MILANO (Reuters) - L'ex premier Silvio Berlusconi esce dal processo Mills senza una sentenza di assoluzione o di condanna, ma prosciolto perché il reato contestato di corruzione in atti giudiziari è estinto per prescrizione.
Si è concluso così il primo grado di giudizio, dopo un dibattimento che tra sospensioni causa immunità e legittimi impedimenti si è trascinato per cinque anni.
Il "non luogo a procedere", perché troppo tempo è passato da quanto il reato sarebbe stato commesso, è stato pronunciato dal presidente della Decima sezione penale del tribunale di Milano, Francesca Vitale, dopo circa due ore di camera di consiglio.
Il collegio giudicante depositerà le motivazioni della sentenza entro 90 giorni.
Berlusconi era accusato di avere pagato 600.000 dollari all'avvocato britannico David Mills per avere reso testimonianze reticenti in due precedenti processi a carico dell'ex premier.
Il pm Fabio De Pasquale, che aveva chiesto 5 anni di reclusione per Berlusconi, ha lasciato l'aula con un laconico "inutile commentare...".
Fonti giudiziarie hanno riferito che la procura milanese sta valutando il ricorso in appello contro il proscioglimento, ma, anche considerando i più lunghi tempi di prescrizione calcolati da De Pasquale (tra maggio e luglio 2012), è improbabile che si riesca ad istruire un processo su queste basi, in quanto bisogna aspettare prima le motivazioni del primo grado.
Uno degli avvocati di Berlusconi, Piero Longo, che aveva chiesto nell'arringa difensiva l'assoluzione piena e solo in subordine la prescrizione, ha parlato di un successo, anche se se si dice tentato dal ricorso in appello per cancellare ogni dubbio.
"Una sentenza così la impugno tutta la vita", ha dichiarato a caldo uscendo dall'aula. Poi, si è lasciato andare: "Una prescrizione a Milano per il presidente Berlusconi è un successo, perché gli avversari politici diranno che è uno scandalo".
In linea teorica Berlusconi potrebbe rinunciare alla prescrizione per cercare l'assoluzione in secondo grado -- una condanna sarebbe invece preclusa dall'estinzione del reato.
A questa ipotesi sembra credere il segretario del Pdl, Angelino Alfano, che su Twitter commenta: "Speriamo che i giudici di Appello possano esaminare più serenamente le ragioni difensive, mortificate per finire il processo prima della prescrizione".
Ma in passate vicende giudiziarie l'ex premier ha accettato la prescrizione da parte del tribunale di Milano, sempre accusato di essere farcito di "toghe rosse" motivate politicamente e pertanto inaffidabile.
Anche in questo processo la difesa aveva chiesto alla Corte d'appello di Milano di ricusare i tre giudici perché sarebbero stati prevenuti verso Berlusconi, incassando l'ennesimo rifiuto.
Il Cavaliere ha ottenuto oggi lo stesso risultato che a fine corsa aveva strappato Mills, condannato a quattro anni e mezzo in primo e secondo grado come corrotto, ma prosciolto in Cassazione nel 2010, perché il reato era estinto.
Le disavventure giudiziarie di Berlusconi non finiscono qui, soprattutto a Milano, dove si stanno celebrando ancora due processi contro di lui - diritti tv Mediaset e caso Ruby -- e un terzo inizierà il 15 marzo, quello per la pubblicazione sul Giornale della telefonata intercettata tra l'ex presidente di Unipol Giovanni Consorte e l'ex segretario dei Ds Piero Fassino sulla tentata scalata a Bnl.
E a Roma la procura ha chiesto l'apertura di un processo contro Silvio Berlusconi e il figlio Piersilvio per un altro filone dell'inchiesta sulla compravendita di diritti tv e cinematografici da parte di Mediaset.
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