Nessuna pietà

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Quotazioni e grafici

CodicePrezzoVariazione
CPY13,05-0,03
Grafico C P I CORP
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- martedì, 24 novembre 2009 - 8:26 CET

Come una moda passeggera, oramai di exit strategy non se ne parla più negli USA. Il dollar-carry trade prosegue dunque immutato. Sono valsi a nulla pure le vendite di case esistenti di ieri (+10% addirittura), il dato migliore dal 2007 ad ora. Ovviamente i ricavi ed il “giro” di capitale generato dalla vendita di queste case è molto inferiore a quanto ci si potrebbe aspettare in quanto i prezzi dell'immobiliare sono scesi anche del 40% in alcuni frangenti. Sono scesi in campo anche i guru della situazione, che vedono il dollaro ancora sotto pressione per tempo a venire, e predicendo ancora ribassi contro euro del 5-7%. Noi non ci spingiamo a tanto, anche se riconosciamo la debolezza strutturale (fondamentale) dell'Usd. La storia poi ci insegna che il dollaro tipicamente non si riprende se non dopo 6-12 mesi da quando la Fed inizia la politica monetaria restrittiva (alzando cioè i tassi di interesse). Del resto, ci vorrà tempo per riassorbire tutti i dollari in eccesso nel mercato. Per chi aspetta rialzi della Fed, comunque, si prospetta un'attesa duratura: lo spettro dell'inflazione che si propaga nelle menti dei banchieri d'affari non è che una mera manifestazione mentale: nella realtà, di inflazione non se ne potrà parlare per lungo tempo, forse fino a metà 2010. Come al solito, guardiamo all'occupazione, al CPI (NYSE: CPY - notizie) , ai prezzi al dettaglio e ai consumi personali per capire meglio la situazione congiunturale USA e creare un punto di vista proprio, senza affidarci totalmente ai guru della situazione.
A proposito di vendite al dettaglio, il dollaro canadese (Loonie in gergo) si è ripreso dopo il dato sulle vendite al dettaglio usciti ieri migliori del previsto. Il Loonie ieri ha ripreso fino a 150 pips contro il greenback, perché questi dati mostrano una diminuita sensibilità dell'economia canadese rispetto a quello che avviene nel paese a stelle e strisce.
Non cambia lo scenario tecnico di tutto il mercato dei cambi. L'attesa di un evento scatenante una variazione dei range, mantenuti oramai da alcune settimane, continua.
Così vediamo un eurodollaro che non sembra avere deciso cosa fare “da grande”. Per chi volesse fare trading in queste giornate i livelli da tenere in considerazione continuano ad essere 1.48 figura di supporto e 1.5050 come resistenza, anche se notiamo una tendenza del cambio a segnare dei massimi via via decrescenti: ieri per esempio il cambio è stato fermato da 1.50 figura. Questo, almeno a livello teorico, è un preludio ad una discesa…