Due delle tante cose che, con le dovute differenze, connotano in modo piuttosto tipico i nostri tempi sono la mancanza di lavoro e l'insistenza delle compagnie telefoniche nel cercare di farci sottoscrivere un abbonamento con loro.
L'ADUC denuncia un caso molto grave di truffa in cui le due cose sono venute a convergere. Secondo quanto comunicato dall'Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori, il fatto è successo a Firenze, l'8 giungo scorso, ai danni di un cittadino senegalese residente in città. L'uomo e stato fermato per strada da un'altra persona, che l'ha convinto a compilare e firmare un documento presentatogli come la richiesta di un colloquio di lavoro, mentre altro non era che, appunto, la sottoscrizione di un contratto con una compagnia telefonica, completo di ADSL e voce. I riferimenti lasciati per i contatti al malcapitato sono risultati essere di un esercizio commerciale del tutto estraneo alla vicenda e il contratto stesso è sprovvisto di data, cosa che potrebbe, in linea teorica, renderne più difficile la rescissione.
Questa è sicuramente una storia a suo modo estrema, particolarmente spiacevole perché va a colpire una persona che, come rileva l'ADUC, non capisce bene la nostra lingua e per la quale la ricerca di un lavoro è di profonda importanza anche per la possibilità di continuare a vivere in Italia, ma è anche una storia che ci invita a tenere sempre gli occhi bene aperti, perché, ancor di pù in un periodo molto confuso come il nostro, la possibilità di incappare in una truffa non è poi così remota. Soprattutto quando chi architetta il raggiro va a colpire un nervo sensibile della sua vittima, come può essere, appunto, la ricerca di un lavoro o magari un sogno nel cassetto, come ad esempio quello di entrare nel mondo dello spettacolo, tanto per citare un esempio di storie di cui ci siamo già occupati. Insomma, la casistica delle pratiche commerciali scorrette sembra arricchirsi di trovate sempre più fantasiose.

