Giornata decisamente pesante quella odierna pe Prysmian (Other OTC: PRYMF.PK - notizie) che dopo aver chiuso la sessione di ieri con un rialzo di circa mezzo punto, quest’oggi viene colpita da forti vendite. Il titolo ha avviato gli scambi in calo ed è arrivato a segnare un minimo a 9,07 euro, scendendo sotto i livelli più bassi degli ultimi due anni. Dal bottom si è avuto un timido rimbalzo che vede ora Prysmian passare di mano a 9,15 euro, con un affondo del 5,72% e circa 1,8 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, quasi quanto la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 1,9 milioni di pezzi. Prysmian viene messo sotto pressione dopo la doppia bocciatura arrivata da UBS (NYSEArca: DJCI - notizie) , i cui analisti hanno deciso di peggiorare la raccomandazione d “buy” a “neutral”, tagliando il prezzo obiettivo da 14 a 11 euro. La banca elvetica è convinta che il gruppo beneficierà nel lungo termine della necessità di investimenti nelle trasmissioni e nella distribuzione di energia a livello globale, oltre che delle sinergie con Draka.
Le stime di UBS però scontano già questo scenario e il premio a rischio è equilibrato con gli attuali livello di prezzo. Gli analisti hanno comunque confermato le previsioni sull’utile per azione ferme a 0,9 euro per l’anno in corso e a 1,2 euro per il 2012. Con riferimento all’esercizio in corso, la banca elvetica si aspetta ricavi pari a 7,479 miliardi di euro, un utile netto di 179 milioni, un’Ebitda di 560 milioni e un Ebit di 417 milioni. Nel 2012 invece i ricavi saliranno a 7,852 miliardi, l’utile a 243 milioni, e l’Ebitda e l’Ebit rispettivamente a 628 e a 482 milioni di euro. Gli analisti fanno notare che gran parte del business di Prysmian è esposto in generale all’economia, motivo per cui è improbabile che il titolo possa apprezzarsi nel contesto attuale, peraltro in presenza di una valutazione che non è paritcolarmente attraente rispetto a quella dei competitors.


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