Ultime novità dalla spending review del governo Monti. Si prevede infatti che il rapporto "Analisi e raccomandazioni sul tema di contributi pubblici alle imprese", meglio conosciuto come Piano Giavazzi - dal nome dell'autore Francesco Giavazzi, super consulente incaricato dal Consiglio dei ministri - sarà trasformato subito dopo la pausa estiva in norme previste nella terza fase della spending review.
In cosa consiste il piano Giavazzi? Principalmente in tagli. Pesanti tagli a tutti quegli incentivi che non creano investimenti aggiuntivi, in modo da indirizzare queste nuove risorse per la riduzione del cuneo fiscale. Dieci miliardi di euro di incentivi in meno in un anno per rilanciare il Pil. "Solo una riduzione della spesa per finanziare una corrispondente diminuzione della pressione fiscale favorisce la crescita", sostiene Giavazzi. Esclusi dai tagli saranno gli incentivi finanziabili con fondi europei, utilizzati per compensare l'adempimento di obblighi di servizio pubblico, come la sanità, i trasporti, l'istruzione e la ricerca, l'assistenza sociale. Salvi anche gli incentivi per progetti di comune interesse europeo e per la promozione del patrimonio artistico, paesaggistico e ambientale.
Dentro invece tutto il resto: contributi in conto interessi, aiuti per emittenti locali, per l’agricoltura, crediti di imposta, Far (relativo alla ricerca scientifica e tecnologica), bonus occupazionale, fondo finanza d’impresa, incentivi assicurativi e aeronautica.
Per "salvarsi" dalla scure, un modo c'è: la condizione, per l'impresa, è dimostrare l'effetto addizionale di quegli incentivi sulla sua attività. In questo modo, l'aiuto risulta essere necessario, oltre ad avere "effetti economici positivi e desiderabili per la società nel suo complesso", si legge nel rapporto. Il salvataggio non è però definitivo: può infatti avvenire il taglio o la sospensione se, ex post, l'amministrazione concedente valuta che l'efficacia sia stata inferiore agli obiettivi. Non si escludono inoltre tagli agli incentivi delle amministrazioni locali, in base al comma che prevede l'adeguamento alle norme anche per Comuni, Province e Regioni.
Quello che Giavazzi si aspetta è una riduzione della pressione fiscale attraverso quindi la riduzione del cuneo fiscale. Ma la sensazione è sempre quella di una politica che punta sul sacrificio e la privazione piuttosto che sulla crescita. A discapito ancora una volta dello Stato sociale.


