(ASCA) - Roma, 2 mag - Aumentano le richieste di cessione del quinto dello stipendio. Nel nostro Paese la liquidita' a disposizione delle famiglie continua ad abbassarsi e sono sempre di piu' gli Italiani che scelgono di ''ridursi'' lo stipendio, destinandone una parte al rimborso dei debiti. Secondo il broker Prestiti.it, infatti, le richieste di cessione del quinto dello stipendio o della pensione rappresentano ormai il 16,4% del totale dei finanziamenti richiesti. La cessione del quinto - si legge in una nota - e' un particolare strumento finanziario, riservato a lavoratori dipendenti e pensionati, che permette di ottenere liquidita', da restituire attraverso la cessione alla banca di una quota del proprio stipendio mensile netto che puo' arrivare fino al 20% (un quinto, appunto). ''La crescita di questo fenomeno - dichiara Marco Giorgi di Prestiti.it - e' particolarmente significativa: se il costo del 'carrello della spesa' e' salito, negli anni, piu' dei livelli dell'inflazione, il bisogno di liquidita' viene sempre piu' supportato da strumenti di finanziamento 'sicuri', come la cessione del quinto, che danno agli istituti di credito maggior tranquillita' nel rimborso''. Dall'analisi condotta su oltre 20.000 domande di prestito giunte nei primi tre mesi del 2012, Prestiti.it ha potuto tracciare il quadro della richiesta media: a voler cedere un quinto dello stipendio sono soprattutto uomini, che rappresentano il 74% del campione contro il 26% delle donne; l'eta' media al momento della richiesta e' piuttosto elevata, 44 anni: tre anni in piu' rispetto al richiedente tipo di un finanziamento. Il motivo e' legato alle particolari restrizioni imposte dalle banche, che accettano solo domande a basso rischio di insolvenza, quindi fatte da lavoratori a tempo indeterminato o pensionati. Proprio questi ultimi rappresentano una parte cospicua del totale di chi richiede questo tipo di finanziamento: il 15%. Il 49% del totale, invece, e' un dipendente privato, il 32% un dipendente pubblico o statale. L'importo medio richiesto, infine, e' di circa 20.000 euro da restituire in poco piu' di sei anni. Per quanto riguarda le differenze lungo lo stivale, pur in una generale uniformita' di comportamento nel ricorso a questa forma di finanziamento, quello che si nota e' che man mano che ci si sposta piu' a Sud salgono gli importi medi richiesti: segno evidente che le difficolta' maggiori e un bisogno piu' forte di liquidita' arrivino dalle Regioni meridionali. Guidano la classifica degli importi medi richiesti, infatti, la Calabria e la Puglia, entrambe con 22.500 euro; seguono la Sicilia - con 21.500 euro - e la Campania, con 21.000 euro. La richiesta piu' bassa viene dal Trentino-Alto Adige, con soli 16.500 euro. Altro dettaglio interessante e' nell'eta' media al momento della richiesta: i piu' anziani sono proprio i calabresi, che chiedono un prestito a 47 anni; seguono abruzzesi e campani, che hanno mediamente 46 anni. I piu' giovani, di contro, sono i cittadini del Trentino-Alto Adige, che hanno 40 anni, e quelli dell'Emilia Romagna, che ne hanno in media 41.
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