Forte rialzo per il petrolio nell’ultima ottava in scia con l’andamento dei mercati azionari e con il deprezzamento del biglietto verde. A gettare ulteriore benzina sul fuoco sono state le minute del Fomc rilasciate ieri sera che hanno alimentato le speranze di una nuova immissione di liquidità. Sul fronte dell’offerta, le scorte di greggio in Usa la scorsa settimana sono scese inaspettatamente di 5,4 milioni di barili, con la capacità di raffinazione al 91,2%, ai minimi da inizio giugno. Da rilevare che il recupero del petrolio non è in linea con l’attuale scenario di rallentamento globale e questo potrebbe soffocare sul nascere eventuali segnali di ripresa. Tale discordanza dipende dal fatto che il petrolio sta diventando sempre meno dipendente dai fondamentali e viene utilizzato in ottica di trading da parte degli operatori. Il Wti scambia a 97,50 dollari/barile, dopo aver toccato nella notte i massimi da inizio maggio a 98,30 dollari. La resistenza più vicina transita per 98,50 dollari e successivamente a 100 e 102,40 dollari/barile. I supporti da monitorare transitano per 96 dollari e più in basso a 95 dollari (dove transita la media mobile a 200 giorni). Vincenzo Longo Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online
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