Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Giovanni Lapidari, privato e professionista specializzato sul mercato dei futures, indici e cfd.
I mercati azionari hanno reagito bene alle decisioni del Summit Ue, tornando però a perdere terreno dopo gli annunci di alcune Banche centrali e sulla scia di alcuni dati macro Usa deludenti. Quali riflessioni si possono fare sull’attuale situazione delle Borse e quali le previsioni nel breve? La seduta (ma direi un po’ tutta la giornata) di venerdì 6 luglio ci ha mostrato con forte evidenza che, al di là dell’impatto mediatico dell’ultimo “urgente” summit europeo, i mercati e le attività finanziarie in essi contrattate non possono non tenere conto dei numeri dell’economia.
E questi numeri, via via snocciolati in settimana, ci dicono che : La Germania ha ancora una economia che funziona, e quindi prima di affermare che Monti ha fatto due goal alla Merkel bisogna pensarci bene, perché così non è.
La Grecia è ancora un dilemma irrisolto. Hanno chiesto la dilazione di due anni per restituire il prestito accordato.
La Spagna non potrà reggere a lungo aste di titoli classati con spread elevati.
Il deficit italiano è andato all’8%.
La Cina e i paesi al nostro oriente sono stanchi e non tirano più come un tempo.
Anche negli Usa non si consuma e non si vende come un tempo.
Si stanno fermando, dopo l’edilizia, anche altri settori ciclici, come le auto; e anche gli anticiclici segnano il passo (la gente risparmia anche sulla spesa di tutti i giorni) Sulla base di queste risultanze, gli operatori stanno per l’ennesima volta percependo che le speranze di interventi delle Banche Centrali, con i vari Qe3, Ltro ecc. ecc., sono vane, perché è inutile regalare il denaro se le imprese e i consumatori non te lo chiedono e le banche non te lo danno. Dobbiamo anche aggiungere che la delusione dell’ultima settimana è stata forte: dai grafici a profilo di volumi si vede molti acquisti sviluppati in alto (zona 6550 Dax (Xetra: ^GDAXI - notizie) , 2300 Stoxx, 1360 Sp500, 2640 Nasdaq100, 14.400 Fib, 100.50 Euro Yen, 1.2600 Euro Dollaro, 1615 su Oro), e quindi sono saltati molti stop e si sono accumulate numerose posizioni in sofferenza, sia pure con volumi non ancora esagerati.
, A questo punto entra in gioco chi rappresenta la politica economica.
1.Draghi, nella sua conferenza a margine della riunione Bce ha fatto bene ed è stato chiaro sul gioco dei ruoli: la Bce ha le sue competenze precise e le rispetta. Il resto è di competenza politica (purtroppo).
* Lagarde ha ribadito le aspettative di debolezza.
E la politica reale? Quella che con i suoi tempi dilatati ha contribuito ad alimentare questa crisi, che non è solo di numeri ma nasce da una sfiducia quasi ai limiti del nichilismo? Quella che al vertice dei Quattro a Roma ha di nuovo parlato di Tobin Tax “perché la gente crede che la finanza ha delle grandi responsabilità per questa crisi, e noi dobbiamo fare vedere alle gente che siamo in grado di fare pagare alla finanza le sue colpe” (Merkel dixit, e tutti zitti e allineati).
La politica…..cincischia, chiacchiera, si rimpalla le responsabilità (ultimo esempio, a casa nostra Monti che se la prende con Squinzi di Confindustria, reo di creare “spread panic”), gioca a chi digrigna più di denti (la Finlandia che se potesse tornare indietro addio all’euro, i 172 economisti tedeschi che scrivono alla Merkel una lettera in cui le consigliano di essere ancora più rigida).
E poi, ciliegina sulla torta, la faccenda Barclays (Londra: BARC.L - notizie) . Che non si sa dove può portare.
Una cosa è certa: sarà un’estate volatile, e pesante da tradare.
Ragionevolmente, non credo si possano fare previsioni oltre i due/tre giorni operativi. Abbiamo il Bund a 144, come dire 145,30 sul vecchio contratto – che toccò un massimo a 146.84 il 1° giugno con borse distanti il 6% dai prezzi attuali (Dax stava a 6029). L’euro dollaro nel frattempo ha smollato, perdendo anche il riferimento grafico della bella doji sempre del 1° giugno.
, Io credo che si possa vedere un rimbalzo, in settimana, ma agli attuali prezzi delle borse un 3% dai valori di chiusura di venerdì sarebbe segnale di alleggerimenti dei portafogli, che suggerisco di tenere scarichi fino alla prossima scadenza di settembre di derivati/opzioni. La volatilità ancora bassa, con vix sotto 20% (17,10 per la precisione), deve indurre alla prudenza massima e a non rimpiangere eventuali occasioni perse.
A Piazza Affari l’indice Ftse Mib (Milano: FTSEMIB.MI - notizie) si è riportato al di sotto dei 14.000 punti dopo aver fallito l’attacco ai 14.500. Quali sono i possibili scenari nel breve per l’indice delle blue chips? Sono un po’ preoccupato per la nostra borsa, per tre ordini di motivi.
La situazione del paese Italia, sulla quale non credo ci siano da spendere molte parole; ricordiamoci che abbiamo un governo che si regge coi fili (con un ministro dello Sviluppo in indagine), che avanza a colpi di decreti e che a primavera 2013 sarà prepensionato da nuove elezioni. Avrà voglia di prendersi ulteriori beghe, dato che i poteri forti non li tocca, perché è troppo più facile tosare la classe media? Situazione generale dei mercati.
Se la faccenda Barclays esplodesse, cosa succederebbe alle nostre banche, che pesano così tanto sull’indice? Si beccherebbero anche loro una vagonata di class action? Graficamente, se l’indice recupera quota 14.000 (ci vuole però Btp future sopra 100,00 e anche 100,60; sono quote psicologiche e zone di volumi saltati in stop), potrebbero ripartire trading system stop and reverse di tipo long, ma mi domando quali decisioni politiche – esaurita l’arma del mega summit dello scorso weekend – servano per arrivare a questo.
, Dovessi impostare tematiche rialziste long, punterei di più su Sp500 e su Dax, piuttosto che su Fib, a cui in questo momento riserverei una percentuale più marginale. In caso che i mercati plaudessero a cosa buone derivanti sia dalla imminente stagione delle trimestrali che dalla riunioni di luglio dell’Eurogruppo, l’indice italiano potrebbe sovraperformare, e quindi dare soddisfazioni anche con una limitata esposizione del proprio capitale.
Qual è il suo giudizio sul settore bancario di Piazza Affari e quali indicazioni ci può fornire in merito? Ci sono dei titoli che consiglierebbe di acquistare in questa fase? In base a quanto sopra esposto, non posso che rinnovare un invito alla prudenza, per i titoli del comparto.
Popolare di Milano per adesso regge decorosamente, e quindi la seguirei perché a 0.3500/0.3400 avrebbe buoni volumi a protezione. Idem per i volumi a 2,50 di Unicredit (MDD: UCG.MDD - notizie) . Sui titoli meno capitalizzati non è male Banca Generali (Milano: BGN.MI - notizie) (supporti interessanti in zona 8.30-8.20), mentre Azimut (Milano: AZM.MI - notizie) - per restare sul comparto – è già salita molto e ha fatto un doppio massimo con divergenza ribassista smentibile ma in ogni caso non esaltante. Alla larga dall’altra Popolare e Mps (BSE: MPSLTD.BO - notizie) , fra le big resta Intesa, ma non la vedo in difficoltà, al pari di Ubi. Unipol (Other OTC: UGFNF.PK - notizie) è in picchiata e per finire, tornando ai piccoli titoli, osserva una tendenza di accumulazione (peraltro ancora acerba) su Credito Valtellinese. L’euro è tornato a perdere terreno nei confronti del dollaro dopo i recuperi messi a segno nelle ultime sedute. Cosa aspettarsi per la moneta unica nel breve? Domanda difficilissima. Comunque: per lo short forse è tardi, poiché tra 1,21 e 1.19 abbiamo bei supporti, che proprio nei periodi estivi del 2010 si fecero valere, come baluardi (allora però non c’era questa situazione, e le commodities valevano molto meno: il rame costava 260, adesso siamo a 340). Per il long però la situazione è difficile, e solo una risalita che passi i tappi di 1,2410-1,2430 potrebbe aiutare a vedere una luce fuori dal tunnel. Mi sembra una situazione da trading stretto, che potrebbe evolvere in una inversione, ma solo se gli Usa decideranno che questo euro debole non ha da essere. Per adesso le news sono di ritiro di euro da parte di alcuni fondi, e quindi non sono positive.
, Quali considerazioni si possono fare sul recente andamento dello spread BTP-Bund? Bisognerà prepararsi ad un ulteriore inasprimento del differenziale tra il decennale tedesco e quello italiano? Onestamente non credo che lo spread si innalzerà molto, e lo penso perché il bund è molto tirato e il btp ha perso già quasi 10 figure da marzo. Siamo poi vicini a quota 500, al raggiungimento della quale (non improbabile, in effetti) mi aspetterei interventi forti di Bce. Di certo la situazione è estremamente complessa e delicata, per cui questa previsione che io vedo come “ragionevole” potrebbe poi essere smentita da un panic selling in men che non si dica. Non mi porrei pertanto, in questo caso, acquirente di Btp e/o venditore di Bund, ma osserverei il quadro complessivo prima di prendere decisioni.
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