Non fa notizia tanto l’approssimarsi del Dow Jones (DJI: ^DJI - notizie) alla soglia cruciale dei 13.000 punti, o gli imminenti 3.000 punti del Nasdaq; quanto lo sfioramento di un nuovo massimo annuale da parte dello S&P500.
Il benchmark americano ha chiuso ieri ad un soffio dai 1363.61 punti del 29 aprile 2011. Il chiudervi sopra, oggi o nei prossimi giorni, produrrebbe un break-out qualificato di grande efficacia. Negli ultimi 70 anni si contano “appena” 13 casi di bull market – quale è senza dubbio quello attuale a Wall Street – in cui lo S&P non ha realizzato un nuovo massimo annuale per almeno sei mesi; il più recente risalendo appunto al 29 aprile 2011. La casistica è ben definita e ci consente di stilare una graduatoria delle performance a 1, 3, 6 e 12 mesi. Particolar degne di nota queste ultime due per la marcata frequenza rilevata.
Piazza Affari non è immune da setup di lungo periodo. Il rapporto fra opzioni put e call sull’indice è reduce da una lettura particolarmente bassa. Negli ultimi dieci anni una simile rilevazione è stata raggiunta soltanto altre due volte: in ben precisi punti di svolta del mercato, come si può notare.
Nota. Il presente commento è un estratto sintetico del Rapporto Giornaliero, pubblicato tutti i giorni entro le 8.20 da AGE Italia; pertanto eventuali riferimenti a studi tecnici vanno intesi riferiti ai grafici ivi riportati.
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