I rapporti diplomatici di Italia, Germania e Francia

L'hanno definita un'intervista antidemocratica quella pubblicata dal giornale tedesco Der Spiegel al premier italiano Mario Monti. Un'intervista nella quale il premier ha fatto emergere, seppur in maniera non troppo evidente, alcuni attriti che intercorrono tra Italia e Germania.
Attriti che, secondo il premier, derivano da quel sentimento anti-tedesco che sta nascendo a seguito di una dicotomia tra paesi del Nord e del Sud dell'Eurozona, o come la definisce lui stesso "una contrapposizione frontale con reciproci rimproveri", dove i primi stanno con il fiato sul collo ai secondi. Un problema che per Monti "va molto oltre il rapporto tra Germania e Italia. Le tensioni che da anni accompagnano l'Eurozona hanno già i connotati di una dissoluzione psicologica dell'Europa".

I rapporti tra Italia e Germania sono cambiati e c'è da parte del premier italiano la volontà di dimostrare che fino ad ora nessun aiuto finanziario è giunto all'Italia, anzi, basterebbe un semplice sostegno morale, "più margini di flessibilità" a quei paesi  dell'Eurozona - Italia compresa - che si attengono con maggior precisione alle indicazioni europee".
Il vero attacco a Berlino sta però tutto in una dicharazione, da molti intesa come un attentato alla democrazia parlamentare tedesca: "se i governi hanno le mani completamente legate dai rispettivi parlamenti, senza nessuno spazio negoziale - dichiara Monti - sarà più probabile il collasso dell'Europa di una sua maggiore integrazione". L'attacco alla suprermazia del Bundestag c'è e suscita le ire dei parlamentari tedeschi, con la dura replica - tra le tante - del ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle quando afferma che "il controllo parlamentare della politica europea è fuori da ogni discussione", perchè c'è "bisogno di un rafforzamento, non di un indebolimento della legittimazione democratica in Europa".

Per molti, la possibilità dell'Italia di alzare la testa è dovuta anche al fatto di avere un alleato che in passato non c'era: venuta meno l'asse Merkozy, come veniva definita l'alleanza tra il premier francesce Sarkozy e la cancelliera tedesca, oggi la Francia di Francois Hollande si affianca all'Italia, anche se il patto è puramente formale e poco sostanziale. Nell'incontro avvenuto tra i due premier lo scorso 1 agosto, la volontà di salvare l'euro è unanime: "la Francia e l’Italia si felicitano delle recenti dichiarazioni del presidente della Banca centrale europea" e vogliono che "le conclusioni del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno siano messe in opera rapidamente". La posizione francese alleata dell'Italia è allo stesso tempo strategica e pericolosa, ma al momento l'unica per il premier Hollande che sa che una caduta dell'Italia si abbatterebbe immediatamente sulla Francia. Quindi via ad una politica "sudista", come viene definita da molti giornali, a sostegno dei paesi maggiormente in crisi dell'Eurozona.

Se la Francia sostiene l'Italia, la Germania continua a sostenere la politica economica francese: ne è convinto Monti, che oggi in un'intervista al Wall Street Journal spiega il motivo per cui lo spread italiano è ancora molto alto, attribuendone la colpa al "nostro debito che è oggettivamente molto alto, e i mercati hanno iniziato a realizzare in maniera drammatica che la governance della zona euro è debole". Una situazione che non si è verificata in Francia, nonostante - continua il premier "ha fatto molte meno riforme di noi, perché è opinione prevalente che la Germania non lascerà andare la Francia. Penso che se il governo precedente fosse ancora al potere, lo spread dell'Italia ora sarebbe a 1200 o qualcosa del genere".
I rapporti personali tra la Merker e Monti saranno pure "amichevoli e cordiali", lo stesso non si può però affermare dal punto di vista diplomatico.

Monti e Merkel in difesa dell'euro: prenderemo misure necessarieMilano, (TMNews) - Mario Monti e Angela Merkel si schierano in difesa dell'euro all'inizio dell'ennesima settimana decisiva e difficile per l'Europa. "Germania e Italia prenderanno tutte le misure necessarie a proteggere l'euro zona" si legge in una nota diffusa dopo un colloquio telefonico fra il premier italiano e la cancelliera tedesca. Parole che ribadiscono e rafforzano la linea del numero uno della Bce Mario Draghi che nei giorni scorsi aveva difeso a spada tratta la moneta unica, dichiarando "Siamo

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