Ritirare i soldi dalla banca e metterli sotto il materasso. D’istinto, leggendo dei terremoti finanziari che stanno accadendo in Europa, a più di qualcuno è venuta questa tentazione. Ma per quei pochi che ancora non sanno che si tratta di una scelta non saggia arriva il monito di uno dei più grandi investitori del pianeta: Warren Buffett. Certo, le osservazioni contenute nell’ultima lettera inviata agli azionisti della Berkshire Hathaway, la holding di cui Buffett detiene il controllo, sono ben più complesse della decisione materasso sì-materasso no. Ma in sintesi il suo ragionamento, che proviamo a semplificare, si concentra proprio su un punto: puntare sul denaro contante non è un investimento sicuro, anche se spesso è considerato tale. Viceversa, fare scelte di investimento ritenute “a rischio”, come i titoli azionari, sono più sicure. Vediamo perché.
L’ “oracolo di Omaha”, come viene soprannominato Buffett, scrive che il concetto che hanno gli investitori di “rischio” e di “sicurezza” non sono ben calibrati. Sul lungo termine, il tipo di investimenti che gli investitori considerano i più rischiosi, ovvero le azioni, sono i più sicuri, e viceversa: i più rischiosi, sul lungo periodo, sono proprio quelli legati al denaro cash (che comprendono fondi del mercato valutario, obbligazioni, depositi bancari, mutui…), ritenuti più affidabili. Il motivo è semplice, dice Buffett: l’inflazione. Anche quando è bassa, spiega il guru della finanza, i soldi in contante riescono a perdere moltissimo valore nel tempo. Un esempio? Il valore del dollaro è sceso dal 1965 a oggi dell’85%. Al momento servono 7 dollari per comprare quello che nel 1965 si riusciva ad acquistare con un dollaro. Nel frattempo, il valore complessivo delle azioni è cresciuto del 10% ogni anno.
Certo, spiega Buffett, nel corso del tempo le azioni sono state soggette a forti fluttuazioni del prezzo. Moltissime persone, compresi gli investitori, considerano la fluttuazione un rischio. Ma come sottolinea l’oracolo di Omaha, non è così: non è altro che fluttuazione del prezzo. Il vero rischio è che l’investimento perda potere d’acquisto, e se c’è qualcosa di soggetto a questo pericolo è proprio la moneta. Nel tempo, infatti, gli investimenti in moneta hanno costantemente perso potere d’acquisto. L’esatto opposto di quello che è successo agli investimenti in azioni, che invece il potere d’acquisto lo hanno guadagnato, anche al netto dei periodi di basse performance dei titoli azionari sui mercati finanziari durante il primo decennio del terzo millennio.
Secondo Buffett, il contante deve essere una componente del portafoglio di un investitore perché è l’unico strumento che garantisce liquidità senza grosse perdite. Se si ha bisogno di contante e si possiedono soltanto titoli, cambiarli in un periodo in cui la loro quotazione è bassa è una mossa controproducente che fa perdere denaro. Ecco perché, ammette Buffett, è necessario mantenere una certa quota di denaro liquido. Il guru della finanza, uno degli uomini più ricchi del pianeta, mantiene 20 miliardi di dollari in contanti, anche se il ritorno sul lungo termine del cash è molto basso. Però, tutto il resto del suo portafoglio è composto da titoli. E il fatto che sia così ricco, forse, non è un caso.
Proviamo a rapportare il suo ragionamento a un esempio molto semplice: un italiano che ha scelto di tenere i suoi soldi sotto il materasso: nel giro di cinque anni, con la stessa quantità di denaro potrebbe acquistare molti beni e servizi in meno; peggio ancora, se l’Italia uscisse dall’eurozona, evento al momento poco probabile ma non da escludere, sarebbe necessario riadottare la lira o coniare una nuova moneta. Il nostro risparmiatore, che ha scelto di conservare i suoi soldi dovrebbe cambiare i suoi euro nella nuova valuta per poter fare acquisti. Nello stesso tempo, il governo, qualunque esso sia, procederebbe quasi certamente a una svalutazione della nuova moneta per essere più competitiva con le esportazioni e ridurre il peso del debito pubblico, che con una valuta di nuovo conio sarebbe pressoché insostenibile. A quel punto, il valore dei risparmi mantenuti sotto il materasso sarebbe più che dimezzato: se in euro poteva comprare, ad esempio, un’automobile da 10.000 euro, con la nuova valuta potrebbe acquistare al massimo un’auto usata o un ottimo televisore lcd schermo piatto. Seguendo l’insegnamento di Buffett, se gli stessi soldi fossero stati investiti in azioni, il potere di acquisto non sarebbe stato intaccato dall’introduzione della nuova moneta.


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