Roma, 1 ott. (LaPresse) - Le immatricolazioni di auto nuove a settembre sono crollate a 109.178, con un calo rispetto al 2011 del 25,74%. Nel periodo gennaio-settembre 2012 in totale sono state immatricolate 1.090.627 autovetture, con una variazione di -20,46% rispetto al periodo gennaio-settembre 2011, durante il quale ne furono immatricolate 1.371.117. La Fiat ha immatricolato 23.993 vetture, con una quota pari al 21,98%, con un calo del 22,92% rispetto al 2011, la quota dodici mesi fa era pari al 21,17%. Dall'inizio dell'anno la Fiat registra un calo del 20,21% a quota 228.420 immatricolazioni. Brusco calo anche per l'Alfa Romeo che perde il 23,57% a quota 3.190 immatricolazioni, non va meglio per la Lancia che perde addirittura il 25,60% a quota 5.449 vetture vendute. In totale a settembre il gruppo Fiat ha immatricolato 33 mila vetture ottenendo una quota del 30,3 per cento, in crescita di 0,6 punti percentuali. Gli unici marchi a segnare una crescita rispetto al 2011 sono la Kia (+12,21%) e Land Rover (+35,11%).
Una crisi senza fine, che però ha più di un colpevole stando alle associazioni di settore. "Al Salone dell'automobile di Parigi abbiamo potuto constatare quante novità di prodotto. E' un peccato che tante novità troveranno uno spazio ristretto nel mercato italiano, per la grande pressione fiscale che preme sulle capacità di consumo delle famiglie" ha detto Jacques Bousquet, presidente dell'Unrae, l'associazione delle case automobilistiche estere in Italia, nel commentare i risultati negativi del mese di settembre. "Si sta generando quell'effetto di demotorizzazione privata, sul quale avevamo lanciato l'allarme alcuni mesi fa - aggiunge Bousquet - le famiglie italiane stanno gradualmente radiando la propria auto senza acquistarne una nuova: il parco circolante dei privati, infatti, nei primi 6 mesi di questo anno si è ridotto di 60.000 unità".
"A tre mesi dalla chiusura d'anno, si registra la decima contrazione consecutiva a doppia cifra che ci riporta ai volumi di settembre 1978 (107.395 unità)". Così Roberto Vavassori, presidente di Anfia, l'associazione di Confindustria che raggruppa gli operatori italiani dels ettore auto di cui però non fa parte la Fiat. "Pur condividendo la speranza di una graduale uscita dalla recessione a partire dal 2013, ricordiamo alle istituzioni l'urgenza di intervenire sui problemi strutturali che bloccano la competitività dell'industria manifatturiera in Italia".

















