mer 23 mag 2012, 07:18 CEST - I mercati italiani aprono fra 1 ora 42 min

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    Ritorno alla lira, ma saremmo davvero più felici?

    Molti italiani in questo momento di crisi economica vedono la lira come una possibilità per guarire la depressa economia italica. Gli economisti, però, hanno lasciato poche speranze: tornare alla lira vorrebbe dire diventare tutti più poveri.

    Cara vecchia lira quanto ci manchi. Molti italiani ne hanno nostalgia, spazzata via dall’euro dieci anni fa. Qualcuno non è riuscito proprio a disfarsene e ha tenuto, magari sotto una bella cornice, la tanto amata banconota da centomila. Nessuno lo può negare, quello che si comprava con centomila lire prima, adesso con cento euro ce lo sogniamo. E basta fare un giro sulla rete per capire che sono molti gli italiani che la rimpiangono e che in questo momento di crisi economica vedono la moneta del vecchio conio come una possibilità per guarire la depressa economia italica. Gli economisti, però, hanno lasciato poche speranze: tornare alla lira vorrebbe dire diventare tutti più poveri.

    Per capirne i motivi, ecco la semplice domanda: l’Italia dovrebbe uscire dall’euro? Assurdo anche solo immaginarlo fino a pochi mesi fa, ma con la disoccupazione giovanile dilagante, la crescita che ristagna, tassi di interesse bassi e sempre più tasse imposte dal governo, c’è chi pensa che fare marcia indietro e adottare di nuovo la lira possa essere una soluzione per risollevare le sorti economiche. Il primo dato da analizzare riguarda il debito pubblico che ammonta a circa 1.900 miliardi di euro, il 122% del Pil realizzato nel 2010. Se cambiasse la moneta, andrebbe convertito. E con che cambio? Difficile ignorare la pressione che la schiera di banche e finanziarie, con nel portafoglio titoli di Stato e crediti verso l’Italia, potrebbero esercitare per non perdere soldi. Ma lo scenario più terrificante è quello dipinto dalla banca d’affari svizzera Ubs che ha ipotizzato proprio l’uscita dell’Italia dalla zona euro e il conseguente crollo della lira del 60 per cento. In altre parole, gli stipendi e le pensioni varrebbero, dall’oggi al domani, la bellezza del 60 per cento in meno. Per la stragrande maggioranza degli italiani significherebbe avere difficoltà enormi nel pagare la rata del mutuo o della macchina alla fine del mese. E per i più fortunati, quelli che hanno qualche risparmio da parte, si tratterebbe di veder tagliata parte del proprio gruzzoletto. Lo Stato, dal canto suo, sarebbe costretto a dichiarare il fallimento vedendo più che raddoppiato il debito da un giorno all’altro. Probabile, quindi, un blocco dei capitali con conseguente scarsità di liquidi per un viaggio all’estero.

    Per i mercati sarebbe un disastro. Il fallimento del debito pubblico farebbe schizzare gli interessi alle stelle, cancellando questi dieci anni di moneta unica con tassi minimi. Sempre secondo lo scenario Ubs, nell’ipotesi più rosea, l’onere sui prestiti schizzerebbe di ben 7 punti rispetto a quello attuale. Le banche rischierebbero di fallire, anche perché i correntisti si precipiterebbero a prelevare tutti i soldi dagli istituti. Non se la passerebbe certo meglio l’inflazione pronta a volare a livelli mai visti. Uno dei pochi successi della moneta unica, è giusto ricordarlo, investe proprio il tasso di inflazione che oggi si attesta attorno alla ragionevole cifra del 2-3 per cento. Negli anni Settanta e Ottanta, invece, era mediamente superiore al 13 per cento l’anno ed ha cominciato a calare in prossimità dell’entrata in vigore dell’euro. In Italia, poi, siamo costretti a importare molti beni tra i quali alcuni insostituibili come l’energia: se si abbandonasse l’euro i prezzi delle importazioni aumenterebbero a dismisura. L’unica cosa che resterebbe uguale sono i salari dei lavoratori dipendenti.

    Sempre secondo Ubs, una scelta così radicale come quella di abbondare l’euro graverebbe di circa 11.000 euro il primo anno su ogni cittadino per poi attestarsi attorno ai 3-4.000 euro all’anno.

    In questo scenario, con una svalutazione della moneta che potrebbe attestarsi tra il 30 e 60%, come detto, lo Stato potrà aumentare del 150% la moneta in circolazione perché ovviamente chi vende vorrà guadagnare le stesse somme di denaro. Un esempio pratico, seppur sempre di ipotesi si sta parlando. Un litro di benzina, prima del recente aumento, costava 1,5 euro. Immaginando un cambio alla pari, con la lira costerà 1,5 al litro e dopo la svalutazione del 60% arriverà a 3.75 lire, mentre gli stipendi rimarrebbero gli stessi. Certo, chi caldeggia l’ipotesi nostalgica della lira dirà che il nostro diventerebbe un Paese molto più appetibile per compratori stranieri con conseguente aumento di richiesta di prodotti italiani. Chi potrà aumentare i prezzi, a quel punto, lo farà, ma chi ha un reddito fisso si troverebbe solamente molto più povero. Un italiano medio, con uno stipendio da 1.300 euro, di colpo non potrebbe più compare prodotti che prima si poteva tranquillamente permettere, con il rischio di disordini e manifestazioni di piazza: le feroci proteste di questi giorni delle diverse categorie di professionisti ne sono un allarmante esempio.

    Ma tra gli economisti, c’è anche chi crede che riabbracciare la lira sia l’unica soluzione per uscire dalla crisi. “L’Italia ha i giorni contati nell’eurozona”, ha commentato Nouriel Roubini, economista americano che nel 2008 aveva previsto il crack delle banche statunitensi, in un articolo sul Financial Times dello scorso novembre. “L’unica vera medicina per l’Italia sarebbe quella di uscire dall’unione monetaria e ritornare alla lira, innescando automaticamente il crollo dell’eurozona stessa”. Una scelta drastica per far respirare il debito pubblico.

    Se cade l’euro cade l’Europa”, ha detto recentemente la Merkel. “Lasciare distruggere l’euro è prendersi il rischio di distruggere l’Europa. Coloro che vogliono distruggere l’euro si assumeranno la responsabilità di riaccendere i conflitti nel nostro continente”, le ha fatto eco Sarkozy. Germania e Francia, le due voci grosse dell’area euro. Ma se l’Italia volesse uscirne, accontentando gli euroscettici di sempre e i nostalgici delle banconote con la faccia di Caravaggio, gli italiani, dati alla mano, diventerebbero semplicemente più poveri.
     
    • Sirio  •  3 mesi fa
      Siamo un popolo che non è padrone della propria moneta. L'integrazione europea è stata volutamente fatta a metà. Le leggi sono diverse , il sistema fiscale è diverso, la giustizia è diversa, non esiste un esercito europeo comune, gli scambi delle merci sono liberi solo a chiacchiere, le leggi sul lavoro sono diverse, non si possono spostare capitali. Siamo sottoposti al saccheggio economico da parte di altre nazioni che possono lavorare, produrre all'estero a condizioni estremamente vantaggiose rispetto alle nostre, vendere in Italia e riportare i capitali all'estero, cosa che non può fare un italiano verrebbe considerato un criminale ed evasore. Una svalutazione dell'Euro porterebbe immediatamente: riduzione drastica del debito pubblico, riduzione del costo della pubblica amministrazione (che i nostri politici hanno portato ad un livello insostenibile), ripresa dei consumi, incremento della produzione industriale e delle esportazioni, aumento dell'occupazione in lavori produttivi.
    • Silvio  •  3 mesi fa
      perche in croazia la benzina costa 70 centesimi in meno dell'italia perche i polacchi hanno detto no alleuro e le fiat le costruiscono li invece che in italia vuol dire che a tutti i cittadini europei con l'euro ci avete tassato i nostri risparmi nelle banche del 30 % non sapevate come fare e vi siete inventati l'euro vergognatevi tutti voi leader della comunità
    • Lol  •  3 mesi fa
      Abbiamo un clima invidiabile, un ambiente che ce lo invidiavano; avevamo creatività e ottime aziende. I politici si sono mangiati tutto e ora si indignano perché non possono mangiare ancora...
      • Nik 3 mesi fa
        continuano.......continuano........eccome #$%$
    • giaguaro  •  3 mesi fa
      ho pagato 112 di canone rai . vedo italiani che attingono nei cassonetti e diamo 750,000 €
      a celentano.vergogna !!!!!!
      • Andrea 3 mesi fa
        E' davvero vergognoso. C'è gente che non riesce ad arrivare alla fine del mese.
      • Luigi 3 mesi fa
        dicono che il canone è un dovere pagarlo ma il servizio pubblico nn ci puo' negare il diritto all'informazione
    • Rosario  •  3 mesi fa
      Hai trascurato che un ritorno alla lira comporterra' l'azzeramento del debito pubblico,come e' successo in Argentina chi ha avuto ha avuto chi ha dato ha dato.saluti
      • cicciobombo 3 mesi fa
        Certo, pecato che per il 50% il debito pubblio è in mano agli italiani, tra banche, fondi di investimoento e privati. Quindi se azzeri il debito pubblico chi è che lo prende in c**o?
    • greta27 g  •  3 mesi fa
      siamo sempre noi che ci rimettiamo ....siamo sempre noi che paghiamo i sbagli di chi ha sbagliato .tra un po' ci chiedono pure una fetta di c.....
    • Flavio  •  3 mesi fa
      La lira onorava la Nostra Italianità, ora siamo dei poveri coglionacci ! il Flavio
    • Gianni B  •  3 mesi fa
      Gia,pero eravamo piu ricchi prima che eravano piu poveri,come c'è lo spiegano questo gli "economisti"
    • zaza  •  3 mesi fa
      CHE ARTICOLO FALSO E INGANNEVOLE!!!Siamo in crisi del debito e una sua svalutazione ci affosserebbe???o siete in malafede o ignoranti
      • hot roads 3 mesi fa
        Bravo Zaza,questo e' un articolo Falso e Ingannevole. E una pubblicita' gratuita all' operato del governo monti.E' esattamente come l'articolo che vede monti al 58% di gradimento per gli italiani.Questi articoli sono il frutto di una propaganda di regime.
    • Davide  •  3 mesi fa
      Roasario ha pienamente ragione,tornare alla lira e quello che serve per tutti,magari lo capirebbe anche Monti,possibile che nessun politico ammetta che l'euro ci porta tutti alla tomba,sveglia gente se la Germania lo stravuole che ci stia anche senza Italia.
    • Ruggero  •  3 mesi fa
      L'euro è stata per il popolo la più grande truffa,(non esiste al mondo un truffatore peggiore), esempio chi prendeva 2 milioni di lire si è ritrovato in un solo giorno a prendere 1 milione, perche 1000 euro valgano 1 milione ed in certi casi 500 mila lire ; queste persone sarebbero da ergastolo e continuano a prenderci per il @ulo
      • luca 3 mesi fa
        Hai perfettamente ragione,la truffa piu' grande e' stata fatta con l'euro.
    • Ruggero  •  3 mesi fa
      CON L'EURO E' CRESCIUTA DI MOLTO LA MISERIA PER I CETI DEBOLI E CONTINUERA A CRESCERE.. PER I POLITICI E COMMERCIANTI L'EURO HA PORTATO LA RICCHEZZA LUCRANDO SULLE NOSTRE SPALLE, MANDIAMOLI A LAVORARE ALLE PROSSIME ELEZIONI
    • Silvio  •  3 mesi fa
      per noi cosa è cambiato e cosa cambia cari economisti le mille lire son diventate 1 euro tutto è aumentato il nostro potere di acquisto èdiminuito del 30%e no del 3% come diceva il berlusca quindi se passiamo alla lira il nostro paese diventerà il più ricco del mondo in 5 anni
    • vladimiro,bali,verona,ind ...  •  3 mesi fa
      italiani #$%$ , andate a votare quei pezzi di #$%$ consiglieri reg a 12000mila euro al mese ,fate lo sciopero del voto, tanto le raccomandazione sono finite per tutti , i posti di lavoro sicuri sono stati già assorbiti dai figli di politici , figli di proff, figli di assessori , figli di notai , e figli di #$%$ senza arte e ne parte,in,italia 3 laureati su 5 la laurea se la sono comprata,solo a catanzaro nel 1970 al 2000,sono state consegnate lauree,di avvocati , tutti comprati, basta vedere certi avvocati in tribunale, non vincono mai e perde sempre il cliente + povero,,,,,pezzi di #$%$ di italiani andate a votare , aveva ragione il bandito giuliano ,,nessuno se mai chiesto perchè esiste tutta questa illegalità , esiste perchè il pesce puzza dalla testa , e talmente semplice , tu rubi e io ti vengo dietro,l,avidità del denaro del nostro governo porterà questa bella nostra italia al fallimento,,,,,come la grecia , monti e tornato dagli stati uniti, poco convincente ,la gente non investe + in italia non si fida nessuno,, l,unica cosa da fare insieme alla germania mettere sul mercato eurobond,,,,,,, con la garanzia assicutariva avvallo della banca svizzera,,,,,,,,
    • vladimiro,bali,verona,ind ...  •  3 mesi fa
      allora si torni + poveri almeno chi a rubato tanto si dimezzerebbe il furto , la germania a già in mente un marco di serie a ,quindi la lira porterebbe un,incremento dell,esportazione con meno profitti,ma camminerebbe + veloce l,economia,, accontenterebbe tutti,almeno io la vedo cosi,certo le case dinuirebbero di valore e cosi tutti comprerebbero ,se vogliamo ritornare a sorridere assolutamente se tornasse la lira automticamente un kilo di pane costerebbe 8000mila lire,un buglietto del tram,3000lire, qualè il problema,aumentando gli stipendi da 1300euro a 5milioni al mese , monti svegliati l,italia non c,è la farà ,, i soldi sono tutti volati a lugano,austria,singapore,stati uniti, in,italia sono rimast spiccioli per viverealla giornata,,,,
    • rug  •  3 mesi fa
      quante balle cosa state dicendo chi ha fatto chi chi ha fatto cosa ??????io nn ho fatto debiti ma me li hanno addebitati quindi io nn li dovrei pagare , perchè dovrei pagare i debiti che fanno gli altri?Nn viviamo in un paese civile democratico!?!?!?!???????????'
    • Salvatore  •  3 mesi fa
      Il concetto di europa unita è fallito da tempo, anzi non ha mai funzionato e farà sempre più danni. E' inutile intimorire con eventuali ripercussioni perchè oggi nessuno gode di benefici legati all'euro come valuta o come moneta unica.
    • NIKA  •  3 mesi fa
      Io la rimpiango perché tutto costava meno!
    • Nadia  •  3 mesi fa
      Una cosa è certa, nella situazione in cui ci troviamo sarà difficile andare avanti per molto. Prima di fare il "magnifico" euro avremmo dovuto fare l'Europa e non il contrario come invece secondo me sta succedendo...
    • Guido  •  3 mesi fa
      L'euro e politici socialisti tassa e spendi hanno regalato all'italia vent'anni di stagnazione economica. I paesi europei che stanno meglio (anche della germania) sono quelli fuori dall'euro.