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    La biografia di Cesare Geronzi

    Da Bankitalia a Generali la storia di uno degli uomini più potenti in Italia

    Da Marino, paese dei Castelli romani, con furore, tra vette e cadute. La biografia di Cesare Geronzi parte proprio da un piccolo paese laziale, nel 1935. Diplomatosi ragioniere, la svolta arriva nel 1960 quando supera il concorso in Banca d'Italia.

    Signore dei cambi
    A Palazzo Koch stringe un sodalizio decisivo con l'allora governatore di Bankitalia Guido Carli, economista e presidente della Luiss. Geronzi arriva ai vertici guidando l'ufficio cambi, negli anni in cui tra svalutazioni e tassi d'inflazione la lira è sotto attacco. Lui stesso concorre a determinare il valore del cambio della lira nei confronti del dollaro impegnando le riserve valutarie del Paese. Alla fine degli anni Settanta esce da Via Nazionale e segue Rinaldo Ossola al Banco di Napoli, per contribuirne alla rinascita dopo un periodo di commissariamento. Ma la situazione era complessa e dopo un anno e mezzo entrambi sono costretti a lasciare l'istituto.

    Dalla piccola cassa di risparmio al colosso Capitalia
    Per Geronzi non è un grandissimo danno. Nel 1982 è nominato direttore generale della Cassa di Risparmio di Roma, che all'epoca contava 140 sportelli, in 3 delle province laziali. L'arrivo del ragioniere in carriera di Marino è salutato con favore dal governatore della Banca d'Italia, che in quel periodo era Carlo Azeglio Ciampi. Con Geronzi alla guida, la Cassa di Risparmio romana annette dapprima il Banco di Santo Spirito, all'epoca dell'Iri e banca di fiducia del Vaticano. Successivamente ingloba il Banco di Roma, una delle tre banche d'interesse nazionale. Le altre due erano possedute dall'Iri: la Banca Commerciale Italiana e il Credito Italiano. A concorrere alla creazione del Gruppo Bancario Capitalia contribuiranno anche la Banca dell'Agricoltura, Banca Mediterranea, Banco di Sicilia, Mediocredito Centrale, Bipop-Carire.

    Anni difficili, tra crac e giustizia
    Gli anni successivi sono segnati da eventi alterni, ma anche da altre operazioni come l'aggregazione di Bna e Mediocredito. Tra il 2004 e il 2006 Geronzi deve fronteggiare, come banchiere, gli effetti dello sconvolgimento economico argentino ma anche il collasso di due operatori industriali come Cirio e Parmalat. Dalla crisi, per le banche si genera un processo di revisione normativa, che porta alla definizione della nuova legge sulla tutela del risparmio. Capitalia vara "Protezione Investimento", nel marzo 2004, che prevede il ristoro, totale o parziale, dell'investimento effettuato dalla clientela con un onere economico di circa 40 milioni di euro per il Gruppo.

    Condannato prima, assolto poi
    Il radicamento di Capitalia è forte ma nel 2006 su Geronzi si abbatte una tempesta giudiziaria di portata unica: la condanna per il crack Italcase gli vale l'interdizione da tutte le cariche societarie. Nel 2009, comunque, il banchiere verrà assolto dall'accusa di aver aver finanziato le imprese di Mario Bertelli, l'immobiliarista bresciano artefice di una speculazione immobiliare che ha creato un buco di 600 milioni di euro. Frontale anche lo scontro con l'ad di Capitalia, Matteo Arpe. Tra una possibile fusione con Unicredit e un'operazione più articolata, che prevedeva l'integrazione con Banca Antonveneta sotto l'egida di Abn Amro, la banca olandese grande azionista di entrambi gli istituti, Arpe era a favore di questa seconda opzione. Geronzi no. I fatti hanno poi "premiato" la linea del dominus di Marino.

    [I magnifici italiani ai vertici del potere economico europeo]

    Da ingobatore di banca a inglobato
    Nel 2007, invece, dopo la fusione di Intesa con il San Paolo, viene varata l'operazione che porta Unicredit ad acquisire Capitalia, che spiana a Geronzi la strada per la guida di Mediobanca. Il 20 maggio 2007, i consigli di amministrazione di Capitalia e Unicredit deliberano l'approvazione del progetto di fusione per incorporazione di Capitalia Spa in Unicredit Spa. Dopo aver raggiunto il massimo della sua espansione, Capitalia viene inglobata da un gruppo europeo a matrice nordica- tedesca.

    Nel posto che fu di Enrico Cuccia
    Nel giugno 2007 l'assemblea degli azionisti di Mediobanca, di cui era già vice presidente, lo nomina presidente del Consiglio di sorveglianza e l'assemblea del Patto di sindacato di Mediobanca lo nomina presidente. Per Geronzi, meno operazioni bancarie e più potere in veste anche di supervisore di una delle società partecipate, la Rcs-Mediagroup, cioè il Corriere della Sera, la Gazzetta dello sport e periodici vari. Tra gli altri impegni, la stretta con i francesi di Bolloré e di Tarak Ben Ammar, presenti in Mediobanca e nelle Generali, il grande gruppo triestino delle assicurazioni. Nel 2010, dopo aver posto la sua candidatura alla presidenza di Generali, ne assume le redini, dopo che ad aprile l'assemblea lo aveva eletto membro del Cda.

    2011, annus horribilis
    Il 6 aprile 2011, dopo una serie di duri contrasti verificatisi nella Compagnia, lascia la presidenza delle Generali, e viene chiamato ad assumere la presidenza della Fondazione Assicurazioni Generali. Ultimo capitolo, poco edificante, la condanna a Parma a5 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta e usura nel processo Ciappazzi, uno dei filoni della vicenda Parmalat che segue la condanna di luglio a 4 anni a Roma per il crac Cirio. Per la procura, Geronzi impose a Parmalat di acquisire dal gruppo di Ciarrapico l' azienda di acque minerali Ciappazzi per 15 milioni, un prezzo gonfiato pagato da Parmatour con un finanziamento a tassi d'usura imposto a Calisto Tanzi in cerca di liquidità. Un espediente, secondo l'accusa, con il quale Banca di Roma sarebbe rientrata a sua volta dalla forte esposizione nei confronti del gruppo di Ciarrapico. Il 2011 per Geronzi è un anno nero ma ha ancora a disposizione appello e cassazione per ribaltare le sentenze.

    Sempre in carica
    Nel frattempo resta presidente della Fondazione Assicurazioni Generali; consigliere di amministrazione della Caspie (cassa autonoma di assistenza sanitaria tra il personale dell'istituto di emissione); membro del consiglio direttivo dell'Associazione "Guido Carli"; consigliere di amministrazione della Fondazione Amintore Fanfani; membro del consiglio direttivo della Fondazione di Diritto Vaticano dell'Ospedale Bambino Gesù; consigliere di amministrazione della Fondazione Cerba; membro del Comitato d'Onore del Comitato Promotore della candidatura di Roma ai XXII Giochi Olimpici e XVI Giochi Paraolimpici del 2020.

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    • demiurgo  •  5 mesi fa
      CESARE GERONZI E' una altro di quei maiali che ha campato alle spalle della povera gente per troppo tempo.
      Questo essere merita di essere appeso per le palle e basta.Abbiamo il coraggion di farne una biografia?
    • Un utente Yahoo!  •  5 mesi fa
      Questi personaggi hanno ROVINATO l'Italia e il mondo intero, pensando solo all'arricchimento personale senza scrupoli, senza etica, senza senso civico, senza cuore...

      Sono i RESPONSABILI delle sorti di centinaia di migliaia di lavoratori, di tutte le classi.

      Sono i FAUTORI della finanza creativa che specula sui risparmi di una vita di povera gente.

      Sono i CREATORI della tangente facile e dei marchingegni della corruzione più estrema.

      Questa è una mentalità che deve scomparire se vogliamo salvarci, tutti!
    • saverio b  •  5 mesi fa
      questa non è una biografia,ma un atto d'accusa con precisi capi d'imputazione...un altro capitalista a capo di una banda di strozzini che hanno messo in ginocchio il paese!!!!!
    • summerghost  •  5 mesi fa
      Yahoo, hai modificato le impostazioni e non so come visualizzare i miei commenti.
      Ti scrivo e mi risponde una macchina che mi dice tutto tranne questo

      Come faccio?
      • STELLA 5 mesi fa
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      • STELLA 5 mesi fa
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    • hot roads  •  5 mesi fa
      Rispetto a certa gente la banda cavallaro o la banda vallanzasca erano dei novellini.A quando le manette ?
    • Martello sui coi.oni  •  5 mesi fa
      E' UNO DEI TANTI MAIALI PSEUDO MEGA MANAGER.
    • tex  •  5 mesi fa
      non lo so chi sia,comunque arrestatelo
    • Giampaolo  •  5 mesi fa
      Geronzi,arrivato all'allora Cassa RispRoma, era un predestinato, usato e testa di legno per le successive fusioni, servite per affossare definitivamente gli intrallazzi ed operazioni molto dubbie.
    • Rienzo  •  5 mesi fa
      A MORTE GLI EVASORI
    • Franzi  •  5 mesi fa
      e uno dei tantissimi maiali ,sanguisughe che appestano il nostro amato paese
    • Ubaldo  •  5 mesi fa
      la foto iniziale non è di Geronzi ma di Caltagirone altro furbetto del quartierino, quando aprite l'articolo quella si ch'è di Geronzi. Le banche operazioni come quella fatta da Geronzi con Tanzi e Ciarrapico usano farle per salvare i loro prestiti andati in decozione specie quando li hanno concessi ad amici e politici e senza garanzie di sorta.
    • simone  •  5 mesi fa
      BANDITO! E sono buono. HO anche letto che quando ha lasciato la presidenza di Assicurazioni Generali ha incassato un assegnino di SOLI € 18 (LEGGASI BENE 18) MILIONI DI EURI.
      Scusate, io sono ingenuo, ma uno che ha un sacco di privilegi che c... ci fa' con 18 MILIONI DI EURI?
      Poi se uno tira il calzino ci riempe la bara?
      Un'altra cosa; era un semplice ragioniere e ed colui che gestiva la svalutazione della lira in Banca d'Italia. Che personcina!
      Questa è l'Italia che mi piace!
    • stampaginu  •  5 mesi fa
      ma paga anche lui le tasse?
    • Un utente Yahoo!  •  5 mesi fa
      AFFOGATELO NEL CESSO E BUTTATE LE CHIAVI
    • Giuliana D  •  5 mesi fa
      Mi sbaglio o Geronzi e Cragnotti sono consuoceri? Bella famiglia...i peggiori elementi d'Italia. da aver vergogna !!!.Come possiamo accettare che banditi simili non paghino ??
    • Luca  •  5 mesi fa
      in altri paesi sarebbe stato costretto a dimettersi gia dalla condanna in primo grado...in italia continua a ricoprire cariche prestigiose e ben pagate e farà in tempo a morire di vecchiaia prima della condanna definitiva lasciando dieyro di se una scia di distruzione e una vita agiata per i suoi discendenti sino alla settima generazione e forse di piu......VIVA L'ITAlia...
    • taschevuote  •  5 mesi fa
      ...dici banca....dici ladro
    • agak  •  5 mesi fa
      Signori miei,
      ci stiamo facendo trascinare nella @#$% da questi farabutti, e non facciamo niente per ribellarci.Ci incazziamo fino al venerdi, poi nel week end ce ne andiamo in giro a spendere e al ristorante, poi al lunedi ci si incazza di nuovo.Non siamo alle strette, e i birbaccioni lo sanno.Tirano la corda fino a farti respirare.La sanno liunga e noi intanto buyttiamo veleno.Non cambierà mai niente in Italia, finchè non siamo liberi.E non lo siamo.Prova a ribellarti, e i militari ti sbattono dentro. Intendo carabinieri,polizia, vigili urbani perfino!!!!!E non ditemi che non è vero!!!!
    • pepe  •  5 mesi fa
      questo insieme a quella bal dracca della fornero con le sue lacrime di giuda!!! Che messe in scena per poterci aumentare tasse sperando che ci commuoviamo...poveri noi italiani che SCHIFOOO!!!
      • MatteoP 5 mesi fa
        beh posso una domanda? che tasse hanno aumentato a te?
      • pepe 5 mesi fa
        Che tasse aumentano a me? Col pagamento ici prima casa IVA dal 21al23% estensione del bollo sui conti bancari taglio pensioni del 3% vedi come lievitano i prezzi di tutto e mi chiedi che tasse mi hanno aumentato?
      • STELLA 5 mesi fa
        Matteo, a che ora di devo svegliare?
    • Francesco  •  5 mesi fa
      Il tutto si poteva riassumere con una semplice parola : LADRO!