Lavorare col caldo nuoce alla salute, ma anche i condizionatori vanno usati con cautela

Il caldo opprimente di questi giorni non è certo un buon compagno di lavoro. L'efficienza può infatti calare, per due persone su tre, anche del 50% per via dell'afa estiva, che provoca difficoltà a concentrarsi, nervosismo, ansia e stress fino a veri e propri attacchi di panico.

Paola Vinciguerra, psicoterapeuta e presidente dell'Associazione europea disturbi da attacchi di panico (Eurodap), dichiara infatti in un'intervista a Il Secolo XIX: "Il caldo crea una forte sensazione di spossatezza. La notte si dorme poco e male e i sintomi di tachicardia e malessere generale creano spesso risposte ansiogene. Non è casuale che in questo periodo dell’anno assistiamo al maggior sviluppo degli attacchi di panico". La conseguenza di tutto ciò è che spesso si arriva in ufficio già molto irritati e affaticati e a risentirne sono la capacità di concentrazione e i rapporti con i colleghi, che possono sfociare in un conflitto per ogni più piccola incomprensione. L’afa, sempre secondo la psicoterapeuta, "colpisce le cellule cerebrali alterando i livelli di minerali e tutte le sintomatologie ad essa connesse possono sviluppare sensazioni di allarme e di pericolo".

I consigli per affrontare meglio il caldo sono sempre i soliti, ma è bene ricordarli, e cioè una dieta leggera che comprenda molta frutta e verdura ed escluda cibi cucinati in modo troppo elaborato, alcool e sostanze eccitanti e, ça va sans dire, niente fumo.

Certo, molti uffici sono ormai dotati di impianti di ventilazione e aria condizionata, ma anche qui i rischi non mancano. Infatti, oltre a determinare un grande dispendio di energia con conseguente aumento dell'inquinamento, i condizionatori, se usati in modo non corretto possono avere sulla nostra salute tutta una serie di effetti collaterali come mal di schiena e alla gola, raffreddore, dolori addominali, torcicollo, bronchiti, polmoniti e infezioni batteriche. Gli accorgimenti infatti non si dovrebbero limitare a calibrare la temperatura dell'aria condizionata in relazione a quella esterna con una differenza che, secondo gli esperti, dovrebbe restare intorno ai 5 gradi per non creare uno sbalzo troppo forte e, quindi, dannoso per la salute (va anche ricordato che l'aria condizionata è in genere anche più secca rispetto a quella esterna), ma dovrebbero riguardare anche la scelta del luogo di installazione dei condizionatori.

Ecco cosa suggerisce Michele del Gaudio, ricercatore presso il dipartimento di Avellino del settore Ricerca, certificazione e verifica dell'INAIL: "In assenza di vincoli, il principio da seguire dovrebbe essere quello della scelta di una posizione che permetta un buon rimescolamento dell'aria, senza che gli occupanti siano colpiti da flussi d'aria troppo veloci. E dove, dunque, anche l'altezza della disposizione gioca un ruolo significativo". Inoltre gli apparecchi dovrebbero essere disposti in modo da non gettare il flusso d'aria direttamente sulle postazioni di lavoro, ma sfruttare l'effetto coanda, per il quale "se il flusso d'aria arriva al soffitto, vi aderisce essendo in grado di raggiungere i punti più distanti della stanza e riducendo naturalmente la sua velocità".

Altra regola fondamentale è poi quella di effettuare una manutenzione continua e costante dell'impianto, che comprenda la verifica dello scarico delle acque di condensa, che possono intasarsi e provocare pericolosi accumuli di umidità nelle pareti. Infine, per evitare la diffusione di batteri e agenti patogeni nell'aria, è bene far effettuare una pulizia dei filtri e un'igienizzazione delle parti a diretto contatto con l'acqua di condensa prima di ogni accensione stagionale.

Allarme Legionella virus in ScoziaUn morto e 21 persone a rischio è questo il bilancio dell'ultimo caso di infezione segnalato dalle autorità sanitarie di Edimburgo, causato dalle torri di raffreddamento per l'aria condizionata.

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