Tra polemiche, serrande abbassate e proteste, il Governo sembra fare un passo indietro approvando al Senato con la fiducia alcuni emendamenti presenti all'interno dello spending review, precedentemente approvati in Commissione Bilancio.
In particolare, è saltato l’aumento dello sconto sui medicinali a carico dell'azienda farmaceutica al Servizio sanitario nazionale, oltre all'incremento della quota che le aziende farmaceutiche devono pagare alle Regioni.
Nell’emendamento presentato dai relatori Gilberto Pichetto Fratin (Pdl) e Paolo Giaretta (Pd) viene eliminata la norma del decreto legge che incrementava dall'1,82% a 3,65% la quota che il Servizio sanitario nazionale trattiene come sconto (commisurati sul prezzo di vendita al pubblico al netto dell’Iva) a carico delle farmacie. L'incremento attualmente approvato si è attestato per le farmacie al 2,25% e per le aziende farmaceutiche al 4,1%. Non solo: il tetto per la spesa farmaceutica territoriale viene fissato per il 2012 al 13,1% del fondo sanitario nazionale - 0,4% in meno rispetto al 2011 - e scenderà all'11,35% il prossimo anno.
Riguardo al pay back - la sospensione della riduzione dei prezzi del 5% a fronte del contestuale versamento in contanti del relativo valore su appositi conti correnti individuati dalle Regioni - resta interamente a carico delle case farmaceutiche in caso di sfondamento del tetto di spesa anche per i farmaci orfani, ovvero per quei medicinali efficaci nel trattamento di alcune malattie che non vengono prodotti o immessi sul mercato a causa della domanda insufficiente a coprire i costi di produzione e fornitura.
Un segnale positivo riguarda però il provvedimento che determina la prescrizione obbligatoria di farmaci indicandone il principio attivo e non più il farmaco di marca. Una norma che secondo Altroconsumo porterà notevoli risparmi per i consumatori: "solo nel 2011 - si legge nel comunicato - i cittadini hanno speso 1,32 milioni di euro tra ticket e quota a carico del paziente per aver scelto la specialità di marca invece che il generico, quasi sempre senza un motivo clinico. Un aumento del 13.3% rispetto al 2010”.
Se Altroconsumo e il ministro della sanità Balduzzi sono soddisfatti del provvedimento (quest'ultimo lo ha definito un testo "equilibrato" che "potrà portare nel medio e lungo periodo risparmi per cittadino e servizio sanitario"), lo sono meno Farmaindustria e la Federazione Italiana dei Medici di Famiglia (FIMMG). "Ha vinto la demagogia e l'ideologia anti-industriale", afferma Farmaindustria, mentre Giacomo Milillo, segretario nazionale della FIMMG, dichiara in una nota l'inutilità di questa norma, "che non ha effetti di risparmio sulla spesa pubblica e crea enorme confusione sia per i medici sia per gli assistiti", richiedendo al Governo l'istituzione di un tavolo "per il riordino complessivo della materia".
Crisi, presidente Federfarma Napoli: pronto allo sciopero fameNapoli, (TMNews) - Sciopero della fame a oltranza: è l'annuncio choc del presidente di Federfarma Napoli, Michele Di Iorio, che, spiega, da giovedì 19 luglio inizierà il digiuno a causa dei circa 300 milioni di crediti che la federazione vanta con la Regione Campania. "Una decisione estrema, come risposta a una realtà estrema di disagio, causata da regione e asl che da mesi non pagano le farmacie e ha questo si aggiunge l'ulteriore tassa che ha messo il governo monti nel mese di luglio ha messo alle farmaci

