Per la quarta seduta consecutiva Piazza Affari ha perso terreno, senza riuscire a trovare in alcun modo spunti per dare vita ad un rimbalzo. In realtà gli indici hanno tentato nelle battute iniziali di recuperare terreno, salvo poi ripiegare e cadere nuovamente nelle mani dei ribassisti. In una giornata caratterizzata peraltro dall'assenza di dati macro Usa di rilievo, non è stata di aiuto la debole intonazione dei listini americani che ha contribuito ad alimentare le vendite sul mercato domestico.
Nel pomeriggio si è avuta infatti un'accelerazione ribassista che ha portato i listini a terminare gli scambi a non molta distanza dai minimi intraday. Il Ftse Mib è sceso dell'1,37% a 22.511 punti, mentre l'All-Share è calato dell'1,31% a 22.954 punti; segno meno anche per il Mid Cap e lo Star che hanno accusato un ribasso rispettivamente dell'1,16% e dello 0,59%.
Tra le blue chips che hanno snobbato le vendite segnaliamo Ansaldo STS (Milano: STS.MI - notizie) che ha chiuso in progresso dell'1,19%, nel giorno in cui Unicredit (Milano: UCG.MI - notizie) ha reiterato la raccomandazione “hold”, rivedendo il prezzo obiettivo da 13,8 a 14,3 euro.
Bene Monte Paschi che è salito dell'1,18%, unico bancario a chiudere gli scambi in positivo, visto che si sono fermati sotto la parità Mediolanum (Milano: MED.MI - notizie) e Unicredit, in rosso dello 0,44% e dello 0,63%. E' andata ancora peggio a Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) e a Intesa Sanpaolo (Milano: ISP.MI - notizie) che hanno lasciato sul parterre l'1,71% e l'1,93%, mentre Banco Popolare (Milano: BP.MI - notizie) e Banca Popolare di Milano (Milano: PMI.MI - notizie) hanno ceduto oltre due punti.
Male anche gli assicurativi con Generali in rosso di circa mezzo punto, mentre sono rimasti più indietro Unipol (Milano: UNI.MI - notizie) e Fondiaria-Sai che hanno chiuso in flessione dell'1,63% e del 2,42%.
Giornata pesante per Lottomatica (Milano: LTO.MI - notizie) che ha chiuso in flessione del 5,04% nel giorno in cui l'assemblea ha dato il via libera all'aumento di capitale riservato a Mediobanca. A mettere sotto pressione il titolo però sono state le indiscrezioni, confermate dopo la chiusura di Piazza Affari, relative all'ok del Tar del Lazio all'annullamento del bando di gara del Gratta & Vinci.
Vendite a go-go su Fiat (Milano: F.MI - notizie) che ha lasciato sul campo il 4,84%, complice la bocciatura di Ubs (Virt-X: UBSN.VX - notizie) che ha ridotto il rating da “buy” a “neutral”, con un target price rivisto da 12 a 11 euro. Di riflesso è sceso anche Exor (Milano: EXO.MI - notizie) che ha chiuso in ribasso del 3,04%, e tra le peggiori performance si segnala quella di STM che se ne va al week-end con una correzione del 4,16%, sulla scia della deludente trimestrale consegnata ieri da Dell (NASDAQ: DELL - notizie) dopo la chiusura dei listini Usa.
Infine, in positivo alcune utilities come Terna (Milano: TRN.MI - notizie) , Atlantia (Milano: ATL.MI - notizie) e Snam Rete gas (Milano: SRG.MI - notizie) , tutti in progresso di circa mezzo punto percentuale. Diversa (DVSA - notizie) la sorte di A2A (Milano: A2A.MI - notizie) che è sceso dell'1,6% e ancor più di Enel (Milano: ENEL.MI - notizie) che ha subito una correzione dell'1,8% appesantito dalla bocciatura di Ubs che ha modificato la raccomandazione da “buy” a “neutral”.