Proseguono in deciso calo gli indici statunitensi questo pomeriggio nonostante i dati macro migliori delle attese. Il Dow Jones Industrial Average perde l’1,2%, mentre il Nasdaq 100 (Nasdaq: ^NDX - notizie) fa segnare un -1,9% e l’S&P 500 (SNP: ^GSPC - notizie) un -1,55%. Chiusura in rosso in Europa con il Ftse 100 (Euronext: VFTSE.NX - notizie) di Londra che ha fatto segnare un -0,95%, mentre il Dax (Xetra: ^GDAXI - notizie) di Francoforte ha registrato un -1,85% e il Cac (Francoforte: 924169 - notizie) di Parigi a -2,25%. Forte accelerazione al ribasso nel pomeriggio dopo l’apertura delle borse Usa. Gli investitori non hanno tenuto conto dei dati migliori delle attese oltreoceano e continuano a monitorare la crisi in Europa. Il mercato non sembra aver apprezzato le parole del governatore della Banca (Santiago: BANCA.SN - notizie) centrale austriaca, Ewald Nowotny, il quale ha precisato che Efsf può essere utilizzato per acquistare titoli di Stato sul mercato secondario e che la Bce non ha intenzione di proseguire con il programma di acquisto bond sovrani. Pesanti anche i commenti del cancelliere tedesco, Angela Merkel, la quale ha fatto sapere che gli Eurobond sono controproducenti e che deve essere fatto qualcosa in più per la supervisione. La nostra sensazione è che i mercati vogliono mettere pressione al summit affinché ci sia qualcosa di concreto, che potrebbe non arrivare.
Italia: importante tenere i 13.000 punti A Piazza Affari il Ftse Mib (Milano: FTSEMIB.MI - notizie) crolla del 4% a 13.123 punti. È importante a nostro avviso che l’indice riesca a tenere i 13.000 punti per evitare un ritorno sui minimi di 12.500 punti. Il mercato è in preda a vendite diffuse. Bruciano il terreno recuperato la scorsa settimana tutti i bancari senza eccezioni. Banca Popolare di Milano (Milano: PMI.MI - notizie) e Unicredit (MDD: UCG.MDD - notizie) perdono oltre l’8%. Perdite superiori al 6% per Intesa SanPaolo (Dusseldorf: 575913.DU - notizie) , Monte dei Paschi (Milano: BMPS.MI - notizie) e Mediobanca (Xetra: 851715 - notizie) . Male anche Fiat (Milano: F.MI - notizie) e Finmeccanica (EUREX: FMNG.EX - notizie) che cedono rispettivamente il 4 e il 5,8%.
, Valute: BoJ potrebbe intervenire per frenare apprezzamento yen Tra le valute, prosegue particolarmente debole l’euro/usd a 1,2480 questo pomeriggio dopo i recenti commenti arrivati dalla Germania. La moneta unica sembra subire le pressioni in vista del Consiglio europeo del prossimo giovedì. In ogni caso il supporto importante transita per 1,2440 e successivamente a 1,23. Continua la forza dello yen contro le principali valute in scia all’avversione al rischio tra gli operatori. Se la situazione dovesse peggiorare è ipotizzabile un ritorno sui minimi di inizio mese che potrebbe spingere la Banca centrale nipponica ad intervenire per frenare questo andamento.
Macro: dati migliori delle attese non aiuteranno Pil 2° trimestre Sul fronte macro, migliori delle attese i dati Usa odierni. La vendita di nuove abitazioni a maggio ha registrato un rialzo del 7,6%, a un tasso annualizzato di 369.000 unità dalle 343.000 di aprile. Positivo anche lo stock in giacenza, in calo a 4,7 mesi a questi livelli di vendite. Si tratta del valore più basso dal 2005. Ben oltre le attese l’indice manifatturiero della Fed di Dallas, salito a giugno a 5,8 punti dai -5,1 di maggio. Rialzi diffusi per tutti le sottovoci. Non riteniamo che questi dati possano in qualche modo inficiare questo la crescita debole del 2° trimestre, che potrebbe attestarsi intorno all’1,5%-2%.
Titoli di Stato: criticità in vista aste Italia Sul fronte governativo, brusca accelerazione del rendimento del Btp a 10 anni, che sale al 6% con lo spread Btp-Bund a 450 punti base, dai 428 di questa mattina. Non è proprio lo scenario migliore in vista della tre giorni di aste che il nostro Paese si appresta ad affrontare. Tra Ctz, Bot e Btp, ci aspettiamo che la domanda minore potrebbe essere riscontrata proprio su quest’ultimi per via della concomitanza con il Consiglio europeo e che viene dopo due giorni di emissioni massicce emissioni in tutta Europa. Questo peserà sulla domanda e di conseguenza sui rendimenti. Da ricordare che la scadenza di 9,9 miliardi di euro venerdì fa si che l’emissione netta si attesta a 10 miliardi, che potrebbero risultare troppi in questo scenario di crisi.
, Commodity (Euronext: COMIN.NX - notizie) : Brent a 90 dollari/barile Tra le commodity, stabile l’oro in area 1.573 dollari/oncia, mentre il petrolio amplia le perdite con il Brent a 90,50 dollari/barile.
VINCENZO LONGO Market Strategist of IG Markets Italy Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online


















