I prezzi dell'oro sono scesi per la seconda settimana consecutiva, indeboliti dalle preoccupazioni collettive sul peggioramento della crisi del debito dell’Eurozona. Al ribasso del metallo prezioso si aggiunge anche la pressione proveniente dalla vendita tecnica e dai guadagni del Dollaro americano. Dal punto di vista puramente tecnico, l’outlook per l'oro rimane di vulnerabilità, visto che non è riuscito a finire sopra i 1.700 dollari per oncia e viene scambiato sotto i 100 giorni di media mobile. Un esperto dei metalli preziosi è convinto che se non sale rapidamente, un sell-off potrebbe ulteriormente spingere i prezzi verso il basso, forse verso il range minimo di 1.680 Dollari.
Di contro, la scorsa settimana i lingotti fisici detenuti dagli ETF (Exchange-Traded Fund) internazionali hanno stabilito un record in aumento, segno che l'oro rimane ancora il porto più sicuro per gli investitori incerti. Secondo i dati, le riserve d'oro fisico sono aumentate di circa 300 mila once la scorsa settimana, segnando il record di 69,978 milioni di once, la maggior parte delle quali sono affluite in COMEX Gold Trust, il maggiore ETF al mondo, e SPDR Gold Trust, il più grande negli Stati Uniti. Il Fondo Monetario Internazionale, inoltre, ha recentemente riferito che il mese scorso le banche centrali mondiali hanno acquistato quasi 26 tonnellate di oro, delle quali 20 la banca centrale russa.
Dennis Gartman, noto commentatore del settore dei metalli preziosi, ha affermato che i fondamentali del mercato dell'oro sono rimasti deboli, e ne ha addossato la colpa alla risoluta insistenza della Germania sul fatto che il ruolo della BCE non include acquisti illimitati di debito sovrano.
, Durante l’ultimo week-end le notizie incoraggianti provenienti dall’Eurozona, viste come un segnale di progresso verso l'allentamento della crisi del debito, hanno contribuito a dare ai prezzi dell'oro una spinta per iniziare la settimana di negoziazioni. I prezzi dell’oro sia spot che future sono saliti più dell’1,20%. Gli analisti dell’oro affermano che i recenti ribassi sono probabilmente il risultato dell’avvio del profit taking di fine anno, dato che i prezzi dell’oro sono aumentati circa del 20% quest'anno.


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