Mercati in cerca di direzionalità: probabile un andamento laterale fino a fine anno

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Quotazioni e grafici

CodicePrezzoVariazione
^DJI10.058,64+150,25
Grafico Dow Jones Industrial Average
^GDAXI5.498,26+13,41
Grafico DAX
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- martedì, 24 novembre 2009 - 11:01 CET

Permane l'incertezza sui principali listini che continuano ad alternare andamenti positivi a prese di profitto senza riuscire ad identificare una direzione precisa situazione ben identificata dall'aumento della volatilità. Anche gli ultimi massimi di periodo segnati dai indici americani, espressione di una economia maggiormente flessibile e dinamica in comparazione con i loro corrispettivi europei, sono stati caratterizzati da bassi volumi e accelerazione a confermare la scarsa propensione degli operatori ad investire su questi livelli dopo una cavalcata partita a marzo. Le buone notizie degli ultimi giorni sul fronte economico sono già state scontate dai mercati azionari che si muovono con un anticipo di almeno sei mesi, che guardano al futuro prossimo con più di un timore. Se da un lato la presenza di una forte liquidità in presenza di tassi destinati a rimanere decisamente bassi ancora per un pò sembra essere in grado di sostenere i listini, dall'altro lato la disoccupazione ancora elevata e le misure una tantum applicate dai vari governi nell'ultimo anno che hanno sostenuto in maniera artificiale la crescita, creano non pochi timori per ciò che accadrà nei mesi a venire. Non ultima la possibilità che la mancata pulizia e introduzione di regole certe sui controlli stiano dando origine ad una nuova bolla speculativa. D'altronde ci troviamo davanti ad un anno veramente eccezionale da punto di vista dei rendimenti con tutti in mercati in grande rialzo, a partire dall'azionario, alle materie prime poi passare ai mercati obbligazionario e all'oro da sempre bene rifugio quando le cose vanno male. Certo gran parte di questi mercati si trovavano a prezzi di saldo all'inizio dell'anno ma la liquidità praticamente a costo zero ha consentito investimenti di tipo speculativo che hanno ingrossato in primo luogo i bilanci delle banche senza avere grande impatto sull'economia reale e che difficilmente potranno essere ripetuti l'anno prossimo.

Dal punto di vista tecnico l'intrecciarsi di due diverse spinte ha permesso la formazione di un ampio trading range negli ultimi tre mesi che difficilmente verrà interrotto prima della fine dell'anno. Come spesso ricordato gli indici hanno raggiunto dei livelli decisamente importanti, dicasi il 50% di ritracciamento di tutta la discesa dai massimi del 2007 ai minimi 2009 a cui si aggiunge la media mobile a 100 periodi e che praticamente coincidono con la situazione pre-lehman, perdipiù tramite una corsa sfrenata praticamente priva di correzioni significative. Abbiamo pertanto il Dax (Xetra: notizie) fermo all'interno di una fase laterale compresa tra 5300 e 5850 mentre sia il Dow Jones (notizie) che l' S&P500 hanno raggiunto i rispettivi target nella scorsa ottava (10350 per il Dow, 1120 ancora da completare per l' S&P500) con volumi in netto calo ed in presenza di marcate divergenze con gli oscillatori che invitano almeno ad avere un po' di prudenza. Nel caso dei listini americani i supporti a cui prestare attenzione che se violati andranno ad interrompere una sequenza di minimi e massimi crescenti introducendo delle situazioni di debolezza sono rispettivamente per il Dow Jones 9670 e quindi quello più importante a 9100 mentre per l'S&P si collocano a 1030 e 975.

La situazione italiana ovviamente non differisce da quella tedesca con la sola grossa differenza che mentre il Dax ha recuperato metà della sua perdita, l'indice FtseMib si è arrivato solamente a 24600 38,2% di ritracciamento di tutta la discesa 2007-2009. Proprio questo livello sta contenendo tutti tentativi rialzisti dei prezzi che hanno trovato invece supporto a 21800 a ridosso del livello chiave rappresentato da 20700/21000. Eventuali perdite di questa area di supporto, sull'onda dell'andamento negativo degli altri mercati, consentiranno approfondimenti correttivi in prima battuta verso 20000 e quindi verso 18000/500 possibile area di acquisto. Eventuali accelerazioni, al momento decisamente improbabili, sopra 24600/25000 potrebbero spingere l'indice verso livelli decisamente importanti come 27500/28000.