Spread, Btp, Bund e subprime. E poi ancora, rating, deficit e pareggio di bilancio. Gli italiani, tutti - anche chi non risparmia - ormai da diverso tempo hanno imparato a fare i conti con i termini finanziari che fino a poco tempo fa erano appannaggio solo dei più esperti.
La crisi economica globale più forte degli ultimi 80 anni ci costringe a misurarci con indicatori le cui caratteristiche più profonde restano in buona parte ancora da comprendere a pieno. Non solo per la loro complessità, ma anche perché si muovono spinti non solo dai fondamentali economici, ma anche da aspetti emozionali e seguono le decisioni delle macchine (i sistemi noti come high frequency trading muovono migliaia di miliardi di dollari in pochi attimi), concepite per provare a generare profitti di brevissimo periodo. Oltre al fatto che la finanzia ha assunto ormai dimensioni tali (il giro d’affari del settore vale 100 volte o più il Pil mondiale, cioè la ricchezza prodotta ogni anno in tutti i Paesi del globo) da ingabbiare le dinamiche dell’economia reale.
Se i mercati vanno male, ne risentono i conti delle aziende, così come le dinamiche occupazionali, i risparmi delle famiglie e le possibilità di finanziamento dei privati e degli Stati. Con questi ultimi chiamati a porre rimedio attraverso aumenti di tasse e tagli ai servizi (compressi quelli un tempo definiti “essenziali”), in una spirale perversa che diventa difficile arrestare.
Per questo abbiamo pensato a questa guida che aiuta a conoscere quanto accade accanto a noi, per poi assumere scelte di investimento quanto più possibile consapevoli.
Le macchine sono diventate i principali operatori di Borsa. In particolare quelle basate su “high frequency trading” …

