Continuano i timori della Germania per il richio inflazione. Come riporta il quotidiano tedesco Bild, il nuovo piano della Bce presentato da Mario Draghi sull'acquisto illimitato di titoli sovrani dei paesi a rischio default da parte dell'Eurotower sarà anche piaciuto ai mercati, ma non di certo al presidente della Bundesbank, la banca centrale tedesca. Con il suo presidente, Jens Weidmann, che continua a scagliarsi contro il piano, definendolo una "droga" data ad un tossicodipendente, e ieri addirittura parlando di "tentazioni del diavolo", affidandosi ai versi di Goethe. Paragonando il piano di Draghi a quello di Mefistofele quando nel "Faust" convince l'imperatore del Sacro Romano Impero a risolvere una crisi economica stampando altre banconote, agganciate all’oro di cui l'Impero in realtà non dispone. Una mossa inizialmente efficace che successivamente porterà l'Impero verso una spirale inflazionistica.
Uno scenario che la Germania teme dai tempi della Repubblica di Weimar e con la quale è stata costretta a fare i conti in seguito alla Seconda Guerra Mondiale. Un rischio che diventa sempre più certo, secondo gli esperti tedeschi, che prevedono un boom inflazionistico a lungo raggio.
Timori o meno, al momento l'"effetto Draghi" sui rendimenti di titoli di Stato spagnoli e italiani ha dato i suoi frutti, così come per lo spread: nella giornata di ieri è sceso fino a 330 punti base. Un ottimo feedback, se si guardano i differenziali dei mesi precedenti, quando lo spread aveva superato quota 500.
Un entusiasmo dilagante che arriva anche oltreoceano: il nuovo piano della Federal Reserve approvato lo 13 settembre e presentato dal Governatore Ben Bernanke QE3 prevede nuova liquidità e un nuovo programma di acquisti di bond pensato per incentivare l’economia statunitense, facendo particolare riferimento al settore immobiliare e al mercato del lavoro.
Un piano che mette la FED nelle condizioni però di accettare un aumento dell'inflazione: 40 miliardi di dollari al mese in titoli obbligazionari ipotecari, senza alcun limite di durata temporale, fino a quando il mercato occupazionale non si sarà risollevato. Una mossa che, se l'inflazione non dovesse decelerare, porterebbe l'attenzione verso titoli lunghi, specie quelli legati all'inflazione, e a investire nuovamente nell'oro.
Tornando in Europa, in una recente intervista Benoit Couere, membro del Comitato esecutivo della Bce, ha voluto rassicurare gli animi dei mercati. Ribadendo che gli acquisti di bond della Bce tramite l'Omt non costituiranno "una forma di monetizzazione del debito dei governi, né faranno salire l'inflazione". Anzi, il nuovo piano permetterà "alla politica monetaria di riguadagnare il suo ruolo preminente nel determinare le condizioni del credito e l'inflazione", sostenendo un miglioramento delle politiche fiscali. Ma l'agenzia di rating Fitch si augura, suggerendolo anche all'Eurotower, che il piano sia sì di sostegno e non di "sostituzione" all'accesso ai mercati.
Segnali dalla crisi globale: l'economia indiana torna a correreNew Delhi (TMNews) - Una crescita più veloce rispetto alle previsioni. L'economia indiana ha riservato una piacevole sorpresa agli analisti internazionali: il Pil del colosso asiatico ha infatti segnato, nel terzo trimestre 2012, un +5,5%, dato più alto del +5,2% atteso. Un dato che, pur a fronte di perduranti problematiche, potrebbe rappresentare un segnale importante per l'economia globale, che paventava una frenata più drastica della locomotiva indiana. Le cui performance, secondo gli economisti locali, restano comunque ancora al di sotto delle potenzialità a causa della mancanza di riforme e agenda economica, nonché della corruzione. Tra i fattori positivi gli esperti indicano il taglio dei tassi d'interesse da parte della Banca centrale indiana, il primo in tre anni, che ha portato il costo del denaro all'8%. L'inflazione però rimane elevata e il ritardo dei monsoni mette in pericolo il settore agricolo. Nonostante i problemi, comunque, l'India prova a ripartire. La sfida è mantenere questo trend positivo anche per i prossimi mesi, cosa al momento tutt'altro che scontata, ma che qualcosa si muova in uno dei Paesi chiave per lo scenario economico globale è comunque una buona notizia e forse un segnale che la fine della grande crisi potrebbe non essere troppo lontana.









