mar 22 mag 2012, 18:01 CEST - I mercati italiani sono chiusi

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    L'Italia dei lavori manuali a rischio

    Stime Cgia: nel 2011 45mila assunzioni difficili, entro il 2020 scompariranno 385mila posti di lavoro snoobati dai giovani

    La disoccupazione giovanile in Italia ha raggiunto il livello monstre del 38%. Il posto fisso, al netto della presunta monotonia, è sempre più spesso una chimera. Eppure, anche in tempi di crisi, continuano a esserci dei lavori che i giovani italiani non vogliono fare nonostante l’offerta delle imprese sia piuttosto alta. Secondo un’elaborazione della Cgia di Mestre dei dati ExcelsiorMinistero del Lavoro, nel 2011 sono stati infatti 45.250 i posti di lavoro destinati a persone fino a 29 anni che le imprese hanno affermato di non essere state in grado di trovare sul mercato. Una parte delle assunzioni mancate (il 47,6%) è dovuta alla scarsa quantità di candidati che hanno risposto alle inserzioni. Il resto (52,4%) è legato al fatto che chi si presentava ai colloqui per ottenere il posto non era giudicato sufficientemente preparato da parte delle aziende.

    Quali sono i mestieri snobbati dai giovani? Come prevedibile, si tratta di lavori manuali. Ecco quali sono state le figure professionali dichiarate di più difficile reperimento da parte delle imprese:

    • commessi (4.920 posti di lavoro);
    • camerieri (2.342 posti);
    • parrucchieri ed estetiste (1.828 posti);
    • informatici e telematici (1.387 posti);
    • elettricisti (1.272 posti)
    • contabili (1.269 posti);
    • meccanici, riparatori e manutentori auto (1.249 posti);
    • tecnici della vendita e della distribuzione (1.100 posti);
    • idraulici e posatori di tubazioni idrauliche e di gas (1.072 posti);
    • baristi (955 posti);
    • personale di segreteria (934 posti);
    • cuochi in alberghi e ristoranti (754 posti);
    • muratori (731 posti);
    • addetti a macchine utensili automatiche e semiautomatiche industriali (673 posti);
    • disegnatori industriali (664 posti);
    • centralinisti, telefonisti e operatori di call center (660 posti).

    Seguono altri nove mestieri difficili da trovare, ciascuno con meno di 600 posti a disposizione.

    Per quanto sorprendenti possano sembrare, dati di questo tipo non sono nuovi per chi si occupa delle dinamiche dell’occupazione in Italia. Sono in linea infatti con quanto “profetizzato” in ottobre dalla stessa associazione di artigiani e piccole imprese di Mestre: da qui al 2020, ha stimato la Cgia, nel nostro Paese potrebbero scomparire numerosi mestieri nell’artigianato e nell’agricoltura e sono a rischio ben 385mila posti di lavoro.

    Tra dieci anni sarà un’impresa titanica, per esempio, trovare un sarto, soprattutto in città. Secondo le stime, ci sarà un mancato ricambio per 15.472 tra sarti, modellisti, cappellai, tappezzieri, materassai e ricamatori a mano: posti di lavoro perduti per sempre, o quasi. Nello stesso settore, il tessile, verranno a mancare anche 4.492 posti complessivi tra addetti a macchinari della filatura, per la tessitura e la maglieria e di addetti per confezioni di abbigliamento. E anche quando andremo a comprare un abito in un negozio, avremo meno assistenza da parte dei commessi: saranno 1.912 in meno (la cifra comprende anche uscieri e lettori di contatori). E saremo costretti ad avere un po’ meno scelta quando dall’acquisto del vestito passeremo a quello degli accessori: i prodotti potrebbero essere di meno perché non troveremo più 8.633 tra conciatori di pelli, pellettieri, valigiai e borsettieri.

    La situazione non sarà migliore per chi andrà in cerca di un aiuto per ristrutturare casa. Sì perché sono a rischio estinzione, secondo le previsioni, ben 38.576 posti tra muratori, carpentieri, ponteggiatori e falegnami nell’edilizia, 7.504 posizioni tra saldatori e tagliatori a fiamma, lattonieri, montatori di carpenteria metallica e 890 tra stuccatori, parchettisti e posatori di pavimenti.

    Se in casa sorgerà qualche problema all’impianto elettrico dovremo cominciare a preoccuparci sul serio perché reperire un tecnico sarà ben più complicato: si prevede che tra elettricisti, elettromeccanici, installatori di linee elettriche e artigiani e operai specializzati nella riparazione di radio e tv ci saranno in circolazione 2.613 figure professionali in meno. Sempre in casa, saremo obbligati ad acquistare arredamento standard nelle grosse catene che vendono mobili: lavori su misura saranno un lusso che pochi potranno permettersi perché di giovani che vogliono imparare a fare i falegnami si contano sulle punte delle dita. La Cgia stima che tra falegnami, impagliatori, cestai e spazzolai si perderanno 12.556 posti di lavoro.

    Basterà un piccolo guasto e faremo meglio a dire addio per sempre al nostro orologio e a comprarcene un altro: la ricerca di un orologiaio sarà come cercare un ago in un pagliaio. La Cgia stima che scompariranno, per mancanza di ricambio generazionale, 4.521 tra riparatori di orologi e altri mestieri affini come armaioli, riparatori di strumenti di precisione, gioiellieri, riparatori di protesi dentarie e ortopediche.

    Per elaborare la mappa delle figure professionali destinate alla scomparsa, la Cgia ha calcolato quanti sono al momento gli occupati nei principali mestieri manuali compresi tra la fascia di età dei giovani tra i 15 e i 24 anni e quella degli over 55 e ha quindi fatto una misurazione del tasso di turn-over. Da questo primo conteggio è uscita fuori una classifica attuale per mestieri. Dopo, ha fatto una stima del numero di figure che potrebbero estinguersi fino al 2021 per ogni tipo di lavoro preso in considerazione.

    Nella mappa delle attività a rischio ci sono anche i mestieri “domestici”, il cui abbandono può essere compensato soltanto dall’afflusso della manodopera immigrata. E’ il caso di colf, badanti, addetti (non qualificati) alle pulizie e raccoglitori di rifiuti: per queste figure è prevista una perdita complessiva di 96.783 posti di lavoro. Stesso destino per addetti agli impianti fognari e ai servizi di igiene e pulizia, per cui si stima una scomparsa di 12.562 posti.

    Saranno merce rara anche gli autisti di autobus, tram e camion, dove sono a rischio 51.503 posti di lavoro. E se per carenza di lavoratori che guidano mezzi pubblici, saremo costretti a prendere l’auto dovremo fare molta attenzione ed evitare più possibile che si ammacchi, visto che sul mercato ci saranno 14.301 operai in meno tra carrozzieri e meccanici auto (nella cifra sono compresi anche i riparatori di frigoriferi).

    Cercheremo della frutta? Prepariamoci a trovarla soprattutto nei banchi dei supermercati. Il fruttivendolo di fiducia potrebbe diventare solo un lontano ricordo. Sono a rischio, secondo le stime della Cgia, 12.443 posti di lavoro come venditori ambulanti di ortofrutticoli e generi alimentari. E se sarà arduo trovare chi li vende, sarà ancora più dura sperare di reperire chi i prodotti alimentari li fa. L’occupazione nell’agricoltura, altro settore snobbato, calerà in modo consistente. Scompariranno 49.909 posti di lavoro da agricoltori e operai agricoli, 18.112 braccianti e  14.229 allevatori e operai specializzati negli allevamenti.

    Completano la graduatoria dei mestieri manuali a rischio i conduttori di gru e di macchine (10.987 posti di lavoro in meno), i lavoratori del metallo (fonditori, trafilatori, colatori di metalli e conduttori di laminatoi, 3.766 posti in meno), i conduttori di catene di montaggio e di robot (2.371) e artigiani e operai specializzati in lavori tipografici (compositori, tipografi, stampatori offset, rilegatori, incisori, 935 posti in meno).

    Secondo il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, è “difficile trovare una soluzione che in tempi ragionevoli sia in grado di colmare un vuoto culturale che dura da più di 30 anni. Innanzitutto bisogna rivalutare, da un punto di vista sociale, il lavoro manuale e le attività imprenditoriali che offrono queste opportunità”.

    Il problema, sostiene Bortolussi, è anche legato all’educazione che si riceve in famiglia: “Per molti genitori far intraprendere un mestiere al proprio figlio presso un’azienda artigiana è l’ultimo dei loro pensieri. Si arriva a questa decisione solo se il giovane è reduce da un fallimento scolastico. Per questo è necessario avvicinare la formazione scolastica al mondo del lavoro. Attraverso le riforme della scuola avvenute in questi ultimi anni e, soprattutto, con il nuovo Testo unico sull’apprendistato qualche passo importante è stato fatto. Ma non basta. Bisogna fare una vera e propria rivoluzione culturale per ridare dignità, valore sociale e un giusto riconoscimento economico a tutte quelle professioni dove il saper fare con le proprie mani costituisce una virtù aggiuntiva che rischiamo di perdere”.

     
    • mariad  •  2 mesi fa
      Noi scolastici in perfetta buona fede ,ma non solo noi, spingiamo tutti alla studio,ma è verissimo che non ci possono essere lavori impiegatizi per tutti Se come in alcune scuole già si fa ,il lavoro manuale fosse anche materia scolastica,certo non nei licei,ma nella scuola di base ed in alcuni indirizzi sarebbe estremamente positivo ;anche come educazione a piccoli onesti guadagni come avviene in America,dove attraverso l'artigianato i ragazzi guadagnano vendendo i loro prodotti.Introducendo :giardinaggio, avvicinamento al mondo animale, anche come allevamento,ricamo, persino sartoria ,ceramica e non solo il computer di sicuro avremmo insegnato se non altro hobby non costosi,non pericolosi come tanti altri ,passatempi alla portata di molti ,economicamente fruttiferi ed attività redditizie o veri e propri futuri lavori.Anche in alcune parrocchie ,non in tutte o in centri sociali e perfino in centri per anziani potrebbero essere introdotti
      Ricamo, giardinaggio e ceramica sono attività che volentieri avrei ,come extracurricolare , scelto Maria de Gennaro
    • Fabrizio  •  2 mesi fa
      perchè il panettiere non è fra questi elenchi?...ci sono dei ragazzi che vorrebbero intraprendere questo "leggero"mestiere
    • manuela  •  3 mesi fa
      è un elenco di lavori che non sono scelti semplicemente perché non fruttano più di tanto. la gente si lamenta che non ci sono sarti, falegnami, orologiai... certo! ma non dicono che quando ne trovano uno poi non sono disposti a pagare quanto richiesto perché comprare l'articolo nuovo costa quasi di meno!
      commessi e parrucchieri?non devono superare i 24anni perché altrimenti non possono essere assunti come 'apprendisti', ma devono essere apprendisti che abbiano già svolto apprendistato altrove!!
      ma per favore! dite le cose come stanno, non accusiamo sempre i giovani!
    • Federica  •  3 mesi fa
      Ma andate a quel paese per essere gentile , la verità è che anche chi vuole imparare un lavoro per il quale non ha studiato , non viene selezionato perchè non ha ESPERIENZA ! quindi se vogliamo fare un vero dibattito facciamo parlare anche chi si propone ma NON VIENE ACCETTATO ! Chiediamo alle aziende in realtà quanti ragazzi vanno a chiedere di imparare e vengono scartati a priori perchè non hanno la cosiddetta esperienza. Siamo noi giovani senza esperienza che veniamo "snobbati" altro che !
      • Federico 2 mesi fa
        quoto, ma nache se hai esperienza ma trentenne, quindi fuori dalle agevolazioni fiscali per chi assume è la stessa cosa.
    • Silver®  •  3 mesi fa
      Conosco troppi ragazzi disperati a trovare lavoro per credere a questo articolo. Poi da tutte le figure che dovrebbero "scomparire" entro il 2020 sembra che saremo invasi da macchine autonome
    • Jacopo  •  3 mesi fa
      per quanto concerne gli autisti di professione sono d'accordo ed è una cosa che si dice da anni.nessuno però dice che le patenti hanno un costo proibitivo(5000 euro mi son costate la patente D piu il CQC obbligatorio,ed ora sto prendendo anche la E).e se è così raro perche non assumono le ditte ne tantomeno il servizio pubblico?perchè ovviamente pur essendoci lavoro nelle ditte private tutti vogliono esperienza(classico discorso che mi sento dire da quando ho 18 anni ed allora cercavo ben altri lavori) e nel servizio pubblico ci vuole il classico calcio nel culo.quindi non scrivete queste cazzate.....se non c'è lavoro la colpa non è solo di un sistema scolastico che fa credere a qualunque idiota di potersi laureare e fare chissà che lavoro di gestione manageriale dirigenza aziendale e quant'altro,e quindi educa a ritenersi superiori per un qualsivoglia lavoro manuale(io sono laureato in storia con la triennale,eppure ho lavorato anni come magazziniere,poi in fabbrica e nel recupero crediti in un call center e ora si spera come autista ma per ora ancora nada).la colpa per me è anche di un sistema che impedisce di gettare le basi per un qualsiasi lavoroperchè o per una scusa o per un'altranon si viene messi in condizione di svolgerlo,a meno che uno non abbia una spinta,che icuramente,almeno per iniziare servirà anche a me.

      meditate!!!
    • Claudia  •  3 mesi fa
      Magari è solo perchè la paga non copre neanche le spese della benzina per arrivarci a lavoro?
    • domenico  •  3 mesi fa
      Ciao a tutti, io vorrei chiedere alla redazione di fornire i nomi e gli indirizzi di queste aziende che non trovano personale. Personalmente dal febbraio 2011 ad oggi ho inviato più di 1000 C.V. rispondendo ad altrettanti annunci che ricevo tramite iscrizione nei vari siti di offerta lavoro. Mi ha risposto 1 solo ( con il quale collaboro saltuariamente tuttora), di tutti gli altri manco l'ombra! Alcuni li ripetono più volte, quindi mi chiedo: ma se non trovate il personale perchè non prendete in considerazione chi vi ha già mandato il C.V.? Per quanto riguarda le agenzie interinali su oltre 30 agenzie visitate un solo addetto mi ha guardato in faccia mentre parlava, gli altri hanno semplicemente ripetuto le stesse medesime parole senza neppure togliere lo sguardo dal loro computer: "ci lasci il suo curriculum, le faremo sapere". Vorrei chiedere a chi è d'accordo con quanto appena scritto di pretendere di essere trattati con più rispetto, evitando di prenderci per i fondelli con articoli di questo tipo. Se poi si vuole davvero fare qualcosa e se la metà di quanto scritto nell'articolo è vero, allora ci forniscano i dati per contattare le aziende che cercano o si crei insieme un sistema per collegare seriamente chi cerca e chi offre. Sto forse chiedendo troppo?
      Grazie
    • Stefania  •  3 mesi fa
      Come già detto qui sotto, il problema non sono i giovani ma coloro che non hanno tempo e voglia di insegnare ai giovani tutti questi mestieri. Cercano tutti personale con esperienza, ma è mai possibile?
      Io faccio l'addetta vendita in una grande catena di elettronica e mi è andata bene, ho fatto lo stage, l'apprendistato e ora sono a tempo indeterminato, ma il mio vero sogno e spero un giorno di arrivarci è quello di intraprendere un'attività nel settore agricolo, ma è talmente difficile che capisco se qualche giovane che ha il medesimo obiettivo rinuncia in partenza. Comprare un'attività agricola è impossibile per un giovane, i terreni agricoli spesso sono troppo distanti da dove uno abita e non si possono edificare ovviamente, di case coloniche da ristrutturare ce ne sono a bizzeffe in giro, alcune anche a buon prezzo, ma poi bisogna ricostruirle esattamente come erano prima perchè sono tutti immobili vincolati e registrati come patrimonio culturale, ma patrimonio di che? Chi li ha 300 mila euro per comprare e ricostruire una casa in mezzo alla campagna? Se il governo pensasse con una politica per i giovani e l'ecologia, se davvero ci tenesse a questo eliminerebbe il vincolo su gran parte delle case di campagna in modo che un giovane possa rimpiazzarla con una casa di legno ecologica, economica, sicura e fatta su misura. Perchè in Italia questo non si può fare??? A volte, se potessi, vorrei davvero andare in America, farmi la mia casetta come diavolo mi pare e allevare cavalli in santa pace...
    • myaccount  •  3 mesi fa
      tutte caz.zate....ci sono migliaia di giovani disposti a fare qualunque cosa per lavorare..mancano camerieri e baristi?? certo..sono tutti in nero sottopagati quindi non risultano ufficialmente..mancano commessi?? tutti sfruttati con contratti a tempo poi non rinnovati..addirittura dite che mancano operatori di call center?!? mancano informatici?!?parrucchieri?!? ma dove vivete?!?
    • Italia no Lobby  •  3 mesi fa
      Per la maggior parte dei lavori elencati, ti assumono senza contributi e con orari assurdi, anche di notte, se nei bar o pub. O lavori in proprio, e per pagar le tasse devi evadere in qualche modo, o non puoi aprire un'attività tua. Le tasse ti divorano. Non vedo il perché della soglia dei 29 anni, quando ci si è appena usciti dall'Università, con altre ambizioni. Il lavoro non c'è. La colpa è dei politici. Loro si ingrassano e rubano. La corruzione è alle stelle, molto più della disoccupazione. Eliminiamo i politici e ci sarà lavoro per tutti.
    • massimo  •  2 mesi fa
      Fanno tante indagini ti telefonano chiedono risposte se lavori vicino lontano o all'estero ma non chiedono mai quanti giorni riesci a lavorare al mese anche se monto mobili su misura .
    • Paolo  •  3 mesi fa
      Probabilmente la verità sta in mezzo.E' sacrosanto quello che avete scritto che le offerte di lavoro sono tutte sottopagate, con orari da schiavi, e coprite a malapena i costi, però per esperienza personale dico che si comincia con queste, dopo si può sempre cambiare.Lavorando c'è un passaparola diverso, magari sempre precario, però a piccoli passi si può arrivare a un posto perlomeno decente.
    • sciur Carera  •  3 mesi fa
      quante palle che ci raccontano! i giovani che vogliono imparare questi lavori non li assumono perchè non hanno esperienza e li devono formare loro e chi ha esperienza è considerato troppo vecchio. Conosco un mucchio di ragazzi che a 18, 20 anni si sentono dire: o hai già esperienza pluriennale oppure io non perdo tempo a insegnarti!
    • Vincenzo  •  2 mesi fa
      e che c....si parla solo dei giovanissimi che......giusto da una parte.......ma degli over 50 disoccupati neanche si prendono in considerazione,povera poveri italiani come me' ciao.
    • Mig751609  •  3 mesi fa
      che marea di minkiate bevete meno,la colpa è di tutte quelle figure "professionali"che non producono niente e ci spellano un sacco di soldi frenando la produzione e alzando all'invero simile i costi dei prodotti (per fare un qualsiasi lavoro anche stupido servono certificazioni di ingegneri comuni asl ecc. ecc.)ho costruito una tettoia al capannone IO e ho dovuto reperire la certificazione di 2 ingegneri 1 architetto il comune e quella su ancoraggi e materiali dai fornitori,poi per forza la voglia di insegnare ai giovani ci passa,lo sapete il rischio che si corre a far fare lavori manuali ai giovani?Se un apprendista si fa male con tutte quelle kazzo di norme sulla sicurezza tra multe denunce ecc . se non chiudi bottega il danno economico
      che ne deriva un apprendista col suo lavoro non lo ripaga neppure fino alla pensione!!Poi comunque il rischio di insegnare a ragazzi che in testa hanno la play station e la pasticca non se la prende più nessuno,del resto non è neanche colpa loro,il discorso andrebbe troppo per le lunghe,neanche la scopa rischio di dargli in mano!
    • estelle  •  3 mesi fa
      vedo sconcercata questo servizio (la questione ormai è all'ordine del giorno e ne parlano tutti), ma non è vero che i sarti sono in via di estinzione. Ho 19 anni, il diploma di "operatore della Moda" e attestato per "tecnico dell'abbigliamento", come me, ogni anno le scuole professionali e private del settore sfornano talenti, ma alla fine le sarte e modelliste restano disoccupate o finiscono per fare altri mestieri.
      Sono stilista, sarta e modellista, ma mi creda lavoro per noi non ce nè, il mio curriculum è stato inviato alle aziende del settore e nessuna mi ha chiamato, intervistatemi, fatemi un servizio, lanciamo la sfida, io sono qui e ho voglia di lavorare .............anzi creare con le mia mani….
      Veronica
    • Federico  •  2 mesi fa
      A parte il fatto che a legger l'elenco... se ste cifre son tirate fuori dalle inserzioni di lavori in initernet e giornali beh, dietro figure come:
      commessi (4.920 posti di lavoro);
      informatici e telematici (1.387 posti);
      personale di segreteria (934 posti)
      All'80% si NASCONDONO SUBDOLAMENTE proposte per vendite porta-porta, e call center out-bound, che dando contratti di collaborazione con partita iva fittizia, non garantiscono acun reddito ma solo provvigioni sul venduto, anzi PIAZZATO e anche quando raggiungi trend di vendita buoni al momento della "paga" non tornano mai i conti(chissà perchè) e ti ritrovi con 300, 500€ in tasca se va bene a fronte delle magari 800-1000 che sarebbero spettate... e parlo per esperienza vissuta!
      Fatte una ricerca e aprite le inserzioni se non ci credete.
    • Iulya  •  3 mesi fa
      Come succede spesso, i scarabocchiatoni di yahoo scrivono, mi sembra, sul ordine dei picoli o grandi ma veri MAFIOSI, che sempre, come dei veri randagi e parasiti, si lamentono x la mancanza dei schiavi, giovani se si puo e con esperienza, che lavorono 10/15 ore al giorno, 6 gg/sett, senza lamentarsi x la paga scarsegiante o x i ritardi misurati in mesi! Come mai non sentiamo che non si trovano piu giornalai o magistrati ruba tempo e ruba soldi? Un discorso insensato mi sembra anche quello riguardando la manodopera immigrata. Come mai i stranieri vengono accetati di piu come non qualificati, anche se migliaia di ucraini, rumeni o bulgari vengono qui come diplomati e QUALIFICATI in almeno 2 o 3 mestieri, senza parlare del-esperienza in vari campi artigianali? Yahoo, xche non publicate un elenco, x quale assumervi la responsabilita*, delle dite che GARANTISCONO una paga onesta agli operai qualificati e con esperienza vista tramite aposite prove di lavoro? Yahoo, fatte schifo! Hui tebe v rot!
    • mario  •  3 mesi fa
      E' certo che se tutti i madia ribadissero il concetto che non esiste solo il laureato, ma bensì
      il produttore di bene i e servizi forse, allora, cambierà la mentalità dei giovani ed in primis dei genitori.