Nel corso delle ultime settimane l’andamento dell’indice FTSE/MIB ha decisamente frenato la propria corsa. In fondo, c’era da aspettarselo dopo questo rally ininterrotto cominciato ad inizio anno e sviluppatosi molto velocemente senza alcun ritracciamento o fisiologico movimento di swing. Dopo il superamento delle principali resistenze poste a 15.695, 16.175 e 16.580, il mercato italiano ha realizzato un massimo relativo a 16.860 per poi perdere progressivamente forza fino a ritracciare in area 16.200/16.300. Ovviamente non si tratta di una inversione del trend rialzista di medio periodo, ma sicuramente una pausa di riflessione dei mercati a cui potrebbe seguire un movimento di congestione/accumulazione per cercare nuovamente l’assalto all’importantissima soglia psicologica di 17.000. Oltre questo livello, infatti, è atteso un movimento esplosivo al rialzo piuttosto consistente. Come detto, nel frattempo, l’indice italiano potrebbe muoversi lateralmente,probabilmente generando qualche falso segnale incrociando la propria media mobile a 25.
A sostegno di questa tesi, si sottolinea che la situazione macroeconomica di fondo rimane problematica nonostante l’accordo raggiunto con la Grecia, in quanto anche lo spread Btp-Bund rimane sempre in prossimità dei 350/400 punti base. Inoltre, c’è da considerare che anche i mercati americani si trovano posizionati sui propri massimi relativi, per cui non ci sarebbe da stupirsi di un loro eventuale ritracciamento nel breve termine. Infine, da lunedì 27 febbraio i trader privati potranno riprendere a shortare i titoli finanziari della nostra Borsa e, di conseguenza, gli istituzionali potrebbero valutare l’opportunità di fare acquisti per ricoprire le proprie posizioni ribassiste: in sostanza, potremmo assistere ad uno scontro molto acceso tra compratore venditori con un forte aumento della volatilità.
, Passando all’analisi di breve termine su un grafico orario, emerge con tutta evidenza la congestione in corso nelle ultime due settimane, compresa fra i livelli 16.260 e 16.860, con la media mobile a 25 già superata più volte sia al ribasso che al rialzo, ma senza alcun movimento direzionale. Si conferma che il superamento di 16.860 porterà sicuramente i prezzi oltre la soglia dei 17.000, mentre molto più problematica potrebbe essere la discesa dei prezzi sotto quota 16.200: in questo caso, infatti, la configurazione grafica dominante risulterebbe essere quella del doppio massimo (area 16.800) e il breakout ribassista avrebbe come obiettivo tecnico il livello 15.650.
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