Nel 2010 ritorno alla crescita nei distretti della concia

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- martedì, 24 novembre 2009 - 11:23 CET

La ricerca condotta dall'Area Research&Intelligence di Banca Monte dei Paschi (Milano: BMPS.MI - notizie) di Siena sui tre distretti della concia di Santa Croce sull'Arno, Arzignano e Solofra evidenzia una situazione di criticità in termini di produzione ed export per l'anno in corso, dove la sfavorevole congiuntura economica dovrebbe raggiungere il suo apice.
Nel 2010 è previsto per i 3 distretti un generalizzato ritorno alla crescita e un riallineamento al comparto di riferimento.

Ecco nel dettaglio i principali punti della ricerca di Banca Monte dei Paschi:
Nell'ambito della macrofiliera Pelli, Calzature e Pelletteria (P&C) - che rientra, insieme al Tessile-Abbigliamento, nel settore industriale “Sistema Moda” - la marcata flessione della domanda del mercato interno ed internazionale ha penalizzato tutte le aree produttive del comparto conciario (pelli per calzature, per valigerie/pelletteria e per mobili imbottiti), in particolare quelle a “monte” del processo produttivo.
I distretti conciari analizzati (Santa Croce sull'Arno, Arzignano e Solofra, che insieme rappresentano il 18% della produzione e circa il 16% dell'export dell'intero comparto P&C nazionale) hanno condiviso l'andamento del comparto nazionale di riferimento, registrando un pronunciato calo del fatturato e delle esportazioni nel 2008; tale trend è previsto proseguire anche nell'anno in corso. Nel 2010 la quota aggregata di produzione ed export è stimata essere ancora inferiore ai livelli registrati nel periodo pre-crisi (anno 2007).
La crisi 2008-2009, tuttavia, appare meno acuta per il polo di Santa Croce rispetto agli altri poli conciari di Arzignano e Solofra, in virtù di una maggiore capacità di adattamento allo sfavorevole ciclo congiunturale (offerta flessibile, investimenti in ricerca e sviluppo, produzione di elevata qualità).
Estendendo l'analisi al quinquennio 2005-2010, in termini di dinamica della produzione a valori correnti, Solofra è previsto top performer con una variazione media del +0.8% rispetto a Santa Croce (-2.8%) e Arzignano (-6.2%); il calcolo risente tuttavia di un livello iniziale di produzione del polo campano molto più basso rispetto ai competitors.
Nel 2010 le imprese distrettuali dovrebbero beneficiare di una ripresa della produzione, allineandosi alle medie del comparto di riferimento; primi segnali di stabilità della domanda emergono soprattutto nelle produzioni a valor maggior artigianale.
L'analisi della dinamica dell'export (a valori correnti) evidenzia per Santa Croce una migliore tenuta nel periodo 2005-2010 con una variazione media pari al -0.4% rispetto a Arzignano (-4,8%) e Solofra (-7%), in virtù di un prodotto di elevata qualità che consente un presidio maggiore sui mercati di sbocco, Nord America e Europa su tutti.
La propensione all'export (a valori correnti) risulta nettamente superiore per il distretto di Santa Croce attestandosi in media intorno al 50% rispetto al 38% di Arzignano e al 25% di Solofra.
Tra i potenziali mercati di sbocco si segnala il ruolo sempre maggiore rivestito dalla Cina che ha già avviato produzioni locali di scarpe di qualità medio-alta e offre tassi di crescita dei consumi privati e del reddito pro-capite più alti tra le principali economie emergenti.
Il tasso di turnover delle imprese del P&C (saldo iscritte-cessate su attive) si mantiene negativo tra il 2005 e il 2008 per tutte e tre le province esaminate, tuttavia, seppur il dato è ancora provvisorio, le evidenze al terzo trimestre 2009 mostrano un significativo miglioramento: nel caso di Pisa il saldo diventa positivo (+0.3%), per Avellino si azzera, resta negativo, ma contenuto per Vicenza (-0.2%)
A ottobre 2009, l'Assoconcia di Santa Croce stima invece una riduzione del numero di aziende consociate nell'ordine del -8% rispetto a dicembre 2008, con una flessione degli addetti di quasi il -14%.
I dati del ricorso alla CIG ordinaria e straordinaria per le imprese del comparto nelle province esaminate conferma tuttavia il momento di difficoltà: nei primi dieci mesi del 2009 e su base tendenziale annua i multipli di incremento sono stati di 5,5 volte per Pisa, 4,8 per Vicenza e 3,6 volte per Avellino.
Il confronto effettuato sui KPIs delle aziende leader dei tre distretti mostra per le imprese di Santa Croce una performance media relativamente migliore rispetto agli altri distretti conciari tra il 2005 e il 2007; mentre le top player di Arzignano evidenziano margini unitari più ridotti a causa di una produzione più standard e più esposta alla concorrenza straniera.
Nelle provincie di riferimento dei distretti, l'andamento del credito verso la branca di attività economica “Tessile, Cuoio e Calzature, Abbigliamento” (TCA) è risultata stabilmente inferiore a quella riferita all'insieme dei settori produttivi e in progressiva contrazione nel corso del 2008; le provincie di Vicenza ed Avellino, a differenza di Pisa, hanno registrato un marcato calo del credito verso le imprese medio-grandi che ha contribuito in modo determinante alla flessione del dato complessivo.
Il tema ambientale è costantemente monitorato dai distretti conciari e alti sono gli investimenti in Ricerca e Sviluppo per l'ottimizzazione dei processi di depurazione e per il livello ecologico dei prodotti. Nel caso di Santa Croce, la stima degli investimenti e costi ecologici sostenuti nel comprensorio negli ultimi trent'anni è di circa 1,5 miliardi di euro, 1/3 dei quali per interventi strutturali sulle fabbriche e il restante per costi di esercizio depuratori e opere collettive.