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ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Perché si vuole abolire il valore legale della laurea?

    L’abolizione del valore legale della laurea non è finito per un soffio nel pacchetto semplificazioni approvato venerdì 27 gennaio dal governo. La volontà del presidente del Consiglio, Mario Monti, e del ministro della Pubblica istruzione, Francesco Profumo, non è bastata: l’opposizione di alcuni ministri, tra i quali Anna Maria Cancellieri (Interno) e Paola Severino (Giustizia), hanno fatto pendere l’ago della bilancia verso un rinvio. Ma ormai la questione è sul tavolo e la consultazione pubblica lanciata dall’esecutivo fa pensare che alla fine una decisione in un senso o nell’altra dovrà essere presa.

    L’argomento, in effetti, è di quelli che non possono essere semplificati con troppa facilità e il dibattito in corso vede ragioni importanti in entrambi gli schieramenti. In generale, tra i Paesi occidentali solo quelli anglosassoni, Stati Uniti e Gran Bretagna, hanno abolito il valore legale della laurea. Negli altri Stati europei, invece, funziona pressappoco come da noi. Ma che cosa cambierebbe, concretamente, per chi si è già laureato? E perché la questione è entrata così presto nell’agenda del governo Monti?

    Nel caso di abolizione, i cambiamenti si farebbero sentire soprattutto in materia di concorsi pubblici. Al momento laurearsi in una università molto dura e di ottimo livello, o farlo in una di qualità scadente, non fa alcuna differenza per lo Stato. E la proposta del governo voleva intervenire proprio su questo punto, dando almeno un peso diverso a ciascun ateneo, in base alla valutazione dell’Agenzia per la valutazione delle università.

    Tra le proposte sul piatto, inoltre, c’è quella di abolire la differenza tra la laurea breve, quella della durata di tre anni, e la laurea magistrale, che richiede altri due anni di studio. Mentre si vorrebbe dare un peso maggiore a master, corsi di specializzazione, esperienze di lavoro.

    Una novità di questo genere, naturalmente, richiederebbe la soluzione diversi problemi. Primo tra tutti, quello dell’attenzione a garantire pari opportunità d’accesso. È facile prevedere, infatti, che le migliori università saranno anche quelle più costose per le tasche degli studenti. Per cui dovrebbero essere studiati meccanismi che prevedano, per esempio, borse di studio o altri tipi di agevolazioni per i più meritevoli.

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    • Jolanda  •  3 mesi fa
      Quando lego e sento certe cose, mi chiedo sempre che senso hanno certe leggi? Purtroppo mi rendo conto come sia sempre più demotivante proseguire i studi universitari, non solo non creanno strutture per il lavoro e non si interessano come impiegare le tante risorse di laureati, ma ciò che gli preocuopa è quello di togliere il Valore legale, beh io non so chi si voglia favorire con i concorsi pubblici, ma di certo i laureati sono sempre più sacrificati. Mi si paragona, anzi è superiore un Master ad una laurea, beh mi rendo conto che studiare è duro e questa gente mi sa tanto che di studio ne capisce davvero poco..
    • marco  •  3 mesi fa
      se la laurea nn desse punteggi e soprattutto il voto finale ciò comporterebbe che i poveri tornerebbero a lavorare a 19 anni e vogliamo scommettere che I SIGNORI SI RIMETTEREBBERO AL PIU' PRESTO IL VALORE LEGALE PER ESSER GLI UNICI A POTER DIVENTARE CLASSE DIRIGENTE? Ai tempi di Einaudi era proprio cosi' e per quello lui voleva toglierlo! Restiamo nel futuro non siamo USA e Inghilterra.
      • marco 3 mesi fa
        cit carera il motivo è semplice: così potranno dare le dirigenze statali ai parenti con la terza media presa con le 150 ore, i concorsi è facile truccarli, molto più di una laurea!
    • emi  •  3 mesi fa
      PRIMA DI TOGLIERE IL LAVORE LEGALE ALLA LAUREA, AMMESSO CHE ABBIA ANCORA UN MINIMO DI VALORE, OCCORRE PRIMA RIFORMARE LE UNIVERSITA' E ABOLIRE IL NEPOTISMO: SPAZZIAMO VIA TUTTI I FIGLI, NIPOTI, PRONIPOTI E PARENTI DI OGNI GRADO DEI PROFESSORONI E METTIAMO DENTRO GENTE CHE VALE DAVVERO. POI INIZIAMO A PAGARE I LAUREATI PER QUANTO MERITANO E NON 700 - 800 €/MESE, LIBERIAMOLI DALLA IGNOMINIA DEI CALL-CENTER E RESTITUIAMOLI ALLA LORO PROFESSIONALITA'. IN ULTIMO, NON PARAGONIAMO I LAUREATI ITALIANI A QUELLI AMERICANI: DA NOI GRAZIE AL CIELO SI FANNO ESAMI SERI E NON RIDICOLI QUIZ....
      • Giuseppe 3 mesi fa
        Ciao,

        non tutti i laureati italiani sono 'laureati seri'.
        Viviamo (velonti o nolenti) in un mondo globalizzato. Se i 'laureati seri' si ritrovano nel call center (che tra parentesi si stanno spostando in Albania) è perché una laurea in sociologia con conoscenze 0 di lingue straniere nel mondo del lavoro reale (quello privato) non vale un acca! Il rapporto qualità/prezzo è meglio cercarlo in Albania dove parlano italiano come in Sardegna (senza offesa per i sardi - io mangio grazie alla Sardegna, solo per il fatto che un anno fa tutti i call center erano in Sardegna - ma con merito agli albanesi).

        Se uno si laurea in ingegneria o fisica e ha le palle di spostarsi dove c'è il lavoro, il lavoro lo trova. Se vuoi laurearti in "bilie e teoria del tiro con il giro a destra sulla spiaggia" alla prestigiuosa università di Bientina Alta e non ti vuoi spostare di 5km da casa.... finisci al call center.

        Son d'accordo con te sul togliere i "baronati". Io sarei più drastico: vietato fare il mestiere del proprio padre per legge (siamo 3 fratelli, nessuno fa il mestiere del padre) - anche per gli imprenditori!

        Ma questo è un passo per aiutare 'chi sa', rispetto a 'chi conosce'.
        Se anche nel pubblico la 'conoscenza' inizierà a contare più di un 'pezzo di carta qualsiasi' allora la gente sarà spinta a cercare la 'conoscenza' (e andare in tasca alle università di livello più infimo dove - anche se presente nelle università 'rispettabili' - il baronato è più visibile).

        ps. te lo dice un non-laureato che prende gli stessi soldi della collega laureata che si è spostata di 800km da casa.
        pps. entrambi parliamo ottimamente 2 lingue straniere + 1 a livello decente.
        ppps. mia mamma mi chiede perché non mi sbatto a cercare un posto di lavoro a casa (visto che nel mio ambiente esistono società come la mia anche a casa mia)... sarà perché oggi un partner ceco dei più grandi a casa mia mi ha chiesto 'stanno fallendo o cosa?'... menomale mi faccio 210km tutti i weekend :)
    • andrea  •  3 mesi fa
      In bocconi gli esami di diritto si fanno su questionari a crocette con programmi diluiti nel tempo. In statale invece lo studente deve studiare e gestire in un unico esame orale tomi da centinaia di pagine.
      Però in Italia e all'estero la Bocconi è più rinomata e stimata. Questo accade perché la Bocconi promuove sè stessa ed ha un ufficio marketing.
      Dunque la mia laurea statale conquistata in corso e con voto superiore a 100 con sacrificio posso buttarla nel cesso.
      Guarda caso, master e corsi post unievrsitari a chi giovano nel mercato dell'istruzione?
      • Gisella Pozzi 3 mesi fa
        solita cavolata... fatti vari esami di diritto in bocconi e sono tutti orali.
      • Gisella Pozzi 3 mesi fa
        ah e privato si fa sul torrente esattamente come giurisprudenza in statale. Non sopporto chi parla per parlare
      • Nicola Mario 3 mesi fa
        si parla in generale .... ed è vero gli esami sulla base di quiz!!!
    • GRIFO 146  •  3 mesi fa
      A mio modesto parere, e per esperienza maturata, la sede Universitaria, così coem il voto finale servono uncamente come biglietto da visita, ma se un'azienda è seria va ben oltre a questo e valuta ciò che realmente uno sa fare e non che voto ha meritato. Per quanto riguarda il pubblico impiego dovrebbe essere analogo, ovvero nei concorsi diminuire il punteggio dei titoli, dei curriculum, ma aumentare i punteggi degli esami, magari facendoli in modo più serio e completo. Ovvio che a questo si deve aggiungere un periodo di prova svolto seriamente, in cui i lvincitore di concorso sia veramente valutato e messo alla prova per verificare competenze e capacità, ed eventualmente proseguire con chi segue in graduatoria.
      Il resto è solo demoagogia.
    • italiano  •  3 mesi fa
      Ricordiamoci che MONTI è quello che ha detto che il posto fisso è un male per i giovani è che devono essere in grado di cambiare lavoro in fretta. Ma lui la poltrona se la tiene ben stretta e ha fatto assumere la sua moglie e i suoi figli. Lui è furbo nio siamo str....onzi. Governo di tecnici??????? Forse è Più capace mia nonna a fare leggi salva ITALIA che ha 93 anni
    • Edoardo Maria  •  3 mesi fa
      Sono solo delle teste di #$%$ vogliono ridurci a un popolo di imbecilli
    • Vinz  •  3 mesi fa
      le conseguenze di questo sarebbero la creazione di università di classe A e di classe B ovviamente. Ovviamente, sapendo come funzionano queste cose in italia, l'università che paga la mazzetta risulterebbe di valore superiore in classifica rispetto ad altre.

      Che vergogna essere italiani :(
    • Ernesto  •  3 mesi fa
      un altro modo per favorire le caste e tagliare il ''popolino'' fuori dalla vita del paese!
      vergogna!!!!
      perchè non pensate ad annullare i fondi agli istituti scolastici privati e li rigirate a quelli pubblici? così si che ci saranno veri incentivi di crescita!

      siamo stanchi delle caste, vogliamo giustizia e onestà!
    • marco  •  3 mesi fa
      il 110 conferisce 10 punti? il 90 solo 8? A ogni corso BASTA DARE UN COEFFICIENTE DI AFFIDABILITA' fermo restando che siamo tutti "dottori". il coefficiente a Pisa è il massimo e cioè 2? un 110 a pisa avrà 10x2=20 come punteggio di base. Il 90 a Pisa 8x2=16 il 110 nell'università delle banane a coefficiente 0.8 avrà 10x0,8= 8 punti. IL VALORE RESTA E QUESTE SONO LE CONCLUSIONI DELL'INDAGINE CONOSCITIVA: http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=8652
    • marco  •  3 mesi fa
      http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=8652 "L'abolizione rischierebbe di non avere molto senso; si tratterebbe di importare uno degli aspetti di un modello liberale, dove l’autonomia universitaria ed il coinvolgimento del privato nell’istruzione hanno raggiunto piena realizzazione e maturità attraverso la delicata esperienza di decenni di sviluppo"....SEMBRANO LE MIE PAROLE ED INVECE è IL MINISTERO! Quante volte avevo detto che prima si fanno le fondamenta e poi il tetto????Che senno' si fa come Silvio che importò uno pseudoliberismo in un paese stracolmo di corporazioni e destinato al fallimento?
    • FabioP  •  3 mesi fa
      In linea di principio è giusto perché credo che chiunque ha avuto la possibilità di frequentare diverse università si è accorto della disomogeneità di preparazione che si riesce ad ottenere pur conseguendo lo stesso titolo di studio.
      Nel mio caso la differenza che ho trovato nel cambiare da un ateneo piccolo ad uno più rinomato, è stata la maggior qualità sia dei professori che delle dotazioni di laboratorio.
      Il problema si pone solo perché, in effetti, in molti casi le famiglie con meno possibilità economiche si troverebbero svantaggiate non tanto per i costi delle rette universitarie, ma proprio per il fatto di mandare i figli a studiare lontano da casa (affitto, viaggi, ecc...)
      Secondo me qualcosa va fatto, ma bisognerebbe cercare di garantire a tutti la possibilità di studiare nelle facoltà migliori
      • Boris 3 mesi fa
        ohhh un commento intelligente!!bravo!direi che le borse di studio sarebbero la soluzione tra l'altro sarebbe in linea con il discorso della meritrocazia ma tu lo sai in Italia si parla sempre e solo di diritti e mai di doveri ciao
    • Mau  •  3 mesi fa
      Effettivamente non tutti gli atenei sono uguali, purtroppo non si possono mettere sullo stesso piano lauree buone e lauree comprate, ma quello che è più tragico nel nostro paese sono poi gli esami per l'abilitazione all'esercizio della professione. Qui ricompare il problema delle raccomandazioni dei privilegi dei figli dei figli, e se uno non ha padrini deve sudare 7 camicie per essere abilitato ad esercitare. Un altro modo delle lobbi di tenere fuori dalla porta tutti quei bravi ragazzi studiosi che sono figli di gente comune e che mediamente dovranno provare e riprovare per essere abilitati..........un esame all'anno per l'abilitazione di avvocato. Ma a cosa serve l'università, perchè si spendono energie e tanti soldi per trovarsi dopo tanti anni di fatiche ed avere superato tutti gli esami a dover rimettersi a studiare per poter lavoraresapendo che il sistema studia tutti i modi per tenerti fuori dai ruoli . E' una vergogna ........!!!!!!!!
    • comune uomo della strada  •  3 mesi fa
      .............
      Nella Forze Armate serie dei Paesi forti, la valutazione della "validita", o "del NON capire un c." degli Uffiali dell'Esercito Nemico, e' molto semplice: si ascoltano i soldati alle dipendenze di quell'Ufficiale dell'esercito nemico: Se i soldati giudicano - cosi' come si farebbe confidenzialmente nel quotidiano - che il tale Ufficiale NON CAPISCE UN C., state sicuri: quell'Ufficiale e' una testa di c...di Ufficiale.
      ...
      E il nemico si regola.
      ..........
      ........
      Si potrebbe introdurre questo concetto, nelle valutazioni del personale di carriera di ogni branca della Pubblica Amminisrazione , ANCHE questo elemento di valutazione 'a posteriori della vincita del Concrso'. NATURALMENTE andrebbe anche introdotta ´la possibilita' di licenziamnto`.
      .................
      Sai che falcidia di Impiegati nella Pubblica Amministrazione!
      (Soprattutto di Alto Rango, ma non solo).
      .............
      Ma questi sono SOGNI.
      I RACCOMANDATI - i "figli d'arte", ovvero i figli di VIP (Very Important Persons) dei Potenti di Stato - vincerano SEMPRE il 'Posto in Alto' nella carriera dello Stato.
      Questo In Italia, come in Africa, come in Cina, eccecc...
      .................
      .............
      Ha scritto qualcuno (riporto col copia/incolla)
      """""""""""
      """1- il mio bisnonno era un contadino, mio nonno un pastore, mio padre un artigiano, io un impiegato pubblico.... quante possibilità ha mio figlio di diventare un magistrato?

      2- il bisnonno di de magistris era un magistrato, il nonno pure, il padre pure, lui stesso pure... quante possibilità ha il figlio di de magistris di diventare un pastore e non un magistrato?"""
      .................
      .................
      La 'forza' della tradizione...la forza della continuita'...
      ..................
      RINUNCIA PER ORA MONTI!
      Ci sono cose sarie da realizzare. Ai sogni ci pensano LE CHIACCHIERE della Sinistra che regge le proprie poltrone sui sogni appunto...
      ---------------------

      ...................
    • kitty  •  3 mesi fa
      secondo me una persona che ha la voglia di studiare studia ovunque...non cè bisogno di andare a Roma oppure in altra grande citta...poi essere bravo in qualsiasi universita...se hai la voglia di studiare..OVVIAMENTE!!!!!!!!!!!
      • Light_blue 3 mesi fa
        Non è questo il punto... Il problema è che ci sono differenze tra le varie università, anche tra quelle italiane. Alcune sono fuffa, con esami ridicoli che anche uno scimpanzé potrebbe superare (di solito sono quelle private, dove entrano tanti soldini); altre sono impegnative. Un laureato con 110 in un'università fuffa avrebbe quindi lo stesso valore di un laureato con 110 in un'università valida ed impegnativa... Solo che il primo ha faticato poco, il secondo invece ha sudato molto per ottenere il suo obiettivo...
    • sciur Carera  •  3 mesi fa
      il motivo è semplice: così potranno dare le dirigenze statali ai parenti con la terza media presa con le 150 ore, i concorsi è facile truccarli, molto più di una laurea!
    • Un utente Yahoo!  •  3 mesi fa
      anzicchè trovare una semplificazione al riconoscimento in Italia di titoli accademici conseguiti all'estero si pensa addirittura ad abolire il valore legale di lauree italiane! COSE DA MATTI!
    • sergio  •  3 mesi fa
      perfetto con questo bel trucchetto chi non si potrà permettere di andare alla bocconi o alla cattolica e spendere decine di migliaia di euro l'anno, pur avendo le qualità giuste sarà scartato subito dai concorsi pubblici...è un altro modo per dare il posto di lavoro a qualche parente di qualche politico come succede ora con i concorsi truccati (VEDI CONCORSI DI MAGISTRATURA) e poi...chi le farà le classifiche delle migliori università??...ho il presentimento che i soliti atenei privati (che foraggeranno i soliti politici) balzeranno in testa nelle classifiche scavalcando le università pubbliche, anche se queste ultime nelle classifiche internazionali occupano posizioni di tutto rispetto.
      in fine, lo sanno tutti che non è il punteggio o l'università in cui ci si laurea che fanno un buon professionista sul posto di lavoro; si possono spendere migliaia e migliaia di euro in lauree in università private o laurearsi con 110 e lode, ma se non si ha la voglia di applicarsi, la continua voglia di migliorare, il continuo stimolo di imparare cose nuove, e la passione per il proprio lavoro anche la laurea da 110 presa nella migliore università del mondo varrà carta straccia.
    • maffy  •  3 mesi fa
      Per il "BUON SENSO" mi spiace per tutte le grandi menti governanti abbiano "0", su questo punto formerei un'università appropriata, dove si, il punteggeio escluda a priori l'ingresso nel mondo del lavoro, sopratutto nelle aree dirigenti! Internet ha una "memoria" infinita, forse un giorno si arriverà a fare dei collegamenti neuronali e con un click potrebbe rendere una persona colta in una gionata, ma se poi non si applica il buon senso Umano, a cosa serve???
    • apple  •  3 mesi fa
      ma stiamo scherzando??? dopo ke mi sono fatta 1 c**o così x studiare e laurearmi devo leggere qst scempio? allora a ke pro l'università? e poi cosa x'qst differenza tra le lauree?... come si fa a dire precedenza a master etc + università elitarie?! mica tt abbiamo il portafogli a organetto!!!!!!! qnt ad esperienze di lavoro...beh ci vuole proprio coraggio a scrivere qst cose, visto ek è 1 cerchio infinito ( nn ti accettano x' nn hai esperienza,MA se nn lavori come caz** te la fai l'esperienza?????!!!!!)......e qst è l'italia signori miei!!!!!