“L’italiano determinato a salvare l’euro”. Il Financial Times ha incoronato Mario Draghi l’uomo dell’anno 2012. “Cedere ora sul fronte dell'austerity, come qualcuno suggerisce, equivarrebbe a sprecare i grandi sacrifici fatti dai cittadini europei”, ha detto il governatore della Banca centrale europea in una lunga intervista pubblicata nel sito online del Ft .
Il numero uno dell’Eurotower ha spinto i governi e le banche centrali a preservare la moneta unica. Le parole che hanno contribuito ad assegnare a Draghi il riconoscimento sono quelle pronunciate il 26 luglio scorso quando disse: “All’interno del proprio mandato la Bce è pronta a fare qualsiasi cosa per preservare l’euro. E credetemi, questo basterà”. Nell’intervista concessa al Ft, Mario Draghi spiega che la Bce “continuerà a fare la sua parte perché non dobbiamo dimenticarci la ragione per cui il risanamento è diventato centrale e perché non si possono costruire sistemi sui debiti e sui deficit che la crisi finanziaria ha mostrato insostenibili”.
“La situazione è seria – ha poi aggiunto – ma ci sono segnali incoraggianti anche sul fronte degli spread, delle condizioni di liquidità”, ribandendo come si può cominciare a “vedere l’inizio di una lenta ripresa nella seconda parte del prossimo anno”. Insomma la crisi non è superata, ma la strada, secondo il governatore, è quella giusta. “Siamo assolutamente consapevoli che la situazione economica in diversi Paesi, non solo Spagna e Grecia, è molto seria, e non stiamo per niente sottovalutando la difficoltà di questa situazione”, ha aggiunto anche in riferimento all’Irlanda. “I Paesi che hanno avuto successo negli aggiustamenti di bilancio e nelle riforme hanno mitigato gli effetti recessivi di breve termine delle politiche di bilancio. I Paesi in grado di gestire questo mix di politiche – ha continuato Draghi – hanno la possibilità di ridurre le difficoltà che derivano dal risanamento”.
Nell’intervista al Financial Times, Draghi ha anche parlato dell’accordo sulla vigilanza bancaria, sottolineando come l’Unione europea deve passare rapidamente alla fase successiva della sua unione bancaria che consiste nel creare una piena unione tra istituti con un accordo su un’autorità unica per controllare l’ordinato procedere di istituti di credito insolventi. “Un’autorità per la risoluzione delle crisi bancarie è un importante complemento al SSM (meccanismo di supervisione) e probabilmente sarà in vigore dal momento in cui il SSM assumerà le sue responsabilità”, ha confermato Draghi.
Se il Financial Times usa parole di encomio per il governatore, il quotidiano economico tedesco Handelsblatt, attacca l’ex premier Silvio Berlusconi: “Il lavoro di Draghi e il contributo di Berlusconi, il primo lotta intrepido per la conservazione dell’euro, l’altro fa il possibile per distruggerlo”. Il giornale tedesco aggiunge anche che “Berlusconi potrebbe annientare tutti gli sforzi di Mario Draghi che ha fatto mutare l’atmosfera nella crisi dell’euro”. Un attacco a tutto tondo quello di Handelsblatt nei confronti del leder del PdL: “Il politico, accusato di corruzione, si preoccupa soltanto di assicurarsi l’immunità davanti alla giustizia, lasciando da parte i problemi più impellenti, come la riforma del mercato del lavoro. Ma se dovesse riuscirci, sarebbe un duro colpo per la fiducia dei mercati e per l’accettazione in Germania della politica di salvataggio”. La scelta del Financial Times, di nominare Mario Draghi l’uomo dell’anno per aver salvato la moneta unica, è sicuramente rilevante soprattutto perché il quotidiano è portavoce di una nazione che ha rifiutato l’unione monetaria europea.









