Gli acquisti continuano a dominare la scena sulle Borse europee che dopo una mattinata trascorsa in positivo, stanno progressivamente allungando il passo, tanto da far segnare nuovi massimi di seduta negli ultimi minuti. Il Ftse100 si apprezza dell‘1,92%, preceduto dal Cac40 (Parigi: ^FCHI - notizie) e dal Dax30 che mettono a segno un rialzo ancora più corposo, con un rally rispettivamente del 3,27% e del 3,35%. A laurearsi reginetta d’Europa è Piazza Affari ceh vede il Ftse Mib (Milano: FTSEMIB.MI - notizie) sui massimi intraday poco sopra i 13.950 punti, con un poderoso rialzo del 5,13%, che permette di recuperare interamente le perdite della vigilia. Per molti versi speculare a quella di ieri è la seduta sul fronte obbbligazionario, dove si allentano le tensioni per lo spread BTP-Bund. Nella giornata di ieri il differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco aveva messo a segno un rally di oltre il 10%, mentre quest’oggi si riporta con forza al di sotto della soglia dei 500 punti base, e precisamente poco sotto i 467 basis points, con una contrazione di oltre il 7% rispetto al close di ieri. A Piazza Affari gli acquisti si concentrano sui titoli maggiormente penalizzati dalle vendite ieri e tra gli altri segnaliamo in particolare Mediolanum (EUREX: 976622.EX - notizie) che vanta un progresso di ben 16 punti percentuali. Molto gettonati i bancari tra i quali spiccano Banca Popolare dell’Emilia Romagna e Intesa Sanpaolo (Dusseldorf: 575913.DU - notizie) , in corsa di oltre l’8%, seugiti da Ubi Banca (MDD: UBI.MDD - notizie) e Banco Popolare (Francoforte: A0MWJR - notizie) che avanzano di oltre sette punti, tallonati da Unicredit (MDD: UCG.MDD - notizie) che progredisce del 6,8%, malgrado il gruppo abbia reso noto di aver archiviato il primo semestre dell’anno con un utile netto pari a 1,1miliardi di euro, in calo del 18% rispetto allo stesso periodo del 2011.
, A spingere gli acquisti sui mercati contribuisce senza dubbio il report sull’occupazione Usa che pure a luglio ha restituito un quadro a due velocità. Il tasso di disoccupazione è salito inaspettatamente all‘8,3%, sui liveli più alti da febbraio scorso, mentre le attese erano per una conferma della lettura precedente all’8,2%. Sempre a luglio sno stati creati 163mila nuovi posti di lavoro nel settore privato, ben oltre le aspettative degli analisti che si erano preparati ad una rilevazione pari a 100mila unità. Da segnalare che il dato precedente è stato rivisto al ribasso da 80mila a 64mila unità, mentre quello di maggio è stato rivisitato verso l’alto da 77mila a 87mila unità. Il forte recupero dei mercati, e in particolare di Piazza Affari, dopo l’affondo di ieri, è da ricondurre senza dubbio ad una lettura più ragionata dell’intervento di ieri di Draghi. Il presidente della BCE non ha annnciato alcuna misura straordinaria contro la crisi e questo è stato mal interpretato dalle Borse che hanno dato vita ad una reazione molto negativa. Per molti però si è trattato solo di pura speculazione e una dimostrazione di ciò la si ha semplicemente dall’andamento odierno dei mercati, completamente opposto a quello della vigilia. Quel che è certo è che si prevede un agosto potenzialmente molto caldo sui mercati finanziari, visto che nessuno è stato in grado di prendere posizioni per arginare la crisi. Non c’è stato alcun intervento nè da parte della Fed nè da parte della BCE, ma è ormai chiaro che le politiche del tipo “wait and see” ormai non funzionano più.
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