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    La Polonia dice no all'euro: segnale d'allarme per l'Ue

    Varsavia vuole ritardare l'ingresso nella moneta unica per evitare il contagio dell'Eurozona

    “Entrare nell’euro? Per il momento no, grazie”. Per non essere contagiata dai problemi dell’Eurozona, la Polonia sta pensando di rimandare a data da destinarsi l’ingresso nella moneta unica. Lo si è appreso da alcune fonti governative polacche. Per la tenuta dell’euro non è da considerare un allarme in sè. La notizia del dietrofront di Varsavia, anche se soltanto temporaneo, è un segnale che invece dovrebbe far preoccupare i governi dei Paesi europei in cui è adottato l’euro, perché è indirettamente un atto di accusa verso la politica monetaria e fiscale dell’Uem (Unione economica e monetaria).

    Osservando le caratteristiche della Polonia, si può capire meglio perché la frenata polacca andrebbe letta come un serio campanello d’allarme per Ue e Bce. A livello congiunturale, innanzitutto, l’economia della Polonia viaggia a ritmi ben più elevati rispetto a quelli degli altri Paesi dell’Ue. Nel 2008, l’anno del fallimento di Lehman Brothers, il Pil era cresciuto del 5,1% e nel 2009, mentre il resto dell’Unione cadeva in recessione registrando una crescita negativa del Pil (-4,1% di media nei Paesi dell’Eurozona), Varsavia era riuscita a tenere botta e a crescere dell’1,7% nonostante una serie di attacchi speculativi alla sua valuta, lo zloty. In base alle stime della Commissione europea, di recente riviste al ribasso, la crescita del Pil polacco, anche se a ritmi meno sostenuti che in passato, registrerà performance più positive che nel resto dell’area euro: +4% nel 2011, flessione nel 2012 (+2,5%) e risalita nel 2013 (+2,8%).

    Dal punto di vista strutturale, invece, la Polonia si segnala per una brillante gestione della politica monetaria e fiscale e per un ruolo forte della banca centrale, che nel tempo ha costruito una notevole indipendenza dagli esecutivi in carica. Nel 2007, per esempio, il tasso di autonomia della Banca centrale polacca in base ai criteri internazionali Gmt era del 92%, pari a quello della Bce, e ben superiore a quello della Bank of England, 65%, e della Fed, 78%, nello stesso anno.

    La Banca centrale polacca si dimostra anche indipendente dalle banche perché priva di compiti di vigilanza: la supervisione finanziaria è infatti affidata a un’autorità indipendente unica, la Polish Financial Supervision Authority. Questo tipo di assetto basato sull’indipendenza e sulla specializzazione ha consentito ai banchieri centrali polacchi di concentrarsi unicamente sulla stabilità monetaria, tenendo sotto controllo l’inflazione (nel 2000 il tasso d’inflazione era a due cifre, nel 2007 era all’1,4%; il dato mensile di ottobre 2010, dopo un periodo di nuove tensioni, era del 2,6% a fronte di un 2% medio nell’Eurozona) e calmierando lo zloty, come avvenuto di recente, al fine di non far impennare il debito pubblico (nel 2011 il rapporto tra debito e Pil era al 54%) e mantenere la competività della moneta nelle esportazioni.

    La Banca centrale ha agevolato, pertanto, anche la gestione della politica economica, permettendo al governo di mantenere i conti in ordine durante la crisi (il deficit sul Pil, per esempio, era del 3%).  E la buona salute del bilancio dello Stato, a sua volta, ha dato la possibilità di fare una politica fiscale  espansiva (accompagnata, negli anni scorsi, anche da una politica monetaria espansiva) che ha stimolato la domanda e fatto deprezzare la moneta locale, senza generare, come detto, un livello di inflazione insostenibile.

    Disciplina fiscale, disciplina monetaria e vigilanza finanziaria affidata a un unico organo indipendente. E’ per questi tre motivi che la Polonia, pur desiderando da anni di entrare nell’area euro, in questo periodo rinuncia a fare il suo ingresso nel club della moneta unica. Se entrasse ora nell’Unione economica e monetaria troverebbe solo una di queste tre caratteristiche: la disciplina monetaria. Per il resto, la disciplina fiscale è ancora un traguardo lontano nonostante gli ultimi accordi presi dai leader dei Paesi Ue ad eccezione dell’Inghilterra: gli Stati europei sono pronti solo in parte a cedere sovranità in questo ambito e quelli più solidi economicamente – Germania in primis – non sono disposti ad accollarsi i debiti di altri attraverso strumenti come gli Eurobond. L’ultimo pilastro che rende l’economia polacca più fiorente rispetto a quelle europee, la vigilanza finanziaria consolidata, è altrettanto assente nell’Ue perché il meccanismo di supervisione si limita a un sistema di cooperazione con poteri decentrati che prevede tre organismi federali (rispettivamente per banche, mercati mobiliari e assicurazione) e lascia alle autorità nazionali i compiti di sorveglianza e gestione delle crisi.

    Le autorità polacche, inoltre, si lamentano anche di alcune lacune dei trattati Ue: il Trattato di Lisbona non prevede nessun meccanismo che permette una fuoriuscita rapida dall’euro. Come a dire, nell’euro possiamo anche entrarci ma a patto che non sia una scelta irreversibile. Così, pur con l’intenzione di contribuire con un prestito al Fondo monetario internazionale per sostenere il fondo di salvataggio per l’Eurozona, la Polonia si mostra molto cauta prima di aderire all’euro. In queste condizioni, fare un passo così importante potrebbe essere, come minimo, controproducente. I governi dei paesi Euro facciano attenzione.

     
    • giovanni  •  4 mesi fa
      Grandi, un popolo con gli attributi.
    • clown  •  4 mesi fa
      PROBABILMENTE E' UN BENE PER L'EURO. ALCUNI STATI HANNO UNA POLITICA ECONOMICA E FISCALE CHE NON SI ARMONIZZA AFFATTO CON QUELLA EUROPEA E NON SI VUOLE ARMONIZZARE.
      • alessandro 4 mesi fa
        Forse ti sfugge che la Polonia economicamente e fiscalmente sta meglio di noi.. e che son loro che posso dire noi stiamo fuori perchè voi siete messi male..
    • paolozep  •  4 mesi fa
      Beati loro , da noi lo sbaglio è stato fatto , ma non è detto che non si possa rimediare.
      L'ungheria ha detto basta ai ricatti e , anche se con scelte discutibili, stà tornando alla sovrannità monetaria. Tutto il mondo senza l'euro sopravvive e potremmo farlo anche noi con la ns lira invece di essere legati ad una valuta straniera a cambio fisso.
      L'Argentina fu costretta al cambio paritario con il dollaro e fu la causa del suo fallimento.
      Noi non falliremo , non lo permetteranno, ma dovremo lavorare come schiavi per anni, senza ridurre il debito , ma per pagare gli interessi.
      • alessandro 4 mesi fa
        Noi dobbiamo dire grazie al Sig Ciampi, bella sola che ci ha rifilato!
    • paolozep  •  4 mesi fa
      Quando siamo entrati nell'euro ci ha impoverito con un cambio assurdo e succesivamente ha fatto perdere progressivamente competitività alle ns aziende. Ora quelle tedesche possono finanziarsi a molto meno rispetto alle nostre. Questa è concorrenza sleale ed i due pesi -due misure sono una anomalia della sola europa.
      Se perdura questa situazione le manovre non saranno sufficenti neppure a pagare gli interessi portandoci alla spirale che si è verificata in grecia. Quando la lira poteva svalutare si aveva come contropartita una maggiore competitività che èra un freno alla speculazione.
      Ora siamo in caduta liberà e completamente nelle mani di capitali stranieri che possono esigere quello che vogliono con la complicità dell'europa. Monti farà finta di tentare di convincere ad invertire la rotta , ma senza nessuna speranza di riuscità.Non ci resta che prenderne atto ed uscire da questo euro prima che ci rovine del tutto.
    • Roberto D  •  4 mesi fa
      fiero di essere italo-polacco, perchè la polonia deve adottare l'euro se per ora sta andando cosi bene, dopo anni e anni di fame e comunismo, ora però ci saranno delle problematiche con l'unione europea essendo che quei 4 #$%$ soldi di politici non ammetteranno che la polonia non entri in eurozona quasi quasi alla polonia conviene uscire dall'europa, dico quasi. Un applauso alla politica polacca che tiene duro contro il sistema di mer...da che ce in europa, poi l'italia povere la nostra italia come sempre si ritrova con altri 4 #$%$ soldi di politici che stanno portando il popolo italiano alla fame, che si asspettino una bella rivolta dell'intera nazione se continuano cosi a derubbare il popolo conviene a tutti, ma loro però non si tolgono nulla, e certo 16.000 eurini vanno bene a tutti e ci sono persone che vivono con 500 euro al mese,ai ai ai ma quando finirà tutto questo. ITALIA ALZATI E COMBATTI PER I TUOI DIRITTI, poichè di doveri già ne fai abbastanza
    • mauro s  •  4 mesi fa
      Sempre sostenuto che i polacchi sono gente seria. Anche se il tutto mi suona come un "vai avanti tu che mi viene da ridere" detto a noi soloni dell'euro. Grazie Prodi, un altro bel cero per te. Peccato però che non possa infilartelo nel c...
    • kjljlg  •  4 mesi fa
      fanno bene
    • Gigliola  •  4 mesi fa
      è la prova che senza euro si puó tranquillamente sopravvivere
      • Michele 4 mesi fa
        ...e sinceramente non capisco sulla base di cosa si dice il contrario...mah..
    • alessandro  •  4 mesi fa
      UN ATTO PIU' CHE INTELLIGENTE! NON PER NIENTE DA LORO E' PARTITA LA VERA RIVOLTA CONTRO IL COMUNISMO!
      GRAZIE LECH WALESA GRAZIE PAPA KAROL WOJTYLA!!
    • Massimo Caronti  •  4 mesi fa
      NON SONO MICA SCEMI......
    • Nicola Ventura  •  4 mesi fa
      Euro = Morte
    • Toros  •  4 mesi fa
      Anni '90, Prodi ed Eurotassa, lì è iniziata la rovina.
      In passato il debito pubblico si poteva tenere in piedi con un po' di "quantitative easing" modello Federal Reserve americana, oppure, detta in Italiano, "svalutazione" (quante volte è stata fatta e che bene cresceva l'Italia negli anni '80 e '90...)
      Oggi c'è l'Euro, che doveva difendere il nostro paese da non si sa bene cosa (così c'era stato detto da Mortadella e compagnia cantante), ed ora Monti rinnova l'"Eurotassa", questa volta in grande stile: ruba agli anziani, alla gente che lavora e già paga le tasse, mette alla fame miglioni di famiglie che iniziano a vedere uno o due stipendi partire in accise sui carburanti, imu/ici, ecc.
      Quando finirà? Se guardiamo alla storia, periodi di dissanguamento delle nazioni come questo che stiamo vivendo sono sempre finiti con epiloghi orrendi per l'umanità.
    • Carlo Caleffi  •  4 mesi fa
      Che dire ... non avere nessuno sopra aiuta anche a Taroccare i conti, l' anno scorso la Polonia ha dichiarato un PIL positivo...ma anche un valore pari al 1,5% del PIL in errori e omissioni per cui il risultato e' dubbio ! NON SANTIFICATE POI I PAESI DELL' EST LORO NEL 1990 SONO PARTITI DA ZERO PER QUELLO CHE RIGUARDA IL DEBITO PUBBLICO....facile ! A proposito se oggi avessimo la lira sareste veramemente convinti che staremmo meglio ? Se i COMMERCIANTI E NEGOZIANTI SONO STAI LADRI che centra la moneta ?
      • Michele 4 mesi fa
        non sono stati i negozianti e i commercianti ad essere ladri...da come la vedo io e' una catena e quello che paga di piu e' l'ultimo di questa catena ma anche negozianti o imprenditori hanno tasse esagerate da pagare...non e' possibile comprare qualcosa a "1" e dover rivenderla a "6" per farti avanzare qualcosa...
    • Patitucci  •  4 mesi fa
      Patitucci Marioio dico che se usciamo dalla moneta unica sara' un bene per l'italia,e nessuno potra dirci cosa fare,noi di tutto questo disastro dobbiamo ringraziare prodi,primo non a voluto fare un referendum e far decidere a noi se entrare nell'euro,secondo a voluto a tutti i costi aprire i mercati con i paesi dell'est,la cina,lindia,argentina, e brasile, prodi a voluto invertire la poverta' tra l'italia e i paesi in cui a mandato le industrie italiane facendo licenziare in massa gli'operai italiani,e oggi ne paghiamo le conseguenze grazie a quel pezzo di #$%$badate io ero dello stasso partito di prodi,la margherita, ma ne sono uscito che ne ero schifato di lui e della sua politica,e oggi dopo 10 anni sono stato costretto a scendere nuovamente in politica e costituendo un movimento politico denominato il veliero,in alternativa alla sinistra,destra,e centro,voglio che tutti questi #$%$ sene vadano a casa,e lottero' a finche tutta questa #$%$ rimanga in parlamento.