I più consigliati su cui puntare sono Brasile, Messico, Sud Africa, Cina e Venezuela, ma le attese più forti si registreranno nell’aria asiatica, dove, come ha confermato anche Neil Dwane, responsabile investimenti di Rcm (gruppo Allianz global investors), la volatilità è destinata a continuare per effetto dell’incertezza proveniente dai mercati sviluppati.
Secondo un'indagine di CorrierEconomia, da inizio anno l’indice di Hong Kong (+12,3%), quello indiano di Mumbai (+14,5%), quello del Vietnam (+ 13,7%), e di Shanghai al +5,9% hanno segnato rialzi prorompenti. Così anche in Cina, dopo il rallentamento del Pil sceso dal record del 10,3% nel 2010 al 9% del 2011, si ricomincia a crescere inarrestabilmente.
Ma le attese positive riguardano tutta l'area: dal Giappone, che ha appena registrato una crescita del 4% nell’ultimo trimestre grazie agli investimenti per la ricostruzione post tsunami; all' India che sembra aver superato la campagna contro la corruzione nella classe politica; a Filippine, Corea, Taiwan e Thailandia, che grazie alla bassa incidenza del welfare sulla spesa pubblica, sono caratterizzati da rapide riprese dell’economia anche dopo fasi acute di rallentamento e di crisi.
Autore: Marianna Quatraro - Businessonline.it C.C.


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