Di seguito riportiamo l'intervista sull'indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte a Davide Fraboschi, Analista di B&SJoint. www.bsjoint.com.
I mercati azionari sono tornati a perdere terreno nelle ultime giornate e a pagare pegno più degli altri è Piazza Affari che vede l'indice Ftse Mib mostrare minore forza relativa. Ci sono le condizioni per dei recuperi nel breve o dobbiamo prepararci a nuove vendite?
I mercati azionari sono arrivati su dei livelli molto importanti, più volte segnalati, basti pensare ai 1.100 punti di S&P500, mentre il Dow Jones (notizie) , malgrado la violazione in pianta stabile di area 10.000, è in cerca di un consolidamento. L'idea è che da qui a fine anno è bene affidarsi alla cautela, perché, malgrado i Governatori delle Banche Centrali abbiano parlato di una crisi in miglioramento, bisogna attendersi un colpo di coda della stessa che con molta probabilità arriverà durante il primo trimestre del prossimo anno.
In considerazione di ciò potremo vivere ancora una fase di sofferenza e questo il mercato lo sa tanto che fatica a trovare spunti in upside, declinando piuttosto verso una configurazione grafica più o meno laterale.
Questo accade perché le stime sugli utili societari, sebbene questi ultimi si siano rivelati migliori delle attese, sono ancora su livelli decisamente lontani da quelli pre-crisi. Le Borse faticano quindi a spingersi ulteriormente in avanti, necessitando di creare una base e ciò potrà avvenire solo con il tempo. Prima ho parlato del primo trimestre del 2010 durante il quale si potranno poggiare le basi del prossimo sviluppo pluriennale non solo borsistico ma anche del ciclo economico.
Nel breve ci attendiamo uno storno dei listini, ma su questi prezzi è difficile riuscire a valutare e quindi a determinare quale potrà essere la violenza della correzione.
Parlando dell'indice Ftse Mib appare strategico il mantenimento dei 21.850 punti, la perdita dei quali potrebbe dare il via ad una correzione ben più sostenuta verso i 21.000/20.600 punti. In quest'area, che corrisponderebbe al ritracciamento 50% del movimento di rialzo vissuto fino ad oggi, troviamo una base supportiva interessante. In area 21.000/20.600 si potrà pertanto iniziare ad accumulare posizioni perché su quei livelli le valutazioni torneranno ad essere interessanti.
Da non trascurare che il tutto avverrà in un contesto di politica monetaria che continuerà ad essere espansiva e che quindi favorirà gli investimenti.
In sintesi manterrei un atteggiamento di stand-by nel breve, in attesa di avvicinarci progressivamente verso la fine dell'anno, quando si capirà come si svilupperà il primo trimestre del prossimo.
Suggerirei intanto di seguire anche l'andamento delle valute che può fornire dei segnali a volte anticipatori. Il cross euro-yen in questo momento appare sotto pressione e la moneta unica fatica a mantenersi sopra i 133/133,4 e questo comporta probabili downside verso i 130 yen per euro.
Questo ci porta ad avvalorare la tesi di un atteggiamento attendista orientato se non proprio ad una chiusura quantomeno ad un alleggerimento delle posizioni in essere, vista la strada al rialzo percorsa fino ad oggi.
Nel suo ultimo intervento ci eravamo lasciati con l'impegno di tornare a parlare dei titoli del settore lusso. Quali indicazioni ci può fornire in merito? Quali strategie suggerisce per i vari titoli?
Partendo da Bulgari (Milano: BUL.MI - notizie) possiamo dire che il movimento degli ultimi sei mesi è stato accompagnato da un upside molto consistente. Siamo arrivati sopra i 6 euro, con un pull-back in questi ultimi giorni, per cui tecnicamente possiamo dire che la tenuta di questo supporto favorirà dei rimbalzi tecnici che però dovranno essere letti come tali. A livello congiunturale infatti il colpo di coda di cui parlavamo prima potrebbe colpire temi ciclici, con una mancanza di fiducia e di visibilità dell'azienda a livello internazionale tali da penalizzare nuovamente il titolo. Eventuali cedimenti sotto i 6/5,75 euro si inizierà ad intaccare la configurazione grafica di breve termine, con possibili ripiegamenti verso i 5,3/5,15 euro.
Da seguire anche Geox (Milano: GEO.MI - notizie) che invece di consolidare al di sopra dei 6 euro non è stato capace neanche di mantenersi al di sopra dei 5 euro, motivo per cui suggeriamo di monitorare il titolo con un approccio prudente. In ottica speculativa riteniamo che in area 4,58/4,6 euro si può tentare un acquisto di Geox perché gli oscillatori sono completamente scarichi e le indicazioni possono essere molto interessanti su questi livelli sia su base giornaliera che settimanale.
La correzione che ha interessato i titoli del settore bancario ha già creato a suo avviso opportunità per rientrare su alcuni titoli?
Credo sia prematuro pensare a nuovi acquisti sulle banche sebbene sia necessario in ogni caso fare una distinzione da titolo a titolo. In vista di eventuali operazioni di M&A potrebbe essere interessante Banca Profilo (Milano: PRO.MI - notizie) , mentre guardando tra i protagonisti del Ftse Mib, crediamo che per Unicredit (Milano: UCG.MI - notizie) sia conveniente ora prendere profitto. Non escludiamo si possa assistere ad un riposizionamento in area 2/1,8 euro e in quel caso il titolo diventerebbe molto appetibile sotto il profilo della valutazione, ma nel breve è bene rimanere sottopesati in attesa di uno storno.
Qual è il suo giudizio sul settore industriale e quali indicazioni ci può fornire sui titoli del comparto?
Nel settore industriale ci sono sicuramente delle storie interessanti e se vogliamo citarne una parliamo di FInmeccanica (Milano: FNC.MI - notizie) che in caso di riposizionamento al di sopra dei 12 euro potrebbe tornare ad essere appetibile.
E' anche vero però che ora si vivrà un periodo di elevata volatilità e di conseguenza sono possibili movimenti repentini che potrebbero generare falsi segnali e quindi downside più consistenti.
Per gli industriali in particolare manteniamo un atteggiamento di neutralità, pur riconoscendo che gli stessi potrebbero essere un po' il veicolo della ripresa economica.