L'agenda che Stefano porta sempre con sé, nella borsa, è una sorta di enorme archivio. Lì segna ogni indirizzo in cui è stato, ogni persona con la quale ha parlato. Stefano ha 44 anni e alle spalle una vita passata a lavorare, prima traslocatore, quindi trasportatore, infine agente di commercio. Per 15 anni, fino al 2009, ha viaggiato per tutto il Nord Italia vendendo materiale fotografico. Ora, ogni mattina inforca la sua bicicletta, pioggia permettendo, e gira Milano con una borsa piena di curricula. Cerca lavoro porta a porta, palazzo dopo palazzo, usando le tavole del Tuttocittà come guida in una sorta di pellegrinaggio postmoderno. «È massacrante – racconta – ma dovevo fare tutto il possibile».
Quello di Stefano, però, non è un caso isolato. Gli ultraquarantenni che che dopo aver perso il lavoro non trovano un impiego attraverso i canali tradizionali sono migliaia. Solo a Milano sono tantissimi. «Non immaginate – prosegue – quanti fanno quello che faccio io. Ma nessuno lo dice, si fa finta di niente per tutto il giorno. Solo quando ci incontriamo, alla ricerca di un contratto, parliamo della nostra realtà. Ma poi si va via ognuno per conto proprio. E ricomincia la recita». Quando ha chiuso la sua attività di agente, Stefano non sapeva a cosa andava incontro. «Sfogliando i libri contabili mi resi conto che costi ed incassi più o meno si equivalevano. Sono sempre stato un tipo pragmatico, chiudere mi sembrò la cosa più logica da fare prima che accadesse l'inevitabile. La speranza era quella di trovare una sistemazione entro qualche settimana, al più tardi entro qualche mese, ma non è stato così». Da allora, infatti, di anni ne sono passati più di due.
La realtà che vive Stefano è poco conosciuta. Perché di certe cose si parla poco volentieri, ma anche perché l'informazione sul mondo del lavoro è spesso superficiale o confinata ai soliti temi. «Gli slogan sono sempre andati di moda, non è una novità, servono a cambiare discorso» riflette amaro Stefano. I giornali parlano di giovani precari senza prospettiva e di articolo 18, nessuno racconta le giornate di questo esercito di invisibili. Difficile anche da quantificare, per vari motivi. «I dati più completi di cui si dispone in materia di disoccupazione – spiega Antonio Verona, responsabile del dipartimento mercato del lavoro della Camera del lavoro di Milano – sono quelli Istat». Che parlano di un tasso di disoccupazione dell'8,9% (dati di dicembre 2011, +0,8 rispetto all'anno precedente) ma, oltre a non essere divisi per fascia di età, sono raccolti su base campionaria.


Al momento non sono disponibili commenti