Mitsubishi vende fabbrica a 1 euro per salvare i dipendenti

In questo periodo di crisi le vendite di automobili sono crollate un po' in tutta Europa e molte aziende si chiedono se sia conveniente continuare a produrre e investire nel vecchio continente. Tra di esse, la giapponese Mitsubishi Motors che di fronte al crollo di produttività del suo unico stabilimento nell'Europa Occidentale, la NedCar olandese, dalle 250.000 unità all'anno del 1999 alle poco più che 40.000 del 2011, ha deciso di vendere la fabbrica per incrementare la produzione nei mercati emergenti come Indonesia, Thailandia, Cina e Brasile. Fin qui niente di strano, anzi, sembra una triste storia come tante altre. Ma c'è un particolare della vendita che la rende unica e dovrebbe insegnare qualcosa a molti nostri manager e imprenditori, Marchionne in testa, e cioè il fatto che il prezzo di tutto lo stabilimento per il futuro acquirente è stato fissato a 1 euro, con l'obbligo però di mantenere tutti gli attuali 1.500 dipendenti. Una lezione su cosa sia il senso di responsabilità verso i propri lavoratori (che ha come ricaduta una grandiosa operazione di immagine e, quindi, di marketing), visto che la società ha calcolato una perdita di 28 miliardi di yen (quasi 290 milioni di euro) per via di quest'operazione e le sue azioni sono scese del 2,5% in seguito alla notizia.

La società acquirente è la VDL Groep, un'azienda locale che produce autobus e che alcune voci vorrebbero in procinto di avviare nello stabilimento rilevato la fabbricazione di auto di piccola cilindrata per la BMW (notizia non ufficiale e non confermata nei comunicati relativi all'affare). I funzionari di VDL Groep fanno sapere che la definizione dell'accordo richiederà ancora parecchio tempo, fino addirittura a due anni (anche se è probabile una sua conclusione entro dicembre), ma intanto i posti di lavoro saranno tutti mantenuti e i dipendenti continueranno a ricevere i loro stipendi. Mitsubishi Motors, oltre allo stabilimento cederà anche il marchio NedCar.

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