Nuovo logo per il Viminale copiato?

Dopo un anno di attesa arriva il nuovo logo del ministero dell'Interno. Ma sul web impazza la polemica perchè l'opera sembra un plagio del marchio dell'esposizione anglo-francese French Property Exhibition, realizzato dal designer inglese Roy Smith nel 2008. Ad essere accusata di plagio è la società vincitrice del concorso, la Inarea Strategic Design.

Un concorso per il nuovo logo del Viminale
Il nuovo logo, risultato di un regolare concorso bandito dall'amministrazione nel luglio 2010, è stato presentato l'11 luglio in occasione dell'evento "Cento anni di Viminale".
Sono stati oltre cento i concorrenti, fra architetti, grafici, web designer e creativi, che hanno preso parte alla competizione cercando di realizzare una grafica capace di rappresentare e trasmettere in modo immediato, omogeneo e riconoscibile l'identità del ministero dell'Interno. Il nuovo logo avrebbe dovuto rappresentare un punto di riferimento per i cittadini in tema di sicurezza, di garanzia delle libertà civili e dei diritti democratici, di soccorso alla popolazione nelle emergenze, di raccordo tra governo centrale e autonomie locali, di politiche che regolano l'immigrazione.

Il vincitore
Accusata di plagio è Inarea, Identity and Design Network, una rete internazionale e indipendente di designer, architetti, strategist e consultant, che tra i propri clienti annovera aziende del calibro di Acea, Alenia, Città di Roma, Comune di Milano, Cisl, Confindustria, Finmeccanica, Ferrovie per lo Stato, Equitalia, Pirelli, Telecom, Triumph. La società si è aggiudicata il primo posto e con esso i 3mila euro del concorso, riuscendo a scavalcare tutte le altre proposte presentate. La figura vincitrice è una particolare bandiera italiana che diviene una sorta di porta aperta. La commissione, composta da un esperto di comunicazione e da un architetto entrambi del Ministero, ha giudicato l'opera come il risultato più originale, interessante e coerente con la mission istituzionale dell'amministrazione.

La Rete svela il plagio
Il web non ha impiegato molto a scoprire le forti somiglianze tra i due simboli e ha iniziato a ironizzarci sopra, creando altri loghi parodia. Per fugare ogni dubbio su draft.it, il sito Internet che ha scoperto l'imbarazzante plagio e da cui è poi partita una segnalazione a catena, è stata fatta una sovrapposizione dei due disegni, quello italiano e quello francese. Combaciano perfettamente, l'unica variazione è il carattere usato.

La replica
Nell'intento della società vincitrice il nuovo logo avrebbe dovuto comunicare una maggior apertura e vicinanza ai cittadini, attraverso la semplicità e la chiarezza. Il tricolore, in particolare, avrebbe dovuto rappresentare una porta aperta che invita alla relazione e allo scambio e dichiara un impegno al servizio della comunità. Inoltre, il simbolo intendeva valorizzare le parole chiave che l'attuale amministrazione ha messo al centro della sua filosofia e del suo agire. La società, dal canto suo, non tenta difese, ammettendo che il logo è identico a quello realizzato da Smith. Pur rivendicando i suoi 30 anni di storia e i quasi 400 marchi attivi alle spalle. In particolare, la società difende l'autore del logo, il proprio direttore creativo con i suoi 25 anni di esperienza e competenza. Insomma, la società sostiene che le verifiche non hanno permesso di controllare la preesistenza del marchio francese e di essere arrivati autonomamente allo stesso risultato. Anche se la somiglianza è in effetti da Guinness dei primati.

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