Non c’è pace per il Ftse/Mib

Ancora una volta, dopo le parole di Draghi, i titoli quotati a Piazza Affari hanno subito l’ennesima batosta. L’indice FTSE/MIB è sceso del 4,64%, (salvo il rimbalzo di venerdì mattina) realizzando una performance negativa molto superiore a quella degli altri mercati europei. Nonostante fino a metà seduta i prezzi si mantenessero ampiamente al di sopra dell’importante livello 14.000 e fossero andate a buon fine le aste dei Bonos spagnoli, sono bastate le poche parole del governatore della Bce, per affossare le borse.

La delusione è stata grande in quanto gli operatori si aspettavano delle misure concrete per sostenere l’eurozona, in base a quanto annunciato in pompa magna la scorsa settimana. Invece niente, tutto confermato ma tutto ancora da decidere e concordare contro il manifesto ostruzionismo della Bundesbank.

La volatilità e i falsi segnali operativi intraday fanno capire quanto sia ancora molto delicata la situazione macroeconomica italiana, con uno spread Btp-Bund che rimane imbrigliato tra i 450-500 punti base (col rischio di superarli, come accaduto sempre venerdì mattina). E poco efficaci sembrano essere anche gli incontri bilaterali che Monti sta organizzando con gli altri leader europei per convincerli della bontà delle nuove politiche di bilancio adottate.

Tutte queste difficoltà sono ben evidenti nei grafici di borsa. A parte il fatto che l’indice italiano continua a mantenersi ampiamente al di sotto della trendline ribassista di lungo periodo disegnata a partire dal massimo dei 44.000 punti (crisi dell’estate 2007), è da sottolineare come negli anni successivi non si sia assistito ad alcun recupero consistente: non si è mai andati oltre quota 25.000, che corrisponde ad un modesto ritracciamento di Fibonacci pari al 38,2%.

, Se consideriamo un periodo più breve, ossia l’anno in corso, possiamo osservare che la situazione non cambia di molto. L’indice italiano rimane sotto una trendline ribassista tracciabile dai massimi dello scorso marzo, mentre da aprile ad oggi le quotazioni continuano ad oscillare all’interno di un ampio trading range compreso tra 12.300 e 15.000. A cui bisogna aggiungere che i massimi e minimi che si sono formati nel frattempo sono decrescenti, per cui le previsioni non sono per niente rosee.

Passando all’analisi delle ultime settimane, emerge con ancora maggior chiarezza la congestione in corso: i prezzi oscillano tra una importante resistenza posta in prossimità del livello 14.500 ed il minimo storico assoluto realizzato lo scorso 24/7 a quota 12.270. A nostro parere sono questi i livelli di breakout più convincenti per aprire, rispettivamente, posizioni long e short. Altrimenti, sarà possibile anticipare questi segnali, ma con prudenza, sulla rottura rialzista di 14.350 o sulla violazione ribassista del supporto di 12.900. Tra questi livelli, anche in considerazione dell’aumento della volatilità, l’operatività è riservata ai trader intraday.

Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

Scopri le nostre fonti: clicca sul logo per leggere tutti gli articoli dei provider e trova il tuo preferito


Cosa sta succedendo in Borsa

Nome Prezzo Var. % Ora
Ftse Mib 17.391,65 -0,66% 21 mag 17:05 CEST
Eurostoxx 50 2.821,65 -0,10% 21 mag 17:50 CEST
Ftse 100 6.803,87 +0,71% 21 mag 17:35 CEST
Dax 8.472,20 +0,19% 21 mag 17:45 CEST
Dow Jones 15.387,58 +0,34% 22:36 CEST
Nikkei 225 15.381,02 +0,13% 21 mag 08:28 CEST

Ultime notizie dai mercati