote si confermano comunque il mezzo di trasporto preferito dagli italiani per gli spostamenti ricorrenti. Ma per la prima volta dal 2007, l'utilizzo è inferiore al "bulgaro" 90% (nel 2010 era del 90,4%) e si attesta all'83,9%. In compenso, cresce la percentuale di chi indica come mezzo di trasporto favorito la moto o lo scooter (20% rispetto al 17,9% di un anno fa) e i propri piedi (42,4% contro il 35,5% del 2011). A prediligere l'andare a piedi, nello specifico, come mezzo sostitutivo sono soprattutto pensionati e casalinghe.
La fascia sociale che ha ridotto di più il ricorso all'auto in favore dei mezzi pubblici o della moto è quella dei giovani tra i 18 e i 29 anni (74.5%). Invece, le persone che hanno più di 45 anni e che hanno scelto di limitare l'uso dell'auto hanno ripiegato con più frequenza sulla bicicletta.
In generale, poi, sono aumentate le preferenze per il trasporto pubblico, soprattutto tra chi è occupato stabilmente e vive in città, anche se i passeggeri chiedono corse più frequenti, orari in linea con le proprie esigenze e prezzi più contenuti per biglietti e abbonamenti.
La riduzione dell'utilizzo dell'auto è avvenuta a tutti i livelli. In base a quanto mostra l'indagine, è calato il numero medio di giorni d'uso dell'automobile (4,6 giorni rispetto ai 5,1 del 2010 e ai 4,9 del 2009), è diminuito il numero medio degli spostamenti compiuti ogni giorno con la propria vettura sia nei giorni feriali che nei festivi (3,2 spostamenti nei giorni feriali rispetto ai 4,1 del 2010 e ai 3,4 del 2009; 1,8 spostamenti nei festivi, rispetto ai 2,1 del 2010 e ai 2.0 del 2009); si sono ridotti anche gli spostamenti giornalieri micro, ovvero quelli inferiori a un chilometro (0,3 rispetto agli 0,6 del 2010 e agli 0,2 del 2009 nei giorni feriali; 0,1 nei festivi rispetto agli 0,4 del 2010 e agli 0,2 del 2009).
Il motivo di questi nuovi comportamenti è soprattutto il rincaro costante del prezzo della benzina, cresciuto negli ultimo anni a ritmi particolamente sostenuti. Mentre nel rapporto del 2010, erano 68 su 100 gli intervistati che ritenevano molto superiore al giusto il costo del carburante, quest'anno la percentuale è salita all'83%.
Le spese da sostenere per la benzina risultano particolarmente eccessive per gli automobilisti soprattutto alla luce di un fatto: anche se i chilometri percorsi sono stati di meno, mantenere un'automobile nel 2011 è costato in media 3.278 euro contro i 3.191 del 2010, il 2,7% in più, e la voce di spesa che ha pesato di più sull'incremento (oltre il 40%) è stata proprio il carburante, costato 1.530 euro (+2,3% rispetto al 2010). Gli altri rincari sono stati l'assicurazione (715 euro nel 2011, +2,3% rispetto al 2010), il parcheggio (218 euro, +5,3%) e le multe (+18%). "I costi a carico degli automobilisti — spiega il presidente dell'Automobile Club d'Italia, Enrico Gelpi - sono ormai al limite della sopportabilità: oltre 165 miliardi di euro, di cui 58 miliardi come prelievo fiscale".
L'indagine ACI-Censis ha rilevato anche che, per effetto della crisi, gli automobilisti spendono di meno in manutenzione ordinaria (-15,2%), ma questa scelta porta a un sensibile incremento dei costi per la manutenzione straordinaria (+8,5%).
Un dato incoraggiante mostrato dallo studio è l'aumento dell'interesse verso forme di mobilità alternativa come il car-sharing e il car-pooling. Quanto al car-sharing, ovvero la possibilità di utilizzare una vettura su prenotazione, prelevandola e consegnandola in un parcheggio dedicato, l'11,4% degli intervistati (nel 2010 era il 9,4%) sarebbe disposto a non acquistare una nuova auto se questa modalità di condivisione fosse più incentivata. Anche se si tratta ancora di un fenomeno di nicchia, i numeri di chi già ricorre a questo servizio sono in crescita: 30mila persone al mese nel 2011, con un incremento del 66% in tre anni.
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