L'euro approfitta della debolezza del dollaro e si riporta attorno a quota 1,50

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Quotazioni e grafici

CodicePrezzoVariazione
^FCHI4.012,91-1,06
Grafico CAC 40
^GDAXI5.498,26+13,41
Grafico DAX
^GSPC1.070,52+13,78
Grafico S&P 500 INDEX,RTH
^HSI19.779,32-10,96
Grafico HANG SENG INDEX
^NDX1.753,84+18,96
Grafico NASDAQ-100
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- martedì, 24 novembre 2009 - 8:09 CET

Inizio di settimana incoraggiante per le principali piazze finanziarie che mettono a segno rialzi importanti e annullano in gran parte le discese della scorsa settimana. A favorire il recupero un dollaro debole e dati macroeconomici finalmente positivi.
Con i listini giapponesi fermi per festività nazionale dal Far East sono arrivate indicazioni positive dalle borse di Shangai e Hong Kong. Lo Shangai Composite ha terminato le contrattazioni in rialzo dello 0,92%, bene anche l'Hang Seng (notizie) che chiude con un +1,40% a 22.771,39 punti.
Borse Europee in gran spolvero con performance positive attorno ai due punti percentuali aiutate in mattinata dal dato sul Pmi: l'indice flash composito della produzione é risultato in crescita, per il quarto mese consecutivo, a 53,7 punti ai livelli massimi degli ultimi due anni. A guidare i rialzi Francoforte con il Dax (Xetra: notizie) che sale del 2,44% a 3.813 punti seguita da Parigi (Cac 40 (Parigi: notizie) +2,25%) e Londra con il Ftse 100 in recupero del 2,03%. Avvio di settimana positivo anche per i principali indici di Borsa Italiana, che si sono allineati all'andamento delle principali borse europee, nonostante risultassero penalizzati dallo stacco di alcuni dividendi. Il FTSE Mib ha registrato un rialzo dell'1,98% mentre il FTSE AllShare ha guadagnato l'1,99%. Buone performance anche per il FTSE Italia Mid Cap e il FTSE Italia Star.
Avvio di settimana positivo anche a Wall Street che dopo tre chiusure negative mette a segno un deciso rialzo trainata da un dato macroeconomico che ha sorpreso, finalmente in positivo, le attese degli analisti, dopo la serie di dati negativi della scorsa settimana. Le vendite di case esistenti nel mese di Ottobre si sono attestate a 6,1 milioni di unità, in crescita del 10,1% rispetto al dato precedente. La lettura è risultata nettamente superiore alle attese del mercato che stimavano una crescita di 5,7 milioni di unità. Alle buone performance ha inoltre contribuito la debolezza del dollaro che influenzando positivamente le materie prime ha favorito il comparto energetico. L'oro ha aggiornato ulteriormente i massimi storici (1.167 dollari per oncia) mentre il petrolio dopo essersi riportato sugli 80 dollari per barile ha accusato debolezza chiudendo attorno ai 78 dollari.
Al suono della campanella tutti gli indici si sono presentati in rialzo anche se nel finale si sono allontanati dai massimi di giornata: Il Dow Jones ha segnato un rialzo dell'1,29% a 10.450,95 punti, lo S&P 500 (notizie) dell'1,36% mentre il Nasdaq (NASDAQ: notizie) terminando a 2.176,01 punti ha chiuso la seduta in guadagno dell'1,40%.
Il mercato valutario ha offerto un inizio di settimana nel segno dell'euro che è apparso tonico e ha spazzato via le incertezze che si erano materializzate dopo alcune sedute non particolarmente brillanti. Con un deciso rialzo si è riportato a quota 1,50 sul dollaro per poi cedere leggermente nel finale con una chiusura a 1,4954.
A penalizzare il dollaro, che è apparso debole su tutte le principali valute concorrenti, le parole del presidente della Fed di St Louis James Bullard che ha dichiarato che il programma di acquisto di titoli tossici garantiti da mutui subirà una proroga oltre marzo 2010 che rappresentava la scadenza prefissata. Arriva dunque dagli Usa un segnale opposto rispetto a quello lanciato ieri da Trichet che con la richiesta di una doppia valutazione da parte delle agenzie di rating per accettare le cartolarizzazioni garantite da Asset Backed Securities aveva mosso i primi passi verso l'avvio di una exit strategy. Le parole di Bullard vanno in senso diametralmente opposto e fanno ipotizzare la volontà degli Usa di posticipare le misure per ritirare i sostegni all'economia. Vista la situazione economica americana non appare pensabile anticipare le misure, ma l'intenzione di posticiparle probabilmente è stato visto dal mercato come un segnale di debolezza del sistema finanziario nonostante le dichiarazioni di uscita dalla crisi e di ripresa in atto si siano sprecate da parte dei massimi esponenti americani.
Da segnalare a livello tecnico la difficoltà per il cross euro dollaro di superare quota 1,50 (da cui anche ieri è stato rimbalzato) che al momento si configura come un livello chiave per le future evoluzioni di breve.
Per quanto riguarda le altre valute nella giornata di ieri è arrivato un buon segnale dalla Sterlina che dopo tre sedute marcatamente negative ha ripreso vigore lasciando ben sperare per una continuazione del trend positivo che la sta contraddistinguendo negli ultimi mesi. Cede invece terreno lo Yen sulla moneta unica mentre risulta poco variato sul dollaro.
La giornata odierna è ricca di dati macroeconomici di primaria rilevanza che potrebbero rendere la seduta molto volatile. Si inizia alle ore 10:00 con l'IFO tedesco che dovrebbe risultare in crescita dello 0,60 rispetto alla precedente rilevazione a 91,90. Si proseguirà nel pomeriggio con i dati in arrivo da oltreoceano: Prodotto Interno Lordo (ore 14:30), fiducia dei consumatori (ore 16:00). Infine alle 20:00 ci sarà la diffusione dei verbali del Meeting del Comitato Federale per il Mercato Aperto che sono resoconti dettagliati degli incontri del comitato preposto a fissare i tassi di interesse.