La cancelliera tedesca Angela Merkel è atterrata ad Atene. Ad accoglierla il premier greco Antonis Samaras. Per l’occasione la capitale ellenica si è trasformata in una città blindata: 7mila agenti di polizia dispiegati nelle strade, cecchini appostati sui tetti dell’albergo della delegazione tedesca, poliziotti in borghese, metro chiuse, divieto assoluto di parcheggiare vicino all’ambasciata della Germania.
Le notizie si rincorrono su twitter. In piazza Symtagma si sono radunate 40mila persone, secondo le stime della polizia, ma sono molte di più per i due maggiori sindacati greci, Gsee e Adedy, che hanno organizzato la protesta. Alcuni testimoni riferiscono di manifestanti vestiti in divisa nazista. Gli agenti in tenuta antisommossa, riporta il quotidiano Kathimerini, sono dislocati in prossimità dell’ospedale Henri Dunant, che si trova vicino all’ambasciata americana, per impedire che i manifestanti fermassero il corteo di auto della cancelliera tedesca. In prossimità dell’ospedale si sono già registrati degli sconti e gli agenti avrebbero risposto con il lancio di lacrimogeni. La polizia ha effettuato decine di fermi preventivi attorno a pizza Syntagma, per cercare di mettere un freno alla protesta.
Insomma, ad accogliere la Merkel non c’è sicuramente una città in festa. Tutt’altro. Numerosi greci, infatti, considerano il governo tedesco come principale responsabile dell’eccessivo rigore imposto ad Atene in cambio degli aiuti dell’Unione europea. E’ chiaro che la visita della Merkel, la prima in terra ellenica dal 2007, possa scatenare feroci proteste ma anche aspettative in vista dell’accordo sui nuovi tagli di bilancio che il governo di Samaras dovrà concordare con la Troika (Ue, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale) per ottenere la nuova tranche di prestiti da 31 miliardi di euro.
La capitale è militarizzata. Ma allora qual è il motivo di una visita che ha imposto rigidissime misure di sicurezza ad un Paese sull’orlo del collasso? A detta di molti analisti, la visita della cancelliera ha un significato prima di tutto politico. “Chiarirà che la Germania continua a sostenere la presenza della Grecia nell’area euro”, scrive il Financial Times. “Almeno fino alle prossime elezioni federali tedesche”, in calendario il prossimo settembre. L’invito è partito dal primo ministro Samaras e la Merkel ha accettato. E’ probabile che il premier greco le chieda di sostenere gli sforzi ellenici riguardo l’austerity e i conti pubblici. In buona sostanza, quello che ci si aspetta dalla Merkel è che possa allentare le dure condizioni imposte alla Grecia in cambio dei denari europei.
Ma il viaggio sotto il Partenone può essere anche inteso come una mossa in vista delle prossime elezioni tedesche. Attaccata su più fronti, infatti, la Merkel non può più rimanere molto vaga sui modi e i tempi con cui Atene dovrebbe salvarsi. Anche in ottica campagna elettorale, la leader tedesca non può ignorare come vengono impiegati gran parte dei soldi dei tedeschi, sotto forma di aiuti Ue. Di certo per spiegare una visita che ha scatenato una sorta di sommossa popolare, sono valide più chiavi di lettura. Intanto il leader dell’opposizione, Alexis Tsipras, a capo di Syriza (Sinistra radicale), ha parlato alla folla radunata in piazza Syntagma: “Angela Merkel è venuta ad Atene per dare il suo appoggio al governo di coalizione del premier Antonis Samaras e alle misure che vuole imporre, ma il popolo non reggerà al peso dell'austerità e alla fine vinceremo perché abbiamo il diritto dalla nostra parte”.
Per garantire l’ordine pubblico, infine, la polizia greca ha vietato ogni manifestazione nel centro di Atene per tutta la giornata. Il dispiegamento di forze di sicurezza messo in atto per la visita di Angela Merkel – si legge sul quotidiano Kathimerini – è il più grande da quando il presidente americano Bill Clinton visitò Atene nel 1999. Attorno al Parlamento sono state posizionate delle barricate e i trasporti pubblici rimarranno bloccati alle 11 del mattino fino alle quattro del pomeriggio con ben sei stazioni della metropolitana chiuse.









