L’ultima settimana del mese di giugno si è aperta con una raffica di vendite per i titoli del settore bancario a Piazza Affari che hanno risentito in particolare dei rinnovati timori legati allo stato di salute degli istituti di credito spagnoli, per i quali potrebbe essere in arrivo una sforbiciata da parte di Moody’s, i cui analisti sarebbero pronti a rivedere al ribasso il rating di vari gruppi. Ad avere la peggio su tutti è stato quest’oggi Unicredit (MDD: UCG.MDD - notizie) che ha ceduto l‘8,41%, insieme a Banca Popolare di Milano (Milano: PMI.MI - notizie) che ha chiuso in rosso dell‘8,37%. Non è andata tanto meglio a Monte Paschi che ha ceduto il 7,06%, seguito da Banco Popolare (Francoforte: A0MWJR - notizie) e Intesa Sanpaolo (Dusseldorf: 575913.DU - notizie) che si sono deprezzati del 6,9% e del 6,51%, mentre Mediobanca (Xetra: 851715 - notizie) ha lasciato sul parterre il 6,39%, tallonato a non molta distanza da Ubi banca (MDD: UBI.MDD - notizie) e Banca Popolare dell’Emilia Romagna che hanno riportato una perdita rispettivamente del 5,6% e del 4,81%. I bancari di Piazza Affari sono finiti quest’oggi sotto i riflettori di Exane che nell’ambito della sua analisi ha definito inverosimile l’ipotesi di un default sovrano dell’Italia. A detta del rboker l’esito delle elezioni in Grecia ha ridotto il rischio di un break-up dell’Euro, per cui l’Italia non sarà nè in default per quanto riguarda le sue obbligazioni nè perderà accesso al mercato. Il nostro Paese ha un piccolo defcit e le finanze pubbliche sono in grado di sopportare un aumento dei tassi di interesse temporaneo, visto che la durata media del debito non è particolarmente elevata. Malgrado ciò, gli esperti sottolineano che le banche italiane si trovano ad operare in un contesto difficile e nessuna riuscirà ad ottenere rendimenti superiori al costo del capitale, visto he la media del Rote al 2014 è del 6,2%, rispetto al 10,8% del settore di riferimento.
, Gli analisti di Exane hanno così deciso di rivedere al ribasso le stime sull’utile per azione degli istituti di credito italiani in media del 13%, per tenere conto di un net interest income e di commissioni più basse, a fronte di accantontamenti pre-perdite su crediti più elevati. Gli esperti però mettono in evidenza il fatto che non vedono il momentum degli utili come il driver principale del mercato, ricordando che le loro stime riferite al prossimo anno sono più basse del 9% rispetto al consensus. In generale per le banche italiane sono bassi i rischi di diluizione e l’ipotesi di un non accesso al mercato per tre anni è trppo ribassista. Per Exane gli attuali livelli di valutazione delle banche offrono un profilo di rischio/rendimento attraente, suggerendo di puntare sulle banche più liquide, come ad esempio Intesa Sanpaolo, nel breve, anche se nei prossimi mesi a riscattarsi saranno gli istituti di credito di minori dimensioni come Banca Popolare dell’Emilia Romagna, che ora trattano a multipli sacrificati. La top pick del settore resta Intesa Sanpaolo, il cui rating resta invariato ad “outperform”, mentre il prezzo obiettivo è stato rivisto al ribasso a 1,5 euro. La stessa raccomandazione viene assegnata ad Unicredit. il cui target price è stato ridotto a 4 euro, mentre per Banco Popolare la valutazione scende a 1,4 euro, con un rating invariato ad “outperform”. Nessun entusiasmo per Banca Popolare di Milano e Ubi Banca, con una raccomandazione “neutral” per entrambi, e un fair value ridotto rispettivamente a 0,48 e a 3 euro. Cattive notizie per Banca Monte Paschi che resta un titolo da evitare, con un rating “underperform” e un prezzo obiettivo a 0,21 euro. Exane ritiene che per la banca senese non siano ancora scontati nei prezzi i rischi di diluizione.
, L’unica promozione è stata quella riservata a Banca Popolare dell’Emilia Romagna che si è vista migliorare il giudizio da “neutral” ad “outperform”, con target price sceso però a 6,1 euro. Gli esperti segnalano che il ritorno di questa banca sia superiore a quello dei competitors e l’upside potenziale del titolo compensa la sua minore liquidità.
Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online


















