Piazza Affari ben intonata grazie alle banche e a Telecom

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UCG.MI4,16-0,17
ISP.MI1,40-0,06
FTSEMIB.MI17.008,42-537,04
TIT.MI0,65-0,01

Le (Parigi: FR0000072399 - notizie) borse europee seguono Wall Street e sull'onda dei buoni risultati di Alcoa (NYSE: AA - notizie) partono bene stamani. Anche Piazza Affari (+0,68% a 15.346 punti l'indice Ftse Mib (Milano: FTSEMIB.MI - notizie) ) nonostante lo stallo politico. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha detto che finché non sarà eletto il nuovo presidente della Repubblica non potrà essere avanzata alcuna nuova proposta per formare un governo.
 
"Finché non c'è il prossimo presidente della Repubblica, facciamo delle chiacchiere", ha affermato, aggiungendo che è "assolutamente negativo" tornare alle elezioni ma ha anche ribadito il suo no a un governo con il Pdl pur non escludendo ipotesi di mediazioni.

Comunque stamani il differenziale di rendimento tra Btp a dieci anni e omologhi tedeschi arretra a 308 punti per un tasso del 4,32% in attesa delle aste di giovedì: in offerta ci sono 3-4 miliardi del nuovo Btp a 3 anni con cedola 2,25%, 1-1,5 miliardi di Ccteu giugno 2017 e 1,5-2,0 miliardi del Btp a 15 anni settembre 2028.

L'allentamento delle tensioni sul debito è legato alle rassicurazioni del commissario Ue agli Affari Economici, Olli Rehn, che ha accolto con favore il piano del governo per restituire i debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese, affermando che non comprometterà la sostenibilità dei conti pubblici italiani.

Da oggi, dopo la pubblicazione ieri in Gazzetta Ufficiale, entra in vigore il decreto che definisce i termini per la liquidazione dei 40 miliardi di debiti arretrati alle imprese fornitrici della pubblica amministrazione. Ieri il ministro per l'Economia, Vittorio Grilli, ha detto che il decreto non dovrebbe creare problemi di rispetto a quelle europee sulla riduzione del debito dal momento che il nuovo patto di stabilità europeo, il Fiscal Compact, ha regole sulla diminuzione del debito dal 2015 in poi .

Grilli si è detto inoltre ottimista sulla chiusura della procedura per deficit eccessivo contro l'Italia . Quanto alle banche italiane che hanno acquistato pro soluto crediti delle imprese nei confronti delle PA per circa 11 miliardi di euro ora potrebbero annullare i relativi contratti.

Attenzione quindi alle banche italiane anche perché oggi Banca d'Italia pubblica i dati sui depositi bancari a febbraio. In gennaio la raccolta bancaria aveva visto una crescita su anno del 7,7%, il livello più alto dal novembre 2008. I prestiti erano invece ancora scesi sia per le imprese (-2,8%) sia per le famiglie (-0,6%) a fronte di sofferenze in rialzo di 17,5%. Verranno anche pubblicati i dati sui titoli di Stato zona euro detenuti da banche operanti in Italia a fine febbraio.

A gennaio il portafoglio era salito a 350,77 miliardi, massimo da inizio serie nel giugno 1998. Sul listino milanese si comportano bene Unicredit (Milano: UCG.MI - notizie) (+0,97% a 3,32euro), Intesa Sanpaolo (Milano: ISP.MI - notizie) (+0,77% a 1,17 euro), Bpm (+0,81% a 0,48 euro) e BP (+0,92% a 0,93 euro). Mentre Mediobanca (+1,96% a 4,06 euro) riunisce il cda per valutare l'aumento di capitale di Rcs (5,61% a 0,87 euro). Fiat (Milano: F.MI - notizie) guadagna lo 0,65% a 4 euro nel giorno dell'assemblea ordinaria a Torino.

In evidenza infine Telecom Italia (Milano: TIT.MI - notizie) (+5,84% a 0,57 euro). Secondo le indiscrezioni Hutchison Whampoa (HKSE: 0013.HK - notizie) vorrebbe la maggioranza relativa del gruppo nell'ambito del progetto di integrazione tra Telecom e 3 Italia e sarebbe disposta a comprare per cassa azioni fino al 29,9% del capitale, anche dai soci della holding di controllo,Telco. La proposta asiatica si fermerebbe a 1,2 euro per ciascuna azione, cioè al valore di carico dei titoli detenuti da Telco. Generali ( è azionista con il 30,4% di Telco mentre Intesa Sanpaolo e Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) detengono l'11,6% ciascuno.

"Il valore di 1,2 euro corrisponde all'attuale valore di carico per gli azionisti finanziari e pertanto, se confermata, sarebbe un'ottima notizia rimuovendo le incertezze sul destino e gli impatti futuri di Telco", osservano stamani gli analisti di Intermonte. "Gli attuali valori di carico a fine 2012 sono per Generali 282 milioni di euro, per Intesa Sanpaolo e Mediobanca 107 milioni di euro. Inoltre le quote del debito finanziario Telco sottoscritte sono per Generali 535 milioni di euro e circa 300 milioni ciascuna per Intesa Sanpaolo e Mediobanca. Questa ipotesi sarebbe pertanto positiva ma rimangono ancora molte incertezze sulla fattibilità dell'operazione".






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