In particolare, per quanto riguarda il costo delle abitazioni, la quota di agenti che hanno segnalato una diminuzione dei prezzi rispetto al periodo precedente e' ulteriormente cresciuta, al 66,5% dal 51,2% della precedente indagine. L'incidenza di coloro che hanno indicato un aumento delle quotazioni ha continuato a collocarsi su livelli estremamente contenuti (meno dell'1%).
Ne e' derivato un nuovo peggioramento del saldo negativo tra le percentuali di risposte 'in aumento' e 'in diminuzione' (?65,9 punti contro ?50,3 nel terzo trimestre dell'anno), piu' pronunciato nelle regioni del Mezzogiorno.
Il margine di sconto dei prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali, sottolinea ancora bankitalia, si e' ampliato al 13,7% (12,5 nella precedente indagine), principalmente per effetto della variazione riscontrata nelle aree urbane (13,8% dal 12,3). Il tempo medio di completamento dell'incarico si e' allungato, a 7,6 mesi (7,1 nel sondaggio di ottobre).
Le case costano meno, la crisi, infatti, ha comportato una diminuzione dei prezzi che si attesta intorno al 20%, ovviamente, bisogna tenere in considerazione che questa inflessione dei prezzi non è generalizzata, nel senso che nelle grandi città, soprattutto nei quartieri meno popolari, il costo di un’abitazione continua a rimanere alto, però, come denuncia la federazione degli agenti immobiliari, c’è un calo.
La crisi del mercato creditizio, l’impossibilità di tante persone di accedere al mercato del credito perchè senza garanzie e senza un lavoro stabile ha determinato una serie di effetti a cascata tra i quali quello della crisi del mercato immobiliare.
Autore: Blitzquotidiano.it


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