Milano: 10 assunzioni per ogni licenziamento

In occasione della presentazione del suo bilancio sociale, la Camera del Lavoro di Milano rende noti alcuni dati che interessano l'evoluzione del mercato del lavoro nel capoluogo lombardo. Quello più sorprendente è che dall'inizio dell'anno, per ogni lavoratore che ha perso il suo posto per motivi economici, ne sono stati assunti 10.
6.436 persone sono infatti le persone che sono uscite dal mercato a fronte di circa 60mila che invece sono state assunte con contratto a tempo indeterminato.

I dati però sono solo apparentemente positivi, sottolinea il segretario della Camera del Lavoro, Onorio Rosati: "ingressi e uscite sono avvenuti negli stessi settori specie nel manifatturiero, nelle costruzioni e trasporti, proprio quelli in cui si concentra la crisi e questo dimostrerebbe che c'è una sorta di “svecchiamento“ del mercato. Con la triste conseguenza che alcune persone, specie quelle che hanno superato una certa età, non sarebbero quindi più appetibili". La realtà del lavoro milanese è infatti ancora in crisi, perché, nonostante i nuovo assunti, ci sono ancora circa 30mila iscritti alle liste di mobilità (considerando anche gli oltre 6mila nuovi licenziati, ma tenendo anche presente che non tutti coloro che perdono il proprio posto di lavoro si iscrivono poi alle liste) e se consideriamo questi dati alla luce dell'andamento degli ultimi due anni, si osserva un ritorno alla situazione difficile del 2010. Inoltre, risulta praticamente inalterato il dato del ricorso alla cassa integrazione, senza la quale si sarebbero verosimilmente persi altri 2mila posti di lavoro.

La comunicazione di questi dati arriva proprio nel giorno di entrata in vigore della nuova riforma del lavoro, che nelle intenzioni vorrebbe favorire il ricorso ai contratti a tempo indeterminato e quelli di apprendistato per i giovani, due forme contrattuali in costante calo nella città di Milano (dove l'apprendistato rappresenta solo l'1,5% delle forme adottate) e che quindi, secondo la Camera del Lavoro, bisogna trovare il modo di incentivare, per invertire la tendenza.

Insomma, la situazione è connotata da "pesanti segni di incertezza" e, anche se il mondo del lavoro mostra segni (o almeno tentativi) di reazione, che per adesso si concretizzano principalmente in questo svecchiamento del mercato a seguito delle nuove assunzioni, questo non si traduce in un incremento strutturale dell'occupazione. È quindi necessario, sempre secondo la Camera del Lavoro di Milano, da un lato, studiare strategie per l'ingresso dei giovani, e dall'altro, trovare soluzioni ai problemi enormi che si possono trovare a dover affrontare quei lavoratori, anche di una certa età, che perdono la propria occupazione. Soprattutto ora che i nuovi ammortizzatori sociali offriranno loro un sostegno per un tempo inferiore a prima.

La riforma del lavoro è legge, testo approvato alla CameraRoma, (TMNews) - Dopo le quattro fiducie incassate dal governo e l'esame degli ordini del giorno, l'Aula della Camera ha detto sì alla riforma del mercato del lavoro che ora è legge. Tra le novità principali del testo ci sono misure per accrescere la flessibilità in entrata e in uscita, un nuovo sistema di ammortizzatori sociali, tutele durante il rapporto di lavoro, oltre a un pacchetto di norme di varia natura come gli interventi per i lavoratori anziani o disabili. L'iter burrascoso della riforma è stat

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