Scandalo Libor: ecco come influenzavano prestiti e mutui

Barclays, ma non solo. Nello scandalo Libor e nelle inchieste sulle presunte manipolazioni del tasso di prestito interbancario da parte degli istituti finanziari, sono coinvolte anche la Royal Bank of Scotland, Deutsche Bank, JpMorgan Chase, Citigroup, Ubs, Credit Suisse, Bank of Tokyo-Mitsubishi Ufj, Hsbc, Mizuho Financial, Rabobank, Société Générale e Sumitomo Mitsui.
Mentre si attendono i primi arresti di una serie di traders statunitensi ed europei per aver taroccato i dati sul Libor - London interbank offered rate - influenzando oltre 500mila miliardi di dollari in strumenti finanziari e prestiti (dai derivati ai mutui), durante le scorse settimane ci sono state le prime dimissioni. In primis, quella di Marcus Agius, presidente di Barclays, seguite dall’ad Robert Diamond e il direttore generale Jerry del Missier, oltre ad una maxi sanzione di 450 milioni di dollari.

Per comprendere meglio la truffa del secolo, bisogna innanzitutto capire cosa è il Libor. Abbreviazione per London Inter bank Offered Rate, il Libor è un tasso di riferimento interbancario londinese. Calcolato ogni mattina dopo le 11 ora inglese dalla media dei tassi di circa 20 banche internazionali, sotto la supervisione dell'Associazione British Bankers, viene pagato ogni giorno dalle banche per prendere in prestito moneta liquida tra di loro. E' inoltre il principale punto di riferimento di diverse operazioni finanziarie, come il calcolo dell'interesse sui mutui e numerosi prestiti: prestiti auto, prestiti agli studenti, tassi delle carte di credito e mutui a tasso variabile vengono calcolati in base al Libor, per un valore di circa 10 miliardi di dollari, senza contare i 350.000 miliardi di dollari di derivati. Un calcolo che inoltre viene fatto non in base a transazioni reali, ma secondo i dati forniti dalle banche stesse.
Il motivo per cui sono accusati gli operatori finanziari è quello di aver manipolato volontariamente il Libor, ammorbidendolo, in modo da ottenere vantaggi sul mercato: con il Libor basso, infatti, le banche ottenevano notevoli guadagni, a discapito dei clienti che guadagnavano meno interessi, oltre a dimostrare un - falso - stato di salute degli stessi istituti bancari. Un libor più alto invece fa pesare maggiormente la rata del mutuo. Il Wall Street Journal ha calcolato che lo 0,3% in più del Libor porterebbe ad un aumento della rata mensile di pagamento di 100 dollari per un mutuo a tasso variabile di 500mila mila dollari.

Nello scandalo Libor non sono presenti i nomi delle banche italiane: secondo il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari, gli istituti di credito italiani seguono un modello meno "commerciale" - a differenza di quegli istituti di matrice anglo-americana - traendo utili e ricavi non dalla clientela stessa ma dalle attività finanziarie interne. Sta di fatto, però, che la Commissione Antitrust europea sta indagando da mesi su un altro tasso, l'Euribor - Euro inter bank offered rate - calcolato alla stessa maniera ma sui prestiti interbancari di 44 banche del vecchio Continente. Il modus operandi sarebbe stato lo stesso: accordi preliminari sottobanco per favorire gli istituti bancari, tra i quali ci sarebbero nella lista anche Intesa SanPaolo, Unicredit e Montepaschi. Se così fosse, l'associazione di consumatori Codacons, in seguito anche alla decisione della Procura di Trani di aprire un'indagine per truffa aggravata e manipolazione dei mercati, ha deciso di costituirsi parte civile per tutelare 2 miloni e mezzo di famiglie italiane che hanno aperto negli ultimi anni un mutuo a tasso variabile e che potrebbero essere vittime delle manipolazioni fatte sull'Euribor.


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